Il ritorno di Sonia

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Se ne è parlato tanto in questi ultimi giorni.

Dapprima un’intervista per La Repubblica, perché se uno deve pensare ad un personaggio simbolo della cosidetta “tv locale” in occasione della chiusura dell’ultima rete superstite, non puoi non pensare a lei, che tre anni fa lasciò un vuoto immenso nei palinsesti generalisti “dei poveri” e non andarla a cercare.

Poi l’abbiamo citata anche noi del NabikiblòB nel podcast di Sanremo, augurandocela come valletta per il prossimo anno, perché è giusto che tutti la possano conoscere.

Infine la splendida notizia di un intervento a radio Studio 93  dove lavora la mia amica Paola.

Di corsa a scaricare l’applicazione, no, non posso perdere questa oretta di programma con colei che ha fatto la storia della televisione!

Già, perché se sei stato ragazzino/a , bambino/a, madre o padre a Roma, non puoi non ricordare chi era Soniadisuper3 tuttoattaccato, perché costei, oggi ha addirittura un cognome ed un età, ma all’epoca era solo quella che stava praticamente tutta la vita in tv tra un cartone e l’altro, cartoni che italia1 non passava mica, e se passavano erano censurati e non ci si capiva niente.

Io sono in un certo senso mortificata, so perfettamente che questo cassetto della memoria non potrà esser capito dalla maggior parte degli avventori di questo blog, perché nessuno, eccetto chi ha vissuto gli anni 90 nel Lazio, potrà mai capire l’immensità di questa donna, che aveva una naturalezza tutta “ciociara” a tratti romanesca, questa “tata” improvvisata che leggeva letterine e invitava bambini in studio.

Bambini che facevano la fila per andarci e ricordo bene quella “gnappetta” di mia cugina La Giulia quando era tra questi…che io prendevo un po’ in giro, perché più grande, ma è grazie a Sonia se io oggi ho un nickname che deriva da una serie tv giapponese che la generalista non avrebbe mai e poi mai passato.

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Sonia e i suoi spottoni, gli sciroppi, i negozi di giocattoli…per farvi capire la popolarità di Sonia posso solo dirvi che le dedicarono addirittura una bambola, probabilmente non le rendeva giustizia.

Sonia, che rivela alle amiche di Studio 93 che sì, aveva paura di non essere in grado di poter cantare la canzone della buonanotte, che la provava cantandola a squarciagola in macchina andando al lavoro.

Sonia, la nostra prima ed unica celebrità dalla voce e dal look inconfondibile, Sonia che ci ha salutati in trasmissione con un “grazie”, Sonia che si commuove perché Tiziano Ferro in persona personalmente le lascia un messaggio tramite il watsapp della radio che baci perugina scansateve, Sonia che oggi è una tabaccaia, ed io e La Giulia dobbiamo assolutamente fare un salto a Latina per un pacchetto di sigarette.

Sonia Sonia Sonia. Torna in tivvù te prego!

Leggici una letterina come solo tu sai fare, facci vedere quei Doraemon tutti storti e quei maghi pancioni sbilenchi, fatti due chiacchiere col robottino Birillo e cantaci la canzone della buonanotte.

Sonia che mi ha fatto l’autografo che vi mostro orgogliosa!

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E qui mi fermo, perché davvero il cassetto aperto è troppo emozzzzzionante, poi va a finire che mi vado a cercare anche Nonno Ugo del mobilificio Rossetti ,scopro che è morto e mi sale la tristezza del pagliaccio Tata.

Ma questa la capisci solo se sei stato bambino a Roma negli anni 80.

 

P.S. Un supermegagigantesco GRAZIE a Paola che mi ha fatto questo regalo meraviglioso.

P.P.S. Fatela tornare al più presto!

 

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Stanotte vado e spacco la città…;)

C’è da dire che non capita tutti i giorni.

Un concerto gratuito è già di per sè un evento, quando poi ad arrivare è uno dei cantanti che ti ha profondamente segnato l’adolescenza (e di conseguenza, la vita), capirete che non potevo non stare in prima fila armata di voce, lacrime e cellulare.

Eh sì, perché per me era la prima volta che lo sentivo dal vivo.

E dite quello che vi pare, dite che è triste, che è trash, che è smielatamente malinconico…che è uno sfigato.

Ma scommetto che almeno una sua canzone la sapete a memoria, perché quella “parolaccia” tanto liberatoria avrà anche fatto scandalo a suo tempo, ma è anche uno dei testi più arrabbiati e intensi della musica italiana.

Poi vabbè, ieri non riuscivo a girarmi per quanta gente c’era in un piccolo paese come il mio (ex) paese.

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Due ore piene di “cronologia” da Smettila di Smettere a “Disperato”, ripercorrendo a ritroso venticinque anni di canzoni che ho ascoltato dalla cameretta alla prima macchina.

Roba come Cenerentola Innamorata, T’innamorerai, Ci vorrebbe il mare…e ritrovarsi all’improvviso quattordicenne e sentire le lacrime salire al pensiero che tutto ciò che all’epoca sembrava “l’inferno che vivevo” oggi è una barzelletta.

Riascoltando certi testi come Malinconoia, Principessa, Caro Babbo, la più celebre Perché lo fai (della quale ha fatto solo un pezzettino nel medley) o le “scabrose” Bella stronza e Vaffanculo, mi accorgo di quanto questo artista “fosse avanti anni luce” rispetto a tanti dei suoi detrattori, canzoni che oggi sono attualissime e soprattutto riconoscibili.

Lui è ancora in forma, certo non ha più i polmoni di vent’anni fa’ e si ostina a mettere calzoni col cavallo al ginocchio che non aiutano…io però lo trovo sexy, lo so, STATE ZITTI!

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foto del Faust

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foto del Faust

Mi spiace solo per un paio di cose: avrei voluto sentire qualcosa in più del “vecchissimo” repertorio, a mio avviso mancava “Il Niente”, “Il giorno dei perdenti”, “Chi fa da sè” e “Viva la libertà”…seconda cosa: lo hanno “rapito” subito finito il concerto, chissà n’do dovevano portarlo poveraccio. Una foto o un autografo per CDM ci stava tutto, spero che Marco leggendo questo post che cinguetterò ci faccia un salutino qui.

Grazie a mia mamma e a Rosalba che mi hanno fatto compagnia durante questo concertone che ha risvegliato in me non poca commozione:

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la Nabiki -cenerentola innamorata foto di Rosalba

E un sonoro e amichevolissimo “vaffangulo” agli amichetti  (compreso mio marito), che mi hanno presoin giro tutta sera preferendo mangiarsi l’orchidea della malinconoia sui trampoli di un bar.

Per i video vi rimando alla nostra pagina facebook.

Un bacio ai nostri cassetti

la vostra

Nab :*

e allora ROCKING ROLLING per resistere…

Bentrovati amici di Cassetti della memoria!

siete tornati dalle vacanze?

avete finito di spolpare i cocomeri?

vi siete divertiti?

qui tutto ok, sono pronta e carica ad affrontare un nuovo anno lavorativo e a riprendere in mano il blog lì dove lo avevo lasciato.

Settimana scorsa avevo promesso sulla pagina fb di cassetti, un bel post “celebrativo” su colui che è stato uno dei simboli degli anni 80/90, poi la connessione mi ha abbandonato per dieci giorni, quindi dobbiamo assolutamente recuperare: stiamo parlando di uno che per essere bello era bello davvero, e per essere bravo è ancora un mito. Tanto che quando siamo in macchina con gli amici e parte la mia compilation preferita, si rischia l’incidente ogni volta che si sente l’ooh ooooh di  NO EAST NO WEST.

E se ancora non lo avete capito, finalmente parliamo di Scialpi, anzi, di SHALPY, come lui tiene ad essere chiamato dal 2012 ad oggi.

Aspettiamo tutti  con molta ansia di vederlo nella nuova edizione di Pechino express (che si terrà in Sudamerica ma vabbè) ed è ovvio che teniamo per lui e per il #teamcompagni.

Ma chi ridacchia e pensa solo al botox, quando si parla di ciò che è stato ed è Shalpy non capisce una beata cippa di musica, lasciatemelo dire!

partiamo da una delle canzoni più belle del nostro eroe, canzone anche coverizzata da Mina nel suo disco Sorelle Lumiere, che Giovanni Scialpi ha scritto quando aveva 14 anni ma che ha visto “la luce” nel 1984…

giù dai marciapiedi un cuore rotola…lo accarezza solo la musica.

ma quando si parla di Scialpi non possiamo proprio ignorare questo capolavoro assoluto:

Rocking rolling, sopravvivere, Rocking rolling, con la musica, Rocking rolling, al silenzio che c’è! uo uo.

Passiamo alla fase-Sanremo,che negli anni 80 era fisiologica…siamo nel 1986, evviva la new wave! (anche se in Italia arriva con qualche annetto di ritardo eh!)
puoi vestire come vuoi, puoi parlare come sai, non ti capiranno mai:

NO EAST, NO WEST, WE ARE THE BEST, OGNUNO AL MONDO UN POSTO AVRA’…NO EAST, NO WEST, E’ QUESTA LA MIA TERRA!!!

Scialpi a Sanremo fa il bis l’anno successivo con questo pezzo a mio avviso, sottovalutato e che avrebbe decisamente meritato qualcosa in più…
TROPPI NE VIVRAI DI QUESTI GIORNI!

BELLA ETA’…QUESTA ETA’…
BASTA UN DISCO, UNA BIBITA IN FRESCO E LA MOTO CHE VA’…
Non so voi, ma io adoravo sta canzone (ma di nò-ma di notte non dormo mai!)

Ok, dopo Sanremo abbiamo la vittoria del Festivalbar più bella di sempre…e qui vi voglio tutti con la mano sul cuore!

pregherei, pregherei, se mi sentisse lui…
chiederei, chiederei, che ne sarà di noi…
gli direi, gli direi,prendi ciò che vuoi…
dammi lei…
dammi lui…
è tutto quel che ho!
Oh, io c’ho vinto una “corrida” nei boyscout cantando sta canzone, sono particolarmente affezionata! ^_^

Una dolcissima ballata che sfocia nel gospel, grande Scialpi e immensa Scarlett alla quale mi sento semplicemente di mandare un grosso abbraccio virtuale e dirle che vorremmo tanto risentire la sua voce.

Dopo un periodo di assenza, Scialpi ancora Scialpi torna a Sanremo nel 92 con E’ UNA NANNA, ma viene eliminato nella prima serata.

Riappare poi per un breve periodo, qui in Umbria, per la prima edizione di MUSIC FARM che all’epoca si teneva a qualche chilometro da casa mia tra l’altro…ma la Bertè faceva talmente tanta scena che gli altri (grandi) partecipanti venivano ingiustamente oscurati. Si ritira dopo poche puntate, probabilmente infastidito dall’andazzo del reality.

Ci tengo a dire che io Shalpy l’ho visto dal vivo, se non sbaglio nell’ estate del 2007, e rimasi davvero estasiata dallo spettacolo, ottimo performer e grande ballerino.

Nel 2012 appunto, cambia il nome d’arte con una nota “internescional”, lancia il singolo ICON MAN   in Canada e Stati Uniti ottenendo un ottimo riscontro:

e chissà perché la cosa non mi stupisce! ^_^

A fine mese dovrebbe sposarsi negli Stati Uniti con il suo compagno Roberto Blasi e come abbiamo già detto, li vedremo insieme alla volta del Sudamerica nella charity race più famosa del mondo.

Vi saluto con una chicca assoluta, un pezzo di puntata dell’ispettore Derrick dove il nostro Scialpi/Shalpy interpreta la parte di un cantante italiano: EMILIO CAPRESE!

Restate con noi, che questa settimana apriamo un bel po’ di cassetti!

ROCKING ROLLING a tutti

la vostra

Nabiki :*

Cassetti della memoria che si aprono all’improvviso e senza alcun motivo…

Che tipo è un pomeriggio d’estate e te ne stai svaccata sul divano a guardare il ventilatore.

E ti viene in mente una musichetta e cerchi di ricordare che cavolo era.

Poi ti ricordi che c’era anche un balletto, e che probabilmente nell’estate 2001 lo facevi pure, ogni volta che ti squillava il telefono.

Rigorosamente in mutande…

Qualche anno dopo si faceva “sì sì “con la testa ascoltando musicaccia tecno di dubbio gusto.

Agli amici più fortunati, quelli con la macchina per capirsi, puntualmente veniva regalato un Flat Eric per il compleanno.

Ma senza documenti.

E inanimato.

E io lo volevo, ma a Novembre era già passato di moda.


E rimanendo in tema di pupazzi, LUI…CHE FINE HA FATTO?

OH MISTER CHUCK!


Altri ricordi improvvisi? Daaai aprite il vostro tenero cuoricino con me!

buon caldo a tutti

la vostra

Nabiki :*

Cinetrash della memoria…7 film talmente brutti che son diventati CULT

Vogliamo dirlo?

D’estate in tivvù non fanno GNiente!

Tra un cornescion ailan e l’ennesima replica di Montalbano, la prima serata è la desolazione più totale…il pomeriggio poi è in mano a Rosamunde Piltcher e sto Segreto che da tre anni ancora non si è sgamato. InZomma, per avere qualche bella sorpresa tocca affidarsi alla terza serata, magari sulle reti locali che ancora sopravvivono, facendo zapping tra una televendita di frullatori frullatutto e una calda battona che finge di essere in diretta proprio con te, uomo medio!

E’ in quell’orario lì che si beccano i migliori classici del cinema trash, o meglio, è in quell’orario lì che l’altra sera ho beccato SOFT AIR- ARIA COMPRESSA, uno dei film più brutti (quindi meraviglioso) della storia.

Ed è così, che mi è venuto in mente di consultare i migliori esperti per stilare questa mezza classifica di film che chiamerei “sedevifareunaschifezzafallabene”, ossia, film talmente brutti, anche nei minimi dettagli, talmente brutti da divenir negli anni veri e propri CULT del genere.

Partiamo dal top ovviamente e parliamo un secondo di ALEX L’ARIETE (2000)  e TROPPO BELLI (2005), pellicole conosciutissime per gli amanti del genere…

seguono video-riassunti immancabili per rinfrescarvi giusto la memoria:


Passiamo al grande fenomeno del cine-musicherello/neomelodico e CIENT’ANNE(1999) non lo batte nessuno…c’è la storia d’ammore, il rapporto col genitore, l’azione esplosiva (vedi video sotto), canzoni strappalacrime, Gigi D’Alessio, Mario Merola e Giorgio Mastrota che fa il cattivo.

Ecco, Giorgio Mastrota nei titoli di testa dovrebbe avervi già convinto a guardare tutto il film, se non vi basta pensate all’emozione che potrebbe regalarvi questa scena che io guarderei a ripetizione:

Rimaniamo in ambito neomelodico e troviamo quest’altro capolavoro di quaranta minuti scarsi con protagonisti del calibro di Gigione e Jo Donatello padre e figlio nella musica, al cinema e nella vita. Stiamo parlando del celeberrimo GRAZIE PADRE PIO (2001)

Potremmo riassumere il tutto in: storia d’ammore e libbbertà, crisi mistiche, corse clandestine e pellegrinaggi.

Gigione che va in tour un mese e si raccomanda come la mamma di cappuccetto rosso: “non ti cacciare nei guai figliolo!” e quello shagurato di Jo Donatello che ben pensa di conquistare la figa di legno più legnosa della Campania correndo in macchina e mettendosi contro il boss cattivissimo di turno, Don Franco. Il ritorno di Gigione, la grazia e l’intercessione di Padre Pio per salvare il figlio da codesti loschi individui sarà provvidenziale…

Torniamo un momento a SOFT AIR-ARIA COMPRESSA (1998)  perché davvero questa è una roba degna di nota:

Per circa tre quarti di film non succede nulla…il protagonista telefona, si vede con la fidanzata, parla di gente con altra gente, fà cose e vede gente. Poi lo invitano ad un compleanno, fa cose e rivede gente, ma qui riceve l’annuncio che il festeggiato ha prenotato una partita di SOFFI TEIR a Bassano Romano e tutti ci devono andare.

Quindi la domenica successiva tutti a Bassano a fare sta partita di SOFFI TEIR che si rivelerà un vero e proprio gioco al massacro…di fatto la squadra avversaria usa delle armi vere e tenta di far fuori uno ad uno tutti i cretini che fanno cose e vedono gente.

Mettiamoci un doppiaggio che più amatoriale non si può, una sfilza di attori cani, dei dialoghi surreali ma reali (sta zitta che non sei altro) e lo schizzo diventa un capolavoro imperdibile del genere trash.

Concludiamo con un HORROR del 1988 che più HORROR e più 1988 non si può.

Qui passo direttamente la parola all’amico Faust perché davvero non trovo parole più esaustive per descrivere sta roba:

Il film è IL BOSCO 1 (che già suona come una minaccia n.d.r.) di un tal disgraziato di nome Andrea Marfori, distribuito a cazzo di cane anche all’estero (forse solo in Sri Lanka) con il suggestivo titolo di EVIL CLUTCH, trasmesso UNA sola volta su Rai 2 dopo le due, anni dopo ridistribuito solo per pochi sfortunati americani dalla casa indipendente Troma, responsabile di capolavori trashsplatterpunk come Class of Nuke’ em High, Toxic Avenger e altre incantevoli delizie cinematografiche a zero budget degli anni 90.

Unica “diva” presente ne il BOSCO è un’insostenibile Coralina Cataldi Tassoni, la negazione del recitare fatta carne, già usurata in qualche porcheria di Dario Argento e Lamberto Bava.

E anche qui abbiamo di tutto davvero…dialoghi scritti coi piedi e piani sequenza interminabili, minuti che sembrano ore, donnina che parla con accento italoammeregano e…

Lo scrittore/motociclista tracheoctomizzato vestito come il barone rosso in camice bianco?

La castrazione via artiglio vulvare?

La steadycam continua sul 90% delle riprese e l’attore che guarda dritto nella camera che gli gira intorno come un cane dal basso? E tutto il resto? Non basterebbe un intero blog per dare il giusto riconoscimento a sta mmmerda di film!

E visto che non basta un intero blog vi saluto con il finale più bello della storia del cinetrashume…(ALBAKIARA-2008)

E’ finito il tempo delle mele, puttana!

La vostra

Nabiki :*