Cinetrash della memoria…7 film talmente brutti che son diventati CULT

Vogliamo dirlo?

D’estate in tivvù non fanno GNiente!

Tra un cornescion ailan e l’ennesima replica di Montalbano, la prima serata è la desolazione più totale…il pomeriggio poi è in mano a Rosamunde Piltcher e sto Segreto che da tre anni ancora non si è sgamato. InZomma, per avere qualche bella sorpresa tocca affidarsi alla terza serata, magari sulle reti locali che ancora sopravvivono, facendo zapping tra una televendita di frullatori frullatutto e una calda battona che finge di essere in diretta proprio con te, uomo medio!

E’ in quell’orario lì che si beccano i migliori classici del cinema trash, o meglio, è in quell’orario lì che l’altra sera ho beccato SOFT AIR- ARIA COMPRESSA, uno dei film più brutti (quindi meraviglioso) della storia.

Ed è così, che mi è venuto in mente di consultare i migliori esperti per stilare questa mezza classifica di film che chiamerei “sedevifareunaschifezzafallabene”, ossia, film talmente brutti, anche nei minimi dettagli, talmente brutti da divenir negli anni veri e propri CULT del genere.

Partiamo dal top ovviamente e parliamo un secondo di ALEX L’ARIETE (2000)  e TROPPO BELLI (2005), pellicole conosciutissime per gli amanti del genere…

seguono video-riassunti immancabili per rinfrescarvi giusto la memoria:


Passiamo al grande fenomeno del cine-musicherello/neomelodico e CIENT’ANNE(1999) non lo batte nessuno…c’è la storia d’ammore, il rapporto col genitore, l’azione esplosiva (vedi video sotto), canzoni strappalacrime, Gigi D’Alessio, Mario Merola e Giorgio Mastrota che fa il cattivo.

Ecco, Giorgio Mastrota nei titoli di testa dovrebbe avervi già convinto a guardare tutto il film, se non vi basta pensate all’emozione che potrebbe regalarvi questa scena che io guarderei a ripetizione:

Rimaniamo in ambito neomelodico e troviamo quest’altro capolavoro di quaranta minuti scarsi con protagonisti del calibro di Gigione e Jo Donatello padre e figlio nella musica, al cinema e nella vita. Stiamo parlando del celeberrimo GRAZIE PADRE PIO (2001)

Potremmo riassumere il tutto in: storia d’ammore e libbbertà, crisi mistiche, corse clandestine e pellegrinaggi.

Gigione che va in tour un mese e si raccomanda come la mamma di cappuccetto rosso: “non ti cacciare nei guai figliolo!” e quello shagurato di Jo Donatello che ben pensa di conquistare la figa di legno più legnosa della Campania correndo in macchina e mettendosi contro il boss cattivissimo di turno, Don Franco. Il ritorno di Gigione, la grazia e l’intercessione di Padre Pio per salvare il figlio da codesti loschi individui sarà provvidenziale…

Torniamo un momento a SOFT AIR-ARIA COMPRESSA (1998)  perché davvero questa è una roba degna di nota:

Per circa tre quarti di film non succede nulla…il protagonista telefona, si vede con la fidanzata, parla di gente con altra gente, fà cose e vede gente. Poi lo invitano ad un compleanno, fa cose e rivede gente, ma qui riceve l’annuncio che il festeggiato ha prenotato una partita di SOFFI TEIR a Bassano Romano e tutti ci devono andare.

Quindi la domenica successiva tutti a Bassano a fare sta partita di SOFFI TEIR che si rivelerà un vero e proprio gioco al massacro…di fatto la squadra avversaria usa delle armi vere e tenta di far fuori uno ad uno tutti i cretini che fanno cose e vedono gente.

Mettiamoci un doppiaggio che più amatoriale non si può, una sfilza di attori cani, dei dialoghi surreali ma reali (sta zitta che non sei altro) e lo schizzo diventa un capolavoro imperdibile del genere trash.

Concludiamo con un HORROR del 1988 che più HORROR e più 1988 non si può.

Qui passo direttamente la parola all’amico Faust perché davvero non trovo parole più esaustive per descrivere sta roba:

Il film è IL BOSCO 1 (che già suona come una minaccia n.d.r.) di un tal disgraziato di nome Andrea Marfori, distribuito a cazzo di cane anche all’estero (forse solo in Sri Lanka) con il suggestivo titolo di EVIL CLUTCH, trasmesso UNA sola volta su Rai 2 dopo le due, anni dopo ridistribuito solo per pochi sfortunati americani dalla casa indipendente Troma, responsabile di capolavori trashsplatterpunk come Class of Nuke’ em High, Toxic Avenger e altre incantevoli delizie cinematografiche a zero budget degli anni 90.

Unica “diva” presente ne il BOSCO è un’insostenibile Coralina Cataldi Tassoni, la negazione del recitare fatta carne, già usurata in qualche porcheria di Dario Argento e Lamberto Bava.

E anche qui abbiamo di tutto davvero…dialoghi scritti coi piedi e piani sequenza interminabili, minuti che sembrano ore, donnina che parla con accento italoammeregano e…

Lo scrittore/motociclista tracheoctomizzato vestito come il barone rosso in camice bianco?

La castrazione via artiglio vulvare?

La steadycam continua sul 90% delle riprese e l’attore che guarda dritto nella camera che gli gira intorno come un cane dal basso? E tutto il resto? Non basterebbe un intero blog per dare il giusto riconoscimento a sta mmmerda di film!

E visto che non basta un intero blog vi saluto con il finale più bello della storia del cinetrashume…(ALBAKIARA-2008)

E’ finito il tempo delle mele, puttana!

La vostra

Nabiki :*

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