Le promesse vanno mantenute…

Ma buonasera a tutti!

Quanto mi manca questo posto…e allora, dopo aver “minacciato” ( dire promesso è poco…) il ritorno molte volte, eccomi qui, velocemente, giusto per ricordare a me e a voi quanto sia bello condividere pensieri che attraversano la mente come un lampo improvviso, e che vanno via altrettanto velocemente.

Ora, tra una pubblicità fiume del Sega Master System II Plus e una del Sega Mega Drive con (nell’ordine) testimonial d’eccezione come Jerry Calà, Walter Zenga ancora col ciuffone e senza la barba disegnata stile omino dei Lego come lo abbiamo visto ultimamente, Roberto Mancini e Gianluigi Lentini (ovvero l’unico che ha buttato nel cesso una carriera promettentissima nel calcio per essersi scatapesciato in autostrada alla guida di una Porsche a tutta velocità…dimenticandosi di cambiare una ruota e girando col ruotino di scorta…il tutto per una scappatella) mi sono ritrovato a canticchiare per l’ennesima volta questa canzoncina idiota che qualche anno fa mi piaceva davvero tanto.

Era estate, non saprei dare un tempo specifico, ma in quegli anni, noi orfani in ordine temporale di Scialpi, Righeira, prossimi a salutare il Festivalbar e memori del Karaoke (quello vero, non quella finzione ignobile fatta pochi mesi fa da un pur bravo Pintus) tutto ciò che suonava estivo e orecchiabile, alla radio funzionava, e veniva addirittura trasmesso! Sì, lo so che oggi vi sembra incredibile, adesso è tutto un miscuglio di amicidimaria, kekkideimodà, emmemarroni, finti rappers e troiette varie made in USA più o meno tutti uguali…

Io, allora, non ero capace di togliermi dalla testa questo ritornello dei tornati presto sconosciuti 360Gradi, e il featuring (ovvero la partecipazione, in italiano in effetti suona meglio) proprio dell’ex re del Karaoke dava al tutto un certo non so che di allegro, di leggero…di estivo!

E siccome siamo prossimi al Natale…cosa c’è di meglio? ;P

Ecco a voi: E POI NON TI HO VISTA PIU’!

Che dire…proverò ad essere più presente…rischio di sentirvi cantare questa canzone diretta a me…intanto…BUON NATALE!!!

Sorridete, sempre

D.

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Stanotte vado e spacco la città…;)

C’è da dire che non capita tutti i giorni.

Un concerto gratuito è già di per sè un evento, quando poi ad arrivare è uno dei cantanti che ti ha profondamente segnato l’adolescenza (e di conseguenza, la vita), capirete che non potevo non stare in prima fila armata di voce, lacrime e cellulare.

Eh sì, perché per me era la prima volta che lo sentivo dal vivo.

E dite quello che vi pare, dite che è triste, che è trash, che è smielatamente malinconico…che è uno sfigato.

Ma scommetto che almeno una sua canzone la sapete a memoria, perché quella “parolaccia” tanto liberatoria avrà anche fatto scandalo a suo tempo, ma è anche uno dei testi più arrabbiati e intensi della musica italiana.

Poi vabbè, ieri non riuscivo a girarmi per quanta gente c’era in un piccolo paese come il mio (ex) paese.

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Due ore piene di “cronologia” da Smettila di Smettere a “Disperato”, ripercorrendo a ritroso venticinque anni di canzoni che ho ascoltato dalla cameretta alla prima macchina.

Roba come Cenerentola Innamorata, T’innamorerai, Ci vorrebbe il mare…e ritrovarsi all’improvviso quattordicenne e sentire le lacrime salire al pensiero che tutto ciò che all’epoca sembrava “l’inferno che vivevo” oggi è una barzelletta.

Riascoltando certi testi come Malinconoia, Principessa, Caro Babbo, la più celebre Perché lo fai (della quale ha fatto solo un pezzettino nel medley) o le “scabrose” Bella stronza e Vaffanculo, mi accorgo di quanto questo artista “fosse avanti anni luce” rispetto a tanti dei suoi detrattori, canzoni che oggi sono attualissime e soprattutto riconoscibili.

Lui è ancora in forma, certo non ha più i polmoni di vent’anni fa’ e si ostina a mettere calzoni col cavallo al ginocchio che non aiutano…io però lo trovo sexy, lo so, STATE ZITTI!

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foto del Faust

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foto del Faust

Mi spiace solo per un paio di cose: avrei voluto sentire qualcosa in più del “vecchissimo” repertorio, a mio avviso mancava “Il Niente”, “Il giorno dei perdenti”, “Chi fa da sè” e “Viva la libertà”…seconda cosa: lo hanno “rapito” subito finito il concerto, chissà n’do dovevano portarlo poveraccio. Una foto o un autografo per CDM ci stava tutto, spero che Marco leggendo questo post che cinguetterò ci faccia un salutino qui.

Grazie a mia mamma e a Rosalba che mi hanno fatto compagnia durante questo concertone che ha risvegliato in me non poca commozione:

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la Nabiki -cenerentola innamorata foto di Rosalba

E un sonoro e amichevolissimo “vaffangulo” agli amichetti  (compreso mio marito), che mi hanno presoin giro tutta sera preferendo mangiarsi l’orchidea della malinconoia sui trampoli di un bar.

Per i video vi rimando alla nostra pagina facebook.

Un bacio ai nostri cassetti

la vostra

Nab :*

e allora ROCKING ROLLING per resistere…

Bentrovati amici di Cassetti della memoria!

siete tornati dalle vacanze?

avete finito di spolpare i cocomeri?

vi siete divertiti?

qui tutto ok, sono pronta e carica ad affrontare un nuovo anno lavorativo e a riprendere in mano il blog lì dove lo avevo lasciato.

Settimana scorsa avevo promesso sulla pagina fb di cassetti, un bel post “celebrativo” su colui che è stato uno dei simboli degli anni 80/90, poi la connessione mi ha abbandonato per dieci giorni, quindi dobbiamo assolutamente recuperare: stiamo parlando di uno che per essere bello era bello davvero, e per essere bravo è ancora un mito. Tanto che quando siamo in macchina con gli amici e parte la mia compilation preferita, si rischia l’incidente ogni volta che si sente l’ooh ooooh di  NO EAST NO WEST.

E se ancora non lo avete capito, finalmente parliamo di Scialpi, anzi, di SHALPY, come lui tiene ad essere chiamato dal 2012 ad oggi.

Aspettiamo tutti  con molta ansia di vederlo nella nuova edizione di Pechino express (che si terrà in Sudamerica ma vabbè) ed è ovvio che teniamo per lui e per il #teamcompagni.

Ma chi ridacchia e pensa solo al botox, quando si parla di ciò che è stato ed è Shalpy non capisce una beata cippa di musica, lasciatemelo dire!

partiamo da una delle canzoni più belle del nostro eroe, canzone anche coverizzata da Mina nel suo disco Sorelle Lumiere, che Giovanni Scialpi ha scritto quando aveva 14 anni ma che ha visto “la luce” nel 1984…

giù dai marciapiedi un cuore rotola…lo accarezza solo la musica.

ma quando si parla di Scialpi non possiamo proprio ignorare questo capolavoro assoluto:

Rocking rolling, sopravvivere, Rocking rolling, con la musica, Rocking rolling, al silenzio che c’è! uo uo.

Passiamo alla fase-Sanremo,che negli anni 80 era fisiologica…siamo nel 1986, evviva la new wave! (anche se in Italia arriva con qualche annetto di ritardo eh!)
puoi vestire come vuoi, puoi parlare come sai, non ti capiranno mai:

NO EAST, NO WEST, WE ARE THE BEST, OGNUNO AL MONDO UN POSTO AVRA’…NO EAST, NO WEST, E’ QUESTA LA MIA TERRA!!!

Scialpi a Sanremo fa il bis l’anno successivo con questo pezzo a mio avviso, sottovalutato e che avrebbe decisamente meritato qualcosa in più…
TROPPI NE VIVRAI DI QUESTI GIORNI!

BELLA ETA’…QUESTA ETA’…
BASTA UN DISCO, UNA BIBITA IN FRESCO E LA MOTO CHE VA’…
Non so voi, ma io adoravo sta canzone (ma di nò-ma di notte non dormo mai!)

Ok, dopo Sanremo abbiamo la vittoria del Festivalbar più bella di sempre…e qui vi voglio tutti con la mano sul cuore!

pregherei, pregherei, se mi sentisse lui…
chiederei, chiederei, che ne sarà di noi…
gli direi, gli direi,prendi ciò che vuoi…
dammi lei…
dammi lui…
è tutto quel che ho!
Oh, io c’ho vinto una “corrida” nei boyscout cantando sta canzone, sono particolarmente affezionata! ^_^

Una dolcissima ballata che sfocia nel gospel, grande Scialpi e immensa Scarlett alla quale mi sento semplicemente di mandare un grosso abbraccio virtuale e dirle che vorremmo tanto risentire la sua voce.

Dopo un periodo di assenza, Scialpi ancora Scialpi torna a Sanremo nel 92 con E’ UNA NANNA, ma viene eliminato nella prima serata.

Riappare poi per un breve periodo, qui in Umbria, per la prima edizione di MUSIC FARM che all’epoca si teneva a qualche chilometro da casa mia tra l’altro…ma la Bertè faceva talmente tanta scena che gli altri (grandi) partecipanti venivano ingiustamente oscurati. Si ritira dopo poche puntate, probabilmente infastidito dall’andazzo del reality.

Ci tengo a dire che io Shalpy l’ho visto dal vivo, se non sbaglio nell’ estate del 2007, e rimasi davvero estasiata dallo spettacolo, ottimo performer e grande ballerino.

Nel 2012 appunto, cambia il nome d’arte con una nota “internescional”, lancia il singolo ICON MAN   in Canada e Stati Uniti ottenendo un ottimo riscontro:

e chissà perché la cosa non mi stupisce! ^_^

A fine mese dovrebbe sposarsi negli Stati Uniti con il suo compagno Roberto Blasi e come abbiamo già detto, li vedremo insieme alla volta del Sudamerica nella charity race più famosa del mondo.

Vi saluto con una chicca assoluta, un pezzo di puntata dell’ispettore Derrick dove il nostro Scialpi/Shalpy interpreta la parte di un cantante italiano: EMILIO CAPRESE!

Restate con noi, che questa settimana apriamo un bel po’ di cassetti!

ROCKING ROLLING a tutti

la vostra

Nabiki :*

Shot Songs, ovvero (in)dimenticabili…

Va bene, lo ammetto. La storia di Lorenzo Marrone, cantante di successo travolto da un successo cui non era pronto è inventata di sana pianta, e infatti ne ho fatto un libro, #pernonperderti. Ma non sono qui per fare la marchetta e dirvi: “Leggetelo!” (ops…mi sa che l’ho detto…e va beh…). In realtà però, quanti cantanti sono arrivati a sfiorare con le unghie ed accarezzare il successo, per poi prendere la via contraria e tornare nel dimenticatoio con la stessa velocità con cui si sono affermati?
Questo post proverà a scovarne, e magari riscoprirne, alcuni che in qualche modo, a mio parere avevano qualcosa da dire e forse hanno solo sbagliato i tempi.
Il primo ad essere preso in esame è un biondo meshato, dalla voce vagamente soul e lo sguardo da tamarro impunito. Insomma, dieci anni prima di quella fighetta portoghese di Cristiano Ronaldo, e qualche anno dopo i vari Ragazzi Italiani, Take That, Backstreet Boys e compagnia varia, ecco a voi Daniele Stefani, con “Un giorno d’amore”!


Ai tempi le radio lo sparavano in heavy rotation, come si dice nella lingua ggggggiovane, insomma, non c’era pomeriggio senza che Mtv Italia o RTL 102,5 non mettessero questa canzone. Effettivamente la melodia è accattivante, il ritmo “prende”…e il successo sembrava cosa fatta. Anche un Sanremo al suo attivo, con “Chiaraluna” nel 2003 nella sezione Nuove Proposte, e poi…la sfiga incombe…arriva un giovanotto di Latina, anche un po’ sovrappeso, rubando a piene mani una canzone di R Kelly e scrivendo un testo in italiano. Fa un video ben costruito…et voilà, Tiziano Ferro con “Xdono” in una botta sola fa incetta di premi e manda nella campana dell’Indiffernziato il nostro Daniele.
Peccato però, mi faceva tanta simpatia!
Anzi, sapete che c’è? IO “Chiaraluna” ve la regalo lo stesso, tiè!

Passiamo ad un altro che forse è arrivato troppo presto al successo, senza riuscire a confermarsi ad un certo livello fino a crollare del tutto e far perdere le proprie tracce.
Alzi la mano chi non ricorda a memoria questa canzone. Se io dico: “Ci vuole calma e sangue freddo, calma…yeeeee”. Sì, è proprio lui. Luca Dirisio!

Sguardo da duro, atteggiamento da “Ho visto cose che voi poveri stronzi non potrete mai vedere nella vostra vita del cazzo”, le ragazzine ai tempi sembravano andar matte per uno così. Il tipo di ragazzo che la sedicenne porterebbe a casa giusto per il gusto di fare incazzare il padre e fargli chiedere guardandosi allo specchio: “Ma dove cazzo ho sbagliato con mia figlia?” mentre anche le madri, magari ancora piacenti e non del tutto rassegnate all’età che avanza, civettuole si lascerebbero corteggiare fintamente scandalizzate, innescando violenti giochi di gelosia con la figlia.
C’è da dire che il buon Luca, intuendo l’aria che iniziava a tirare già ai tempi, si presentò al Festival di Sanremo (sì…passano tutti da lì, rassegnatevi criticoni e finti snob!) con una canzone dal titolo profetico. E da quel momento, nonostante il tentativo di rilancio con l’Isola dei Famosi (cacciato a pedate dopo un paio di puntate di noiosa spocchiosità) non si è più sentito nominare.
Ecco quindi, la sua, come dicevamo, profetica “Sparirò”.

Ma a proposito di tormentoni degli anni passati, come non ricordare quel ritornello che ripeteva in loop “Sei troppo bella troppo bella troppo bella troppo bella troppo bellaaaaaaa”?
Il cantante dal nome e dalla voce forse più fastidiosa dell’universo, ma ci è rimasto nel cuore.
Lui, sì…Davide De Marinis!

Eppure, per conto mio il vero capolavoro di questo cantante (che ora sappiamo fare l’autore di successo per altri) arrivò…indovinate dove?
Yeeeeeeeesssssss, al Festival di Sanremo!
Quarto posto tra le Nuove Proposte con una poesia in musica:
“Fare castelli in aria e sognare
lasciami sognare,
lasciami disegnare
la mia vita insieme a te.
Che non è facile in una stanza
non preoccuparti,
stringimi
quante cose, quante cose ti darei…
…chiedi quello che vuoi”

E qui mollo il colpo…ci sarebbero altri esempi…dico in ordine sparso e a memoria:
Pago (Parlo di te, parlo di te, parlo perchè vorrei averti con me), famoso forse più per il matrimonio con Miriana Trevisan e per aver battuto Massimo Di Cataldo a Music Farm che per il suo curriculum canoro;
Simone Tommassini (E’ stato tanto tempo fa…) troppo simile a Vasco e al primo Grignani per essere davvero unico;
Stefano Zarfati (C’è che ti piace farti bella…) esempio classico di One Shot Only…mai più sentito dopo…

Insomma, lo spazio per un’eventuale seconda puntata ci sarebbe anche…
Vedremo!
Per adesso…cantate, leggete la storia di Lorenzo Marrone (ah già, non devo dirlo questo…ops…), ma soprattutto

sorridete, sempre
D.

E’ un sabato qualunque, un sabato italiano

Il peggio sembra essere passato…
la notte è un dirigibile
che ci porta via, lontano…


Era il 1983. Gli anni di piombo stavano lasciando il posto al nuovo finto boom economico, al Drive In la domenica sera, all’edonismo esasperato ed alle spalline sulle giacche dai colori orrendi, così come le pettinature cotonate e glamour. Alla radio quell’anno compare quasi all’improvviso questa canzone dall’andamento jazz-swing solo apparentemente “semplice”. In realtà il buon Sergio Caputo è un musicista ricercato,anche nel senso ahimè internettiano del termine. Da troppo tempo purtroppo è quasi scomparso dalla scena musicale italiana, e per scoprire le sue novità o riscoprire i pezzi che lo hanno reso celebre (mi vengono in mente anche pezzi come Italiani Mambo e Il Garibaldi innamorato), bisogna appunto andare a ricercare su Google . E’ un peccato a mio avviso, ma cercare di capire l’industria discografica italiana è più difficile che tradurre un testo in greco antico senza aver mai fatto il liceo classico. Oggi si prediligono i cantanti usa e getta, i vari talent show sfornano nuovi idoli ogni anno, e vincitori e vinti spesso hanno la data di scadenza stampata sulla schiena, e non lo sanno nemmeno.
Una volta se eri bravo prima o poi ti veniva riconosciuto senza una giuria di esperti o pseudo tali e soprattutto senza la fesseria del televoto che ormai serve quasi anche per scegliere che piatto mangiare sulle nostre tavole nelle Feste che verranno (già mi immagino la Clerici o peggio ancora Benedetta Parodi guardare fisso la telecamera urlando: “Allora chiamate o mandate un sms al 45123 digitando 1 se preferite il Panettone, 2 per il Pandoro, e 3 per il Capitone…via alle telefonate!”).

E non c’è solo Sergio Caputo nel calderone degli artisti che, sebbene bravi davvero, non abbiano che una piccola nicchia di appassionati pronti a seguirli, ma non il piacere di vedere riconosciuto dalle radio il loro impegno. Passi per i grossi network, ma quando ti rendi conto che persino RadioItaliaSoloMusicaItaliana passa quasi sempre e solo le stesse canzoni “da classifica”, e se non fai parte dei gusti musicali della massa, come direbbe Briatore, “sei fuori”, non è propriamente una cosa bella e facile da digerire.

Ad esempio, rimanendo nell’ambito pop-jazz, chi non ricorda questa canzone di una decina d’anni fa? Secondo posto meritatissimo a Sanremo, un talento cristallino per una poesia vera e propria.
Tutto quello che un uomo, Sergio Cammariere.

Cugino di Rino Gaetano, e dotato di un’estensione vocale pari forse soltanto a quella di Scialpi (no, non è propriamente un complimento), il buon Cammariere si ritrovò in cinque giorni uno chansonnier riconosciuto ovunque. Ora però ditemi voi il titolo di un’altra sua canzone. Ok, se siete suoi fan oppure amate la musica jazz sicuramente lo saprete, ma è proprio necessario riempirci le orecchie di pseudo rapper tutti uguali? (e ho detto orecchie eh…alle volte, sentendo gente come Moreno o come il Francesco Paolantoni travestito da Rocco Hunt, è altro ad essere bello pieno…)

Ok, ok…prima di diventare snob, e lungi da me il volerlo essere, mettiamo in cascina una tripletta di cosette totalmente differenti, leggere davvero ma che in qualche modo possono far parte della categoria “Ridateci Music Farm” per il quale io e la mia socia Nabiki firmeremmo volentieri una petizione, se ci fosse.
Al terzo posto, dato che si è parlato di rapper, mettiamo una canzone che a metà degli anni 90 fece il botto. Un produttore  decisamente sovrappeso e un inventore di rime nonché portatore sano di perenni “occhi a bancomat”, dovuti temo all’assunzione in dosi massicce di sigarette simpaticamente farcite, misero in piedi un duo, capace di malmenare gli inviati di Striscia la Notizia a Sanremo, e di sfornare questa hit. Ladies and Gentlemen, Sottotono con “Solo lei ha quel che voglio”!

Al secondo posto, una che a Music Farm c’è andata davvero anche se diciamo il tentativo di restyling non è che sia andato proprio a buon fine. Incredibilmente sul Tubo si trova addirittura il video ufficiale di questa canzone che cavalcò il successo dell’anno precedente, in coppia con Aleandro Baldi, la famosissima “Non amarmi”. Ricordo partecipò alla riedizione del Cantagiro con questa canzone, e ai tempi si sentiva parecchio. Fa parte di quei ritornelli dimenticabilissimi che però chissà per quale motivo, ti rimangono in testa e tornano improvvisi dopo anni ed anni.
Ecco quindi Francesca Alotta in giallo con la sua “Fragilità” e le sue “Rose gialle rose bluuuuu”

E vince la classifica del “Si stava meglio quando si stava peggio” lui, l’unica, vera, inimitabile Talpa televisiva! Lo si aspettava nel Sanremo di Carletto Conti insieme a Raf, Nek e Marco Masini. Pazienza, prima o poi torneremo tutti insieme a cantare a squarciagola abbassando il finestrino dell’auto al semaforo “Seeeeeeeempreeeee, ti amerò per seeeeeeempreeee”
Paolo Vallesi!!!!!!

Bene, scusate l’assenza di questi mesi, la voglia di scrivere c’è sempre, il tempo è quello che è, ma dopo le Feste prometto di tornare, magari con una bella carrellata di “nuovi” spot pubblicitari d’annata, chissà…

Buon Natale, sorridendo
D.