e allora ROCKING ROLLING per resistere…

Bentrovati amici di Cassetti della memoria!

siete tornati dalle vacanze?

avete finito di spolpare i cocomeri?

vi siete divertiti?

qui tutto ok, sono pronta e carica ad affrontare un nuovo anno lavorativo e a riprendere in mano il blog lì dove lo avevo lasciato.

Settimana scorsa avevo promesso sulla pagina fb di cassetti, un bel post “celebrativo” su colui che è stato uno dei simboli degli anni 80/90, poi la connessione mi ha abbandonato per dieci giorni, quindi dobbiamo assolutamente recuperare: stiamo parlando di uno che per essere bello era bello davvero, e per essere bravo è ancora un mito. Tanto che quando siamo in macchina con gli amici e parte la mia compilation preferita, si rischia l’incidente ogni volta che si sente l’ooh ooooh di  NO EAST NO WEST.

E se ancora non lo avete capito, finalmente parliamo di Scialpi, anzi, di SHALPY, come lui tiene ad essere chiamato dal 2012 ad oggi.

Aspettiamo tutti  con molta ansia di vederlo nella nuova edizione di Pechino express (che si terrà in Sudamerica ma vabbè) ed è ovvio che teniamo per lui e per il #teamcompagni.

Ma chi ridacchia e pensa solo al botox, quando si parla di ciò che è stato ed è Shalpy non capisce una beata cippa di musica, lasciatemelo dire!

partiamo da una delle canzoni più belle del nostro eroe, canzone anche coverizzata da Mina nel suo disco Sorelle Lumiere, che Giovanni Scialpi ha scritto quando aveva 14 anni ma che ha visto “la luce” nel 1984…

giù dai marciapiedi un cuore rotola…lo accarezza solo la musica.

ma quando si parla di Scialpi non possiamo proprio ignorare questo capolavoro assoluto:

Rocking rolling, sopravvivere, Rocking rolling, con la musica, Rocking rolling, al silenzio che c’è! uo uo.

Passiamo alla fase-Sanremo,che negli anni 80 era fisiologica…siamo nel 1986, evviva la new wave! (anche se in Italia arriva con qualche annetto di ritardo eh!)
puoi vestire come vuoi, puoi parlare come sai, non ti capiranno mai:

NO EAST, NO WEST, WE ARE THE BEST, OGNUNO AL MONDO UN POSTO AVRA’…NO EAST, NO WEST, E’ QUESTA LA MIA TERRA!!!

Scialpi a Sanremo fa il bis l’anno successivo con questo pezzo a mio avviso, sottovalutato e che avrebbe decisamente meritato qualcosa in più…
TROPPI NE VIVRAI DI QUESTI GIORNI!

BELLA ETA’…QUESTA ETA’…
BASTA UN DISCO, UNA BIBITA IN FRESCO E LA MOTO CHE VA’…
Non so voi, ma io adoravo sta canzone (ma di nò-ma di notte non dormo mai!)

Ok, dopo Sanremo abbiamo la vittoria del Festivalbar più bella di sempre…e qui vi voglio tutti con la mano sul cuore!

pregherei, pregherei, se mi sentisse lui…
chiederei, chiederei, che ne sarà di noi…
gli direi, gli direi,prendi ciò che vuoi…
dammi lei…
dammi lui…
è tutto quel che ho!
Oh, io c’ho vinto una “corrida” nei boyscout cantando sta canzone, sono particolarmente affezionata! ^_^

Una dolcissima ballata che sfocia nel gospel, grande Scialpi e immensa Scarlett alla quale mi sento semplicemente di mandare un grosso abbraccio virtuale e dirle che vorremmo tanto risentire la sua voce.

Dopo un periodo di assenza, Scialpi ancora Scialpi torna a Sanremo nel 92 con E’ UNA NANNA, ma viene eliminato nella prima serata.

Riappare poi per un breve periodo, qui in Umbria, per la prima edizione di MUSIC FARM che all’epoca si teneva a qualche chilometro da casa mia tra l’altro…ma la Bertè faceva talmente tanta scena che gli altri (grandi) partecipanti venivano ingiustamente oscurati. Si ritira dopo poche puntate, probabilmente infastidito dall’andazzo del reality.

Ci tengo a dire che io Shalpy l’ho visto dal vivo, se non sbaglio nell’ estate del 2007, e rimasi davvero estasiata dallo spettacolo, ottimo performer e grande ballerino.

Nel 2012 appunto, cambia il nome d’arte con una nota “internescional”, lancia il singolo ICON MAN   in Canada e Stati Uniti ottenendo un ottimo riscontro:

e chissà perché la cosa non mi stupisce! ^_^

A fine mese dovrebbe sposarsi negli Stati Uniti con il suo compagno Roberto Blasi e come abbiamo già detto, li vedremo insieme alla volta del Sudamerica nella charity race più famosa del mondo.

Vi saluto con una chicca assoluta, un pezzo di puntata dell’ispettore Derrick dove il nostro Scialpi/Shalpy interpreta la parte di un cantante italiano: EMILIO CAPRESE!

Restate con noi, che questa settimana apriamo un bel po’ di cassetti!

ROCKING ROLLING a tutti

la vostra

Nabiki :*

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Shot Songs, ovvero (in)dimenticabili…

Va bene, lo ammetto. La storia di Lorenzo Marrone, cantante di successo travolto da un successo cui non era pronto è inventata di sana pianta, e infatti ne ho fatto un libro, #pernonperderti. Ma non sono qui per fare la marchetta e dirvi: “Leggetelo!” (ops…mi sa che l’ho detto…e va beh…). In realtà però, quanti cantanti sono arrivati a sfiorare con le unghie ed accarezzare il successo, per poi prendere la via contraria e tornare nel dimenticatoio con la stessa velocità con cui si sono affermati?
Questo post proverà a scovarne, e magari riscoprirne, alcuni che in qualche modo, a mio parere avevano qualcosa da dire e forse hanno solo sbagliato i tempi.
Il primo ad essere preso in esame è un biondo meshato, dalla voce vagamente soul e lo sguardo da tamarro impunito. Insomma, dieci anni prima di quella fighetta portoghese di Cristiano Ronaldo, e qualche anno dopo i vari Ragazzi Italiani, Take That, Backstreet Boys e compagnia varia, ecco a voi Daniele Stefani, con “Un giorno d’amore”!


Ai tempi le radio lo sparavano in heavy rotation, come si dice nella lingua ggggggiovane, insomma, non c’era pomeriggio senza che Mtv Italia o RTL 102,5 non mettessero questa canzone. Effettivamente la melodia è accattivante, il ritmo “prende”…e il successo sembrava cosa fatta. Anche un Sanremo al suo attivo, con “Chiaraluna” nel 2003 nella sezione Nuove Proposte, e poi…la sfiga incombe…arriva un giovanotto di Latina, anche un po’ sovrappeso, rubando a piene mani una canzone di R Kelly e scrivendo un testo in italiano. Fa un video ben costruito…et voilà, Tiziano Ferro con “Xdono” in una botta sola fa incetta di premi e manda nella campana dell’Indiffernziato il nostro Daniele.
Peccato però, mi faceva tanta simpatia!
Anzi, sapete che c’è? IO “Chiaraluna” ve la regalo lo stesso, tiè!

Passiamo ad un altro che forse è arrivato troppo presto al successo, senza riuscire a confermarsi ad un certo livello fino a crollare del tutto e far perdere le proprie tracce.
Alzi la mano chi non ricorda a memoria questa canzone. Se io dico: “Ci vuole calma e sangue freddo, calma…yeeeee”. Sì, è proprio lui. Luca Dirisio!

Sguardo da duro, atteggiamento da “Ho visto cose che voi poveri stronzi non potrete mai vedere nella vostra vita del cazzo”, le ragazzine ai tempi sembravano andar matte per uno così. Il tipo di ragazzo che la sedicenne porterebbe a casa giusto per il gusto di fare incazzare il padre e fargli chiedere guardandosi allo specchio: “Ma dove cazzo ho sbagliato con mia figlia?” mentre anche le madri, magari ancora piacenti e non del tutto rassegnate all’età che avanza, civettuole si lascerebbero corteggiare fintamente scandalizzate, innescando violenti giochi di gelosia con la figlia.
C’è da dire che il buon Luca, intuendo l’aria che iniziava a tirare già ai tempi, si presentò al Festival di Sanremo (sì…passano tutti da lì, rassegnatevi criticoni e finti snob!) con una canzone dal titolo profetico. E da quel momento, nonostante il tentativo di rilancio con l’Isola dei Famosi (cacciato a pedate dopo un paio di puntate di noiosa spocchiosità) non si è più sentito nominare.
Ecco quindi, la sua, come dicevamo, profetica “Sparirò”.

Ma a proposito di tormentoni degli anni passati, come non ricordare quel ritornello che ripeteva in loop “Sei troppo bella troppo bella troppo bella troppo bella troppo bellaaaaaaa”?
Il cantante dal nome e dalla voce forse più fastidiosa dell’universo, ma ci è rimasto nel cuore.
Lui, sì…Davide De Marinis!

Eppure, per conto mio il vero capolavoro di questo cantante (che ora sappiamo fare l’autore di successo per altri) arrivò…indovinate dove?
Yeeeeeeeesssssss, al Festival di Sanremo!
Quarto posto tra le Nuove Proposte con una poesia in musica:
“Fare castelli in aria e sognare
lasciami sognare,
lasciami disegnare
la mia vita insieme a te.
Che non è facile in una stanza
non preoccuparti,
stringimi
quante cose, quante cose ti darei…
…chiedi quello che vuoi”

E qui mollo il colpo…ci sarebbero altri esempi…dico in ordine sparso e a memoria:
Pago (Parlo di te, parlo di te, parlo perchè vorrei averti con me), famoso forse più per il matrimonio con Miriana Trevisan e per aver battuto Massimo Di Cataldo a Music Farm che per il suo curriculum canoro;
Simone Tommassini (E’ stato tanto tempo fa…) troppo simile a Vasco e al primo Grignani per essere davvero unico;
Stefano Zarfati (C’è che ti piace farti bella…) esempio classico di One Shot Only…mai più sentito dopo…

Insomma, lo spazio per un’eventuale seconda puntata ci sarebbe anche…
Vedremo!
Per adesso…cantate, leggete la storia di Lorenzo Marrone (ah già, non devo dirlo questo…ops…), ma soprattutto

sorridete, sempre
D.

E’ un sabato qualunque, un sabato italiano

Il peggio sembra essere passato…
la notte è un dirigibile
che ci porta via, lontano…


Era il 1983. Gli anni di piombo stavano lasciando il posto al nuovo finto boom economico, al Drive In la domenica sera, all’edonismo esasperato ed alle spalline sulle giacche dai colori orrendi, così come le pettinature cotonate e glamour. Alla radio quell’anno compare quasi all’improvviso questa canzone dall’andamento jazz-swing solo apparentemente “semplice”. In realtà il buon Sergio Caputo è un musicista ricercato,anche nel senso ahimè internettiano del termine. Da troppo tempo purtroppo è quasi scomparso dalla scena musicale italiana, e per scoprire le sue novità o riscoprire i pezzi che lo hanno reso celebre (mi vengono in mente anche pezzi come Italiani Mambo e Il Garibaldi innamorato), bisogna appunto andare a ricercare su Google . E’ un peccato a mio avviso, ma cercare di capire l’industria discografica italiana è più difficile che tradurre un testo in greco antico senza aver mai fatto il liceo classico. Oggi si prediligono i cantanti usa e getta, i vari talent show sfornano nuovi idoli ogni anno, e vincitori e vinti spesso hanno la data di scadenza stampata sulla schiena, e non lo sanno nemmeno.
Una volta se eri bravo prima o poi ti veniva riconosciuto senza una giuria di esperti o pseudo tali e soprattutto senza la fesseria del televoto che ormai serve quasi anche per scegliere che piatto mangiare sulle nostre tavole nelle Feste che verranno (già mi immagino la Clerici o peggio ancora Benedetta Parodi guardare fisso la telecamera urlando: “Allora chiamate o mandate un sms al 45123 digitando 1 se preferite il Panettone, 2 per il Pandoro, e 3 per il Capitone…via alle telefonate!”).

E non c’è solo Sergio Caputo nel calderone degli artisti che, sebbene bravi davvero, non abbiano che una piccola nicchia di appassionati pronti a seguirli, ma non il piacere di vedere riconosciuto dalle radio il loro impegno. Passi per i grossi network, ma quando ti rendi conto che persino RadioItaliaSoloMusicaItaliana passa quasi sempre e solo le stesse canzoni “da classifica”, e se non fai parte dei gusti musicali della massa, come direbbe Briatore, “sei fuori”, non è propriamente una cosa bella e facile da digerire.

Ad esempio, rimanendo nell’ambito pop-jazz, chi non ricorda questa canzone di una decina d’anni fa? Secondo posto meritatissimo a Sanremo, un talento cristallino per una poesia vera e propria.
Tutto quello che un uomo, Sergio Cammariere.

Cugino di Rino Gaetano, e dotato di un’estensione vocale pari forse soltanto a quella di Scialpi (no, non è propriamente un complimento), il buon Cammariere si ritrovò in cinque giorni uno chansonnier riconosciuto ovunque. Ora però ditemi voi il titolo di un’altra sua canzone. Ok, se siete suoi fan oppure amate la musica jazz sicuramente lo saprete, ma è proprio necessario riempirci le orecchie di pseudo rapper tutti uguali? (e ho detto orecchie eh…alle volte, sentendo gente come Moreno o come il Francesco Paolantoni travestito da Rocco Hunt, è altro ad essere bello pieno…)

Ok, ok…prima di diventare snob, e lungi da me il volerlo essere, mettiamo in cascina una tripletta di cosette totalmente differenti, leggere davvero ma che in qualche modo possono far parte della categoria “Ridateci Music Farm” per il quale io e la mia socia Nabiki firmeremmo volentieri una petizione, se ci fosse.
Al terzo posto, dato che si è parlato di rapper, mettiamo una canzone che a metà degli anni 90 fece il botto. Un produttore  decisamente sovrappeso e un inventore di rime nonché portatore sano di perenni “occhi a bancomat”, dovuti temo all’assunzione in dosi massicce di sigarette simpaticamente farcite, misero in piedi un duo, capace di malmenare gli inviati di Striscia la Notizia a Sanremo, e di sfornare questa hit. Ladies and Gentlemen, Sottotono con “Solo lei ha quel che voglio”!

Al secondo posto, una che a Music Farm c’è andata davvero anche se diciamo il tentativo di restyling non è che sia andato proprio a buon fine. Incredibilmente sul Tubo si trova addirittura il video ufficiale di questa canzone che cavalcò il successo dell’anno precedente, in coppia con Aleandro Baldi, la famosissima “Non amarmi”. Ricordo partecipò alla riedizione del Cantagiro con questa canzone, e ai tempi si sentiva parecchio. Fa parte di quei ritornelli dimenticabilissimi che però chissà per quale motivo, ti rimangono in testa e tornano improvvisi dopo anni ed anni.
Ecco quindi Francesca Alotta in giallo con la sua “Fragilità” e le sue “Rose gialle rose bluuuuu”

E vince la classifica del “Si stava meglio quando si stava peggio” lui, l’unica, vera, inimitabile Talpa televisiva! Lo si aspettava nel Sanremo di Carletto Conti insieme a Raf, Nek e Marco Masini. Pazienza, prima o poi torneremo tutti insieme a cantare a squarciagola abbassando il finestrino dell’auto al semaforo “Seeeeeeeempreeeee, ti amerò per seeeeeeempreeee”
Paolo Vallesi!!!!!!

Bene, scusate l’assenza di questi mesi, la voglia di scrivere c’è sempre, il tempo è quello che è, ma dopo le Feste prometto di tornare, magari con una bella carrellata di “nuovi” spot pubblicitari d’annata, chissà…

Buon Natale, sorridendo
D.

Momenti di gloria

Amici e amiche del NabikiBlob, rieccomi con un nuovo episodio dei famigerati e cosiddetti “cassetti della memoria”. Una rubrica che mi piace sempre scrivere, attingendo a piene mani alla mia memoria pazza e provando a sorprendermi e a sorprendervi con qualche ideuzza stramba.
Quest’oggi partiamo da un pensiero semplice semplice:
ci sono cantanti e canzoni che ci hanno accompagnato anche solo per qualche mese, una settimana, un giorno, solamente un’ora…(ok, ok la citazione di Bennato potevo risparmiarmela, ma mi piaceva così tanto!)
A distanza, talvolta, di un numero sufficiente di anni, mi chiedo, e vi chiedo: ve li ricordate? Piacevano anche a voi? E soprattutto, che fine hanno fatto?
 
Ad esempio, partiamo subito con un mio pallino. Ho anche comprato il cd singolo di questa canzone. Festival di Sanremo del 2001. Tra le Nuove Proposte di quell’anno si presentò questo duo formato da un chitarrista e un cantante, che in realtà era l’anima e il vero deus ex machina della formazione. Si inerpicarono con questa canzone fino al secondo posto della classifica finale, anche se terminata la kermesse di loro si persero quasi immediatamente le tracce. Salvo ritrovare il cantante a fare il corista in una delle ultime, tristissime Domenica In…
Loro sono i Moses, e la canzone si intitola “Maggie”, qui in versione live da quel Sanremo…dirige l’orchestra il maestro Vince Tempera! Ma ora…eccola!
 

Continuiamo con un pezzo bomba.
Se io dico “Vivo per lei”, voi cosa mi rispondete? Bocelli & Giorgia? No no no no….la versione originale di questa canzone, a mio modestissimo parere molto più bella di quella conosciuta da tutti, è degli O.R.O. e io ho il vero piacere di proporvela, anche se non ho notizie di che fine abbiano fatto sti due fenomeni (certo che in Italia abbiamo delle voci da valorizzare…e noi ci ostiniamo a tirare fuori cantanti da bimbiminkia grazie agli amicidimaria e compagnia bella…bah)

E che dire allora dell’attacco più famoso degli anni 90?
“Eri una bambina, la più stretta della scuola, eri un’acciughina. Oggi hai quindici anni e piangi sola chiusa in bagno per la festa del tuo compleanno…”
Eh sì, signori: Alessandro Canino con la sua celeberrima “Brutta” ci riporta con la memoria alle feste di compleanno dei compagni di classe, spesso l’unica occasione per tirare fuori lo sguardo da duri con frasi sentite magari in qualche film e raccattare qualsiasi esemplare di genere femminile per avere la possibilità (magari con un famoso “lento”, con le luci soffuse) di limonare duro come i ragazzi fighi “che-ci-sapevano-fare”.
Stendo un velo pietoso sulle decine di parodie che ha avuto questo testo negli anni. Ricordo di aver rivisto il buon Canino a Meteore su Italia Uno. I riccioli e il ciuffo non c’erano più, e nemmeno quell’orribile giacca con le spalline esagerate. In compenso aveva una panza che faceva provincia. E vabbè…
Eccola!!! Tutta vostra!

Abbandoniamo un istante il Festival. Il mio post precedente parlava di cover. Mi riaggancio per un istante a questo filone per inserire un cantante, ed una canzone, che nella seconda metà degli anni 90 ebbe un paio di picchi di popolarità, grazie a Neffa che provava ad imporlo (giustamente a mio avviso) come una delle più belle voci soul italiane.
Questa è la versione italiana di “I can tell you why” degli Eagles, intervallata da pezzi rappati dal signor Giovanni Pellino, che prima di voler essere (parole sue) lo Stewie Wonder italiano e di conoscere “la mia signorina” era di gran lunga il miglior esponente dell’hip hop italiano.
Signore e signori, ecco “Non tradire mai”

Viriamo sul cantante straniero che non ti aspetti? Ma sì dai! Alzi la mano chi ricorda lo sbarco in italiano di Enrique Iglesias con “Se te ne vai” (ovvero “Si tu te vas”, in originale spagnolo).
Frasi indimenticabili come “Le lacrime vengono giù, se non le raccoglierai non le troveremo più. Muoio un po’ immaginando che farai, in che mondo viaggerai, che canzone canterai se te ne vai”
Notare il video in spagnolo semplicemente ridoppiato (si vede che non c’erano troppi soldi…)
Questo è un capolavoro di trash che solo Radio Jukebox poteva farmi tornare alla mente. E sullo scooter al mattino spesso tra un semaforo e l’altro mi accorgo di canticchiarla…
Ma se mi piace la versione di “Non c’è” della Pausini reggaeton style, non posso poi lamentarmi…

Si prosegue…piatto ricco mi ci ficco!
Sempre rimanendo nell’ambito degli anni 90 c’è il filone “quasi cloni”. Ovvero, artisti che con timbri di voce simili a quelli di colleghi decisamente più affermati hanno trovato un loro pubblico e un loro successo.
“Anche questa è vita” è una canzone che ha venduto 120 mila copie a metà degli anni 90. Adesso un disco d’oro lo si raggiunge con 30 mila copie vendute. Per dire. Chi si ricorda chi la cantava? Vi aiuto…assomiglia vagamente a Baglioni, si presentava con una maschera sugli occhi…sì, è lui, Anonimo Italiano! Eccola, tutta per voi!

Non posso non citare anche un gruppo che ha fatto molto più successo, gli Audio 2. Ma non parlerò di “Alle venti”, forse il loro pezzo più famoso, bensì di questa delicata “Neve” con cui si imposero all’attenzione di tutti. In seguito fu incisa anche da Mina (del resto loro rimangono autori della Tigre di Cremona anche in tempi più recenti). Ricordo fecero quasi scalpore per la netta somiglianza con Battisti, tanto che molti andavano nei negozi a chiedere “il disco nuovo di Lucio Battisti” rimanendo quasi delusi quando scoprivano la verità.
Ecco comunque “Neve”, con il suo attacco splendido…

“E pensarci vorrei ancora un po’, noi siamo impauriti da quest’angelo. A pensarci è così, chissà dov’è l’ultima parola che riguardava te. Ma sei, sei come la neve, sei. Che tocchi ed è sciolta già e non sai più com’è. Solo un’immagine che va, e sei nella mia mente…”

Saluto la mia socia Nabiki dicendole che purtroppo il Tubo non mi dava la canzone che cercavo di Tony Blescia, ma lo ricordiamo affettuosamente promettendo un post dedicato a lui!
Concludo con l’ultima canzone di un’altra meteora della musica italiana.
Siamo a cavallo del nuovo millennio. Una ragazza piccolina e dai capelli rossi si affacciava sulle scene della musica italiana con “Frena, che voglio andare al mare, frena”
Carlotta.
Vista dal vivo ad un festival estivo a Rimini con la Incontrada senza reggiseno e dai capezzoli generosamente offerti in trasparenza al pubblico, e da un Cremonini in pieno trip Lunapop che ci provava spudoratamente. Mi incantò con questa canzone, vuoi per il mix sapiente di italiano e francese nel ritornello (anzi, nel refrain…), vuoi perché mi faceva pensare all’estate, non so…
ecco qui, sperando ve la ricordiate, “Caresse toi”!

“Caresse toi et viens avec moi, je t’amerais à la folie”…canzoncina esile esile, e se vogliamo anche tamarrucola, specie se ascoltata a tutto volume con il gomito fuori dal finestrino…
Ok ok, vi ho tediato anche troppo…sono rimaste fuori chicche come, in ordine sparso, Gianni Fiorellino, Jenny B, i Down Low, Davide De Marinis, Stefano Zarfati…insomma…posso continuare con un “Momenti di gloria 2”, se vorrete…

Intanto, godetevi queste. E ascoltate un cretino…

sorridete, sempre

D.

Ricchi e Poveri classifica

In queste giornate Sanremesi io e il socio siamo molto impegnati…però proprio ieri notte, mentre stavo per addormentarmi mi è balenata in testa una riflessione.
Qui su Cassetti della memoria abbiamo già dedicato due classifichette alle vecchie glorie del Festival, guarda caso entrambi super ospiti di questa rassegna: Albano (vabbè era Albano e Romina) e Toto.
Manca qualcuno vero?
Purtroppo manca proprio il gruppo che avrebbe dovuto presenziare la serata di mercoledì, una tragedia si è consumata e la loro esibizione è purtroppo saltata.

Io vorrei omaggiarli con tutto l’affetto possibile a Franco Gatti, nella speranza di poterli rivedere un giorno…Signore e signori ecco a voi LA CLASSIFICA DEI RICCHI E POVERI

10° POSTO
CANZONE D’AMORE
Vabbè partiamo da una delle loro ultime cartucce sanremesi, ricordo con enorme affetto questa canzone d’amore dedicata a te…
Splendido l’incipt:
A questa nave che 
va contro vento 
perche` chi sale 
sia felice e 
contento 
a chi e` convinto 
di aver 
fatto centro 
ma nel bersaglio 
non sa che c’e` 
dentro 

9°POSIZIONE
MAMMA MARIA

PER LA GIOIA DI ANNA OXA UN SCAMPOLO DI CONCERTO RUSSO…
Ok, anche qui parole a random sul testo, rime baciate senza senso ma un ritmo che ti prende troppo…
Nel mio futuro che cosa c’è 
sarebbe bello se fossi un re 
così la bionda americana 
o si innamora o si trasforma in rana.






8° POSIZIONE
SE MI INNAMORO
E vogliamo dirlo?


 In questo inverno sotto zero come un film in bianco e nero…Se m’innamoro.
Questa è decisamente una delle mie preferite…Vincitrice di Sanremo 85.

 7°POSTO
VOULEZ VOUS DANSER
IL VIDEO MERITA DI ESSERE VISTO!
Questa ancora la passano nelle feste di paese…è o non è una meraviglia?

6° POSTO
PICCOLO AMORE
(notare i commenti di you tube in tutte le lingue!)

Grande amore detto all’ultimo gettone 
vero come il caldo di un abbraccio alla stazione 
bello como quando posso stringerti la mano io ti amo.

5° POSTO
MADE IN ITALY


Dam-dam-dammi soltanto una musica 
Dam-dam-dammi un amore 
Dam-dam-dammi una notte da favola 
Dam-dam-dammi l’amore 
Dim-dim-dimmi che canti 
Questo souvenir d’Italie 



4° POSTO
COME VORREI
E’ o non è un capolavoro?

3°POSTO
SARA’ PERCHE’ TI AMO

Vabbè questa non ha certo bisogno di presentazioni vero?

2°POSTO
CHE SARA’

Ed eccoli qui con la formazione originale assieme a Marina Occhiena…rivederli un giorno in una reunion altra causa persa da promuovere sempre!

1°POSTO
LA PRIMA COSA BELLA


Che volete dirgli a sta canzone?
Ed è come una profezia, solo una delle prime cose belle fatte da questo meraviglioso gruppo vocale!

Vi vogliamo bene Ricchi e Poveri!