e allora ROCKING ROLLING per resistere…

Bentrovati amici di Cassetti della memoria!

siete tornati dalle vacanze?

avete finito di spolpare i cocomeri?

vi siete divertiti?

qui tutto ok, sono pronta e carica ad affrontare un nuovo anno lavorativo e a riprendere in mano il blog lì dove lo avevo lasciato.

Settimana scorsa avevo promesso sulla pagina fb di cassetti, un bel post “celebrativo” su colui che è stato uno dei simboli degli anni 80/90, poi la connessione mi ha abbandonato per dieci giorni, quindi dobbiamo assolutamente recuperare: stiamo parlando di uno che per essere bello era bello davvero, e per essere bravo è ancora un mito. Tanto che quando siamo in macchina con gli amici e parte la mia compilation preferita, si rischia l’incidente ogni volta che si sente l’ooh ooooh di  NO EAST NO WEST.

E se ancora non lo avete capito, finalmente parliamo di Scialpi, anzi, di SHALPY, come lui tiene ad essere chiamato dal 2012 ad oggi.

Aspettiamo tutti  con molta ansia di vederlo nella nuova edizione di Pechino express (che si terrà in Sudamerica ma vabbè) ed è ovvio che teniamo per lui e per il #teamcompagni.

Ma chi ridacchia e pensa solo al botox, quando si parla di ciò che è stato ed è Shalpy non capisce una beata cippa di musica, lasciatemelo dire!

partiamo da una delle canzoni più belle del nostro eroe, canzone anche coverizzata da Mina nel suo disco Sorelle Lumiere, che Giovanni Scialpi ha scritto quando aveva 14 anni ma che ha visto “la luce” nel 1984…

giù dai marciapiedi un cuore rotola…lo accarezza solo la musica.

ma quando si parla di Scialpi non possiamo proprio ignorare questo capolavoro assoluto:

Rocking rolling, sopravvivere, Rocking rolling, con la musica, Rocking rolling, al silenzio che c’è! uo uo.

Passiamo alla fase-Sanremo,che negli anni 80 era fisiologica…siamo nel 1986, evviva la new wave! (anche se in Italia arriva con qualche annetto di ritardo eh!)
puoi vestire come vuoi, puoi parlare come sai, non ti capiranno mai:

NO EAST, NO WEST, WE ARE THE BEST, OGNUNO AL MONDO UN POSTO AVRA’…NO EAST, NO WEST, E’ QUESTA LA MIA TERRA!!!

Scialpi a Sanremo fa il bis l’anno successivo con questo pezzo a mio avviso, sottovalutato e che avrebbe decisamente meritato qualcosa in più…
TROPPI NE VIVRAI DI QUESTI GIORNI!

BELLA ETA’…QUESTA ETA’…
BASTA UN DISCO, UNA BIBITA IN FRESCO E LA MOTO CHE VA’…
Non so voi, ma io adoravo sta canzone (ma di nò-ma di notte non dormo mai!)

Ok, dopo Sanremo abbiamo la vittoria del Festivalbar più bella di sempre…e qui vi voglio tutti con la mano sul cuore!

pregherei, pregherei, se mi sentisse lui…
chiederei, chiederei, che ne sarà di noi…
gli direi, gli direi,prendi ciò che vuoi…
dammi lei…
dammi lui…
è tutto quel che ho!
Oh, io c’ho vinto una “corrida” nei boyscout cantando sta canzone, sono particolarmente affezionata! ^_^

Una dolcissima ballata che sfocia nel gospel, grande Scialpi e immensa Scarlett alla quale mi sento semplicemente di mandare un grosso abbraccio virtuale e dirle che vorremmo tanto risentire la sua voce.

Dopo un periodo di assenza, Scialpi ancora Scialpi torna a Sanremo nel 92 con E’ UNA NANNA, ma viene eliminato nella prima serata.

Riappare poi per un breve periodo, qui in Umbria, per la prima edizione di MUSIC FARM che all’epoca si teneva a qualche chilometro da casa mia tra l’altro…ma la Bertè faceva talmente tanta scena che gli altri (grandi) partecipanti venivano ingiustamente oscurati. Si ritira dopo poche puntate, probabilmente infastidito dall’andazzo del reality.

Ci tengo a dire che io Shalpy l’ho visto dal vivo, se non sbaglio nell’ estate del 2007, e rimasi davvero estasiata dallo spettacolo, ottimo performer e grande ballerino.

Nel 2012 appunto, cambia il nome d’arte con una nota “internescional”, lancia il singolo ICON MAN   in Canada e Stati Uniti ottenendo un ottimo riscontro:

e chissà perché la cosa non mi stupisce! ^_^

A fine mese dovrebbe sposarsi negli Stati Uniti con il suo compagno Roberto Blasi e come abbiamo già detto, li vedremo insieme alla volta del Sudamerica nella charity race più famosa del mondo.

Vi saluto con una chicca assoluta, un pezzo di puntata dell’ispettore Derrick dove il nostro Scialpi/Shalpy interpreta la parte di un cantante italiano: EMILIO CAPRESE!

Restate con noi, che questa settimana apriamo un bel po’ di cassetti!

ROCKING ROLLING a tutti

la vostra

Nabiki :*

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L’Europa è donna

Ehilà!
Pensavate forse mi fossi dimenticato dello spazio riservato ai Cassetti da riaprire? Giammai! Solo stavo cercando qualche idea nuova, e come sempre per caso, ecco che mi viene in soccorso quel telegiornale (con buona pace dei telegiornali veri) che risponde al nome di Studio Aperto, con un servizio sulla figlia di Johnny Depp e Vanessa Paradis…
Ferma tutto, alt, stop!
Vanessa Paradis…quella che adesso fa l’attrice, ma che ha fatto diventare cieca una generazione di compaesani e di mezza europa, immaginandola sotto la doccia a cinguettare con quella vocina “Joe le taxi”?
Sì, proprio lei!!! E allora, in pieno stile Superclassifica Show, ecco proprio il video di quella canzone, girato credo poco prima di entrare nello studio di Doppio Slalom con Corrado Tedeschi…

Incredibile come riesca ad essere sexy con quel maglione extralarge e quel movimento di bacino degno di una pattinatrice sul ghiaccio storpia…eppure, il risultato è perfetto per aumentare del 240% la percentuale di ragazzi che in quegli anni vollero a tutti i costi visitare Parigi e tutta la Francia per vedere se le francesine fossero davvero tutte così…

Ma rimanendo nell’area francofona e più o meno in quegli anni, alzi la mano chi non ha mai ballato fino a tardissima notte, o anche solo chiuso in cameretta con i walkman nelle orecchie a tutto volume (per i nati dopo gli anni 80, i walkman erano roba seria, altro che i moderni ipod…lì lo spazio era poco, e nelle cassettine entrava solo musica selezionatissssssima!)…dicevo, chi non si  mai scatenato con…questa!!!

Voliamo oltremanica per un vero e proprio classico anni 80?
Copertine e copertine di giornaletti per maschietti in piena pubertà con le pagine addirittura incollate tra loro (e non c’è bisogno di spiegarne il motivo…vero?) e c’era sempre lei, con quella canzone che sembrava un invito esplicito…Touch me touch me, I wanna feel your body…con tanto di gemiti a fine brano, e quei capelli cotonati come solo Joey Tempest degli Europe o il primo Bon Jovi avrebbero potuto permettersi…
Salvo poi anni dopo scoprire che lei recitasse la parte della mangiauomini, mentre nella realtà ha fatto da tempo coming out dichiarando la propria omosessualità.
Signori e signore, Samantha Fox!

Prima di terminare il giro dell’Europa anni 80 ancora con le frontiere chiuse, come diceva Masini cantando “Le ragazze serie”, parlando del Belpaese, mi intrufolo in quella che ai tempi era la Germania Ovest. Tempi di Guerra Fredda, freddissima, era il 1983 e una cantante tedesca se ne uscì con una canzone dichiaratamente contro la guerra che narra di questi palloncini lasciati volare oltre il Muro di Berlino. In seguito vengono intercettati da un radar militare e scambiati per un attacco alieno, scatenando di fatto una guerra. Il tutto, solo per 99 palloncini…o meglio, 99 Luftballons…
Pensate che me l’hanno fatta studiare a memoria a scuola questa canzone…comunque, dal video potete vedere chiaramente le ambientazioni stile Ispettore Derrick, con tanto di sguardi carichi d’ammmmore e una cantante che più sensuale non si può…(ok, sono assolutamente ironico lo ammetto…sto video fa pietà…)
poi si lamentano che li chiamiamo crucchi…mah…

Ok, finiamo perlomeno in gloria…e allora diciamolo, abbiamo visto le bellezze acerbe francesi, virando verso la dance androgina e poi verso l’onanismo più ostentato in salsa british, terminando il giro con “quella lì”, la tedesca peace&love dal linguaggio duro…
Terminiamo il tutto tornando in Italia, e dedicandole lo spazio “Fun cool”, parlando di una donna che oggi, all’alba dei prossimi 50 anni, farebbe impallidire ancora almeno il 70% delle ragazzette di oggi…qui lei aveva 19 anni, Gerry Scotti era il conduttore di Deejay Television, c’era il Drive In alla tv, il Festivalbar e Azzurro organizzati da Vittorio Salvetti, e lei era, ed è bella, bella, bella davvero…specie quando esce dall’acqua della piscina dell’Acquafan di Riccione e il costumino a fascia non le trattiene le curve generose (a proposito di onanismo esagerato…)
Signore e signori, mani bene in alto, e tutti in pista, a cantare insieme a Sabrina Salerno! Boys boys boys!!!

Che dire, dopo questo tuffo negli anni 80 dal sapore europeo, sono quasi pronto all’atmosfera del prossimo Eurofestival!!! Sperando che il blocco sovietico boicotti i Volatili…anche se temo l’organizzazione italiana per il 2016! Nel caso, preparate i risparmi, si va tutti insieme!!!

Ah, nel frattempo…buona Pasqua a tutti! A presto!

Sorridete sempre
D.

Shot Songs, ovvero (in)dimenticabili…

Va bene, lo ammetto. La storia di Lorenzo Marrone, cantante di successo travolto da un successo cui non era pronto è inventata di sana pianta, e infatti ne ho fatto un libro, #pernonperderti. Ma non sono qui per fare la marchetta e dirvi: “Leggetelo!” (ops…mi sa che l’ho detto…e va beh…). In realtà però, quanti cantanti sono arrivati a sfiorare con le unghie ed accarezzare il successo, per poi prendere la via contraria e tornare nel dimenticatoio con la stessa velocità con cui si sono affermati?
Questo post proverà a scovarne, e magari riscoprirne, alcuni che in qualche modo, a mio parere avevano qualcosa da dire e forse hanno solo sbagliato i tempi.
Il primo ad essere preso in esame è un biondo meshato, dalla voce vagamente soul e lo sguardo da tamarro impunito. Insomma, dieci anni prima di quella fighetta portoghese di Cristiano Ronaldo, e qualche anno dopo i vari Ragazzi Italiani, Take That, Backstreet Boys e compagnia varia, ecco a voi Daniele Stefani, con “Un giorno d’amore”!


Ai tempi le radio lo sparavano in heavy rotation, come si dice nella lingua ggggggiovane, insomma, non c’era pomeriggio senza che Mtv Italia o RTL 102,5 non mettessero questa canzone. Effettivamente la melodia è accattivante, il ritmo “prende”…e il successo sembrava cosa fatta. Anche un Sanremo al suo attivo, con “Chiaraluna” nel 2003 nella sezione Nuove Proposte, e poi…la sfiga incombe…arriva un giovanotto di Latina, anche un po’ sovrappeso, rubando a piene mani una canzone di R Kelly e scrivendo un testo in italiano. Fa un video ben costruito…et voilà, Tiziano Ferro con “Xdono” in una botta sola fa incetta di premi e manda nella campana dell’Indiffernziato il nostro Daniele.
Peccato però, mi faceva tanta simpatia!
Anzi, sapete che c’è? IO “Chiaraluna” ve la regalo lo stesso, tiè!

Passiamo ad un altro che forse è arrivato troppo presto al successo, senza riuscire a confermarsi ad un certo livello fino a crollare del tutto e far perdere le proprie tracce.
Alzi la mano chi non ricorda a memoria questa canzone. Se io dico: “Ci vuole calma e sangue freddo, calma…yeeeee”. Sì, è proprio lui. Luca Dirisio!

Sguardo da duro, atteggiamento da “Ho visto cose che voi poveri stronzi non potrete mai vedere nella vostra vita del cazzo”, le ragazzine ai tempi sembravano andar matte per uno così. Il tipo di ragazzo che la sedicenne porterebbe a casa giusto per il gusto di fare incazzare il padre e fargli chiedere guardandosi allo specchio: “Ma dove cazzo ho sbagliato con mia figlia?” mentre anche le madri, magari ancora piacenti e non del tutto rassegnate all’età che avanza, civettuole si lascerebbero corteggiare fintamente scandalizzate, innescando violenti giochi di gelosia con la figlia.
C’è da dire che il buon Luca, intuendo l’aria che iniziava a tirare già ai tempi, si presentò al Festival di Sanremo (sì…passano tutti da lì, rassegnatevi criticoni e finti snob!) con una canzone dal titolo profetico. E da quel momento, nonostante il tentativo di rilancio con l’Isola dei Famosi (cacciato a pedate dopo un paio di puntate di noiosa spocchiosità) non si è più sentito nominare.
Ecco quindi, la sua, come dicevamo, profetica “Sparirò”.

Ma a proposito di tormentoni degli anni passati, come non ricordare quel ritornello che ripeteva in loop “Sei troppo bella troppo bella troppo bella troppo bella troppo bellaaaaaaa”?
Il cantante dal nome e dalla voce forse più fastidiosa dell’universo, ma ci è rimasto nel cuore.
Lui, sì…Davide De Marinis!

Eppure, per conto mio il vero capolavoro di questo cantante (che ora sappiamo fare l’autore di successo per altri) arrivò…indovinate dove?
Yeeeeeeeesssssss, al Festival di Sanremo!
Quarto posto tra le Nuove Proposte con una poesia in musica:
“Fare castelli in aria e sognare
lasciami sognare,
lasciami disegnare
la mia vita insieme a te.
Che non è facile in una stanza
non preoccuparti,
stringimi
quante cose, quante cose ti darei…
…chiedi quello che vuoi”

E qui mollo il colpo…ci sarebbero altri esempi…dico in ordine sparso e a memoria:
Pago (Parlo di te, parlo di te, parlo perchè vorrei averti con me), famoso forse più per il matrimonio con Miriana Trevisan e per aver battuto Massimo Di Cataldo a Music Farm che per il suo curriculum canoro;
Simone Tommassini (E’ stato tanto tempo fa…) troppo simile a Vasco e al primo Grignani per essere davvero unico;
Stefano Zarfati (C’è che ti piace farti bella…) esempio classico di One Shot Only…mai più sentito dopo…

Insomma, lo spazio per un’eventuale seconda puntata ci sarebbe anche…
Vedremo!
Per adesso…cantate, leggete la storia di Lorenzo Marrone (ah già, non devo dirlo questo…ops…), ma soprattutto

sorridete, sempre
D.

E’ un sabato qualunque, un sabato italiano

Il peggio sembra essere passato…
la notte è un dirigibile
che ci porta via, lontano…


Era il 1983. Gli anni di piombo stavano lasciando il posto al nuovo finto boom economico, al Drive In la domenica sera, all’edonismo esasperato ed alle spalline sulle giacche dai colori orrendi, così come le pettinature cotonate e glamour. Alla radio quell’anno compare quasi all’improvviso questa canzone dall’andamento jazz-swing solo apparentemente “semplice”. In realtà il buon Sergio Caputo è un musicista ricercato,anche nel senso ahimè internettiano del termine. Da troppo tempo purtroppo è quasi scomparso dalla scena musicale italiana, e per scoprire le sue novità o riscoprire i pezzi che lo hanno reso celebre (mi vengono in mente anche pezzi come Italiani Mambo e Il Garibaldi innamorato), bisogna appunto andare a ricercare su Google . E’ un peccato a mio avviso, ma cercare di capire l’industria discografica italiana è più difficile che tradurre un testo in greco antico senza aver mai fatto il liceo classico. Oggi si prediligono i cantanti usa e getta, i vari talent show sfornano nuovi idoli ogni anno, e vincitori e vinti spesso hanno la data di scadenza stampata sulla schiena, e non lo sanno nemmeno.
Una volta se eri bravo prima o poi ti veniva riconosciuto senza una giuria di esperti o pseudo tali e soprattutto senza la fesseria del televoto che ormai serve quasi anche per scegliere che piatto mangiare sulle nostre tavole nelle Feste che verranno (già mi immagino la Clerici o peggio ancora Benedetta Parodi guardare fisso la telecamera urlando: “Allora chiamate o mandate un sms al 45123 digitando 1 se preferite il Panettone, 2 per il Pandoro, e 3 per il Capitone…via alle telefonate!”).

E non c’è solo Sergio Caputo nel calderone degli artisti che, sebbene bravi davvero, non abbiano che una piccola nicchia di appassionati pronti a seguirli, ma non il piacere di vedere riconosciuto dalle radio il loro impegno. Passi per i grossi network, ma quando ti rendi conto che persino RadioItaliaSoloMusicaItaliana passa quasi sempre e solo le stesse canzoni “da classifica”, e se non fai parte dei gusti musicali della massa, come direbbe Briatore, “sei fuori”, non è propriamente una cosa bella e facile da digerire.

Ad esempio, rimanendo nell’ambito pop-jazz, chi non ricorda questa canzone di una decina d’anni fa? Secondo posto meritatissimo a Sanremo, un talento cristallino per una poesia vera e propria.
Tutto quello che un uomo, Sergio Cammariere.

Cugino di Rino Gaetano, e dotato di un’estensione vocale pari forse soltanto a quella di Scialpi (no, non è propriamente un complimento), il buon Cammariere si ritrovò in cinque giorni uno chansonnier riconosciuto ovunque. Ora però ditemi voi il titolo di un’altra sua canzone. Ok, se siete suoi fan oppure amate la musica jazz sicuramente lo saprete, ma è proprio necessario riempirci le orecchie di pseudo rapper tutti uguali? (e ho detto orecchie eh…alle volte, sentendo gente come Moreno o come il Francesco Paolantoni travestito da Rocco Hunt, è altro ad essere bello pieno…)

Ok, ok…prima di diventare snob, e lungi da me il volerlo essere, mettiamo in cascina una tripletta di cosette totalmente differenti, leggere davvero ma che in qualche modo possono far parte della categoria “Ridateci Music Farm” per il quale io e la mia socia Nabiki firmeremmo volentieri una petizione, se ci fosse.
Al terzo posto, dato che si è parlato di rapper, mettiamo una canzone che a metà degli anni 90 fece il botto. Un produttore  decisamente sovrappeso e un inventore di rime nonché portatore sano di perenni “occhi a bancomat”, dovuti temo all’assunzione in dosi massicce di sigarette simpaticamente farcite, misero in piedi un duo, capace di malmenare gli inviati di Striscia la Notizia a Sanremo, e di sfornare questa hit. Ladies and Gentlemen, Sottotono con “Solo lei ha quel che voglio”!

Al secondo posto, una che a Music Farm c’è andata davvero anche se diciamo il tentativo di restyling non è che sia andato proprio a buon fine. Incredibilmente sul Tubo si trova addirittura il video ufficiale di questa canzone che cavalcò il successo dell’anno precedente, in coppia con Aleandro Baldi, la famosissima “Non amarmi”. Ricordo partecipò alla riedizione del Cantagiro con questa canzone, e ai tempi si sentiva parecchio. Fa parte di quei ritornelli dimenticabilissimi che però chissà per quale motivo, ti rimangono in testa e tornano improvvisi dopo anni ed anni.
Ecco quindi Francesca Alotta in giallo con la sua “Fragilità” e le sue “Rose gialle rose bluuuuu”

E vince la classifica del “Si stava meglio quando si stava peggio” lui, l’unica, vera, inimitabile Talpa televisiva! Lo si aspettava nel Sanremo di Carletto Conti insieme a Raf, Nek e Marco Masini. Pazienza, prima o poi torneremo tutti insieme a cantare a squarciagola abbassando il finestrino dell’auto al semaforo “Seeeeeeeempreeeee, ti amerò per seeeeeeempreeee”
Paolo Vallesi!!!!!!

Bene, scusate l’assenza di questi mesi, la voglia di scrivere c’è sempre, il tempo è quello che è, ma dopo le Feste prometto di tornare, magari con una bella carrellata di “nuovi” spot pubblicitari d’annata, chissà…

Buon Natale, sorridendo
D.

2014…Rebirth

Cucù!!!
Buon Natale! Buon Anno! Buona Epifania!
C’è nessuno?
Lo so, sono latitante da mesi, problemi vari che non sto qui ad elencare per non annoiarvi e perché so non interessino a nessuno in realtà…
Perché allora essere ancora qui, col rischio concreto non legga nessuno questa improvvisa voglia di ricominciare come e più di prima?
Beh, basterebbe come esempio il concertone russo che la settimana scorsa ha fatto partire la ola in casa mia nel momento esatto in cui Pupo ha attaccato “Su di noi” per poi continuare a commuoversi con la canzone della felicità (Pollon non c’entra niente, parlo di “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri) e altri momenti illustri come “Malinconia” di Riccardo Fogli, “Gloria” di Tozzi, “Vacanze romane” dei Matia Bazar…insomma, il fior fiore di Radio Nostalgia, per poi finire con inni nazionali quali “L’italiano” di Toto Cutugno e poi lei…”Felicità” dei maipiùdivisi oppure maipiùinsieme Albano&Romina!

…ma non è di questo che volevo parlarvi….

Il mio scooterello viaggia imperturbabile al freddo e alla piog…vabbè, quando piove è meglio lasciarlo spento, onde evitare di rimanere a piedi per strada (grrrrrrr), e per passare il tempo inizio a cantare tutto quello che mi viene in mente…

Ora…stasera mi è venuta in testa una canzone che non credevo nemmeno di aver mai saputo…ricordo solo che, diciamo qualche anno fa, quando ero davvero piccolo, c’era una bellissima modella che cantava una canzone in inglese…era Tracy Spencer con la splendida “Run to me”…ma la mia mente ricordava un’altra modella che tentò la strada del successo discografico…e finalmente, la scintilla…

CELESTE JOHNSON!

Beh, la canzone ebbe un buon successo a metà degli anni 80, partecipò ad “Azzurro”, quella gara canora che si svolgeva d’inverno se non ricordo male, come alternativa al mai abbastanza rimpianto Festivalbar, e si intitolava “Lascia che sia”…
Io sfido chiunque a ricordarla…beh, sono corso a casa cercandola su youtube, e…cazzarola, me la ricordavo!!!
Posso mai evitare di condividerla con voi???
certo che no!!!

Eccola!

Vivereeeee e avere nuove cose da dividereeeeee per non morire dentro all’abitudineeeee e per amarti sempre senza limiteeeeeeeeeeee……….

Ok, sì, ma…che fine ha fatto?
pare che oggi Celeste faccia vita privata e abbia partecipato ad un reality in America per ex modelle over 35 arrivando pure in finale…io la ricordo molto volentieri così….con la pronuncia alla Mal dei Primitives, e uno stacco di coscia degno di Corona (quella di “The rhythm of the night”, non il palestrato tamarro, fotografo nonché ora galeotto)…

Avrei un’altra chicca di cui parlarvi, ma me la tengo…così ho la scusa per tornare presto….

Intanto, amici, che ci siate o meno, ricordatevi di sorridere, sempre

D.