E’ tutta colpa del Festival (storia di una blogger e di un sodalizio strambo nato per caso)

Tutto iniziò con un commento.

Il mio vizio di guardare e fare le valutazioni in diretta al Festival di Sanremo continuava anche quell’anno, come sempre. Per caso incrociai quello che a prima vista sembrava un commento denigratorio verso quello che avevo scritto e verso, soprattutto, il Festival. Risposi una prima volta. Poi una seconda, e una terza. Dall’altra parte una giapponesina incazzusa ribatteva colpo su colpo.

Nabiki, era il nickname. Per pura curiosità vidi che anche lei avesse un blog, e volli dare un’occhiata per capire da che parte stesse il “nemico”.

Fu un lampo nella notte. Iniziai a commentare ogni suo post, notando come molte delle mie fisime, convinzioni e pensieri riguardo Sanremo e la tv in genere trovassero lì sopra una sorta di prosecuzione del mio cervello. Non è possibile, trovare un’altra pazza deviata come sono io riguardo certe cose non poteva essere vero.

“Mo’ la frego io…vediamo se davvero è così ferrata in materia…questa non se la può ricordare…” era il leit-motiv di quelle giornate, e via una serie di aneddoti sotto forma di quiz, con la sottile speranza di saperne un po’ più dell’altro. Nel momento in cui scoprii che anche lei adorava Scialpi (non quello sposato, rilanciato da Pechino Express e scrittore -mioddddio!- di libri, ma lo sfiatato belloccio di hit anni 80 quali “Rockin’rollin” , “Cigarettes and coffee” e soprattutto “Pregherei”) e che, incredibile davvero, conosceva anche i mitici Luciferme (gruppo rock toscano stile Litfiba letteralmente scomparso dopo un’apparizione proprio a Sanremo con  la splendida “Il soffio”), ho iniziato ad attaccarmi come una cozza allo scoglio.

“Io una così non me la lascio scappare”, ho pensato. Ok, ammetto anche di aver pensato a cose più grevi e squisitamente maschili…ma tra un commento e l’altro, più dell’esposizione delle fioriere di gerani sul balcone si è fatta strada un’amicizia concreta benché basata sul virtuale di una tastiera e di uno schermo.

Il Nabikiblog è diventata la mia seconda casa. Ogni giorno commentavo o rispondevo a commenti già fatti in precedenza, entrando in confidenza con la padrona di casa e con il corollario di ospiti più o meno fissi del blog. Eravamo una sorta di Maurizio Costanzo Show ormai, ognuno con un personaggio e una personalità differente e compatibile con gli altri. Le classifichette, un classico marchio di fabbrica di Nabiki, ogni volta più ricercate e difficili da superare in termini di qualità e di idee. Rimanere al suo fianco e difenderla a spada tratta contro l’Invincibile Armata, contro le Beliebers o le Directioners, o qualunque gruppo di folli che iniziano, sgrammaticamente e insultando la qualunque, a delirare ogni volta in cui qualcuno osi toccare i/il/lo/la proprio idolo/a/i.

Abbiamo votato, riso, pianto e scherzato alla consegna dei cosiddetti Nabikini d’oro…cianfrusaglie virtuali ambitissime, quasi più dei Telegatti, o del premio Regia Televisiva condotto da Daniele Piombi. Abbiamo giocato molti jolly, come il Belgio in quasi tutte le puntate di Giochi senza Frontiere, sentendoci un po’ uguali a Ettore Andenna in attesa del Fil Rouge o dell’ “Attention, trois, deux, un” dei giudici arbitri.  Abbiamo setacciato quasi tutta la discografia italiana e internazionale degli anni 80 e 90, ripescando molto prima di Carlo Conti e dei suoi Migliori Anni questo o quel protagonista dimenticato (spesso a ragione) dal mondo corrente. Abbiamo eletto Sorrisi e Canzoni come nostra Bibbia di riferimento, elevandolo ad elemento accompagnatorio essenziale per i nostri momenti più solitari e intimi…sì, Sorrisi è proprio “il giornale della cacca”, ovvero quella rivista che si sfoglia sempre volentieri quando si ha un pochino di tempo per se stessi. E quale miglior momento se non da seduti sul gabinetto? Aldo Vitali ci perdonerà…in fondo, “se lo dice Sorrisi allora sarà vero”, è un pensiero che reputiamo un dogma anche oggi.

Abbiamo visto lungo su molte cose…siamo…anzi, Nabiki è arrivata prima specializzandosi in richieste impossibili divenute realtà. In ordine sparso, la reunion dei Bee Hive, quella degli 883 col ritorno (seppure solo in un video musicale) di Mauro Repetto, fino all’apoteosi più totale…Albano e Romina Power di nuovo insieme! Riuscire a commuoversi a distanza di 25 anni dall’ultima volta in cui i coniugi Carrisi cantarono uniti, entra negli annali della storia del sito (e qualcun altro, in un film comico di incredibile successo uscito due giorni fa, ha la nostra stessa reazione…non dico altro per non spoilerare nulla…). Persino la reunion prossima dei Pooh con Riccardo Fogli. Ci credevamo solo noi, e Paolo Bitta di Camera Cafè. E invece…siamo dei fottuti precursori, ecco la verità!

Insomma, si sono fatte molte cose,fino alla proposta di collaborare, creando un blog a quattro mani dove veicolare tutte le stronzate trash e i veri e propri cult della nostra infanzia e adolescenza che ci potessero venire in mente, come cose nascoste e ripescate da fantomatici Cassetti della Memoria. Questo posto è nato, morto e risorto più volte, e chissà quanto ancora. E’ diventato una specie di fratellino minore del Nabikiblob. Sì, il nome del sito originario ha cambiato l’ultima lettera, forse ci sono meno attenzioni e meno pubblico di un tempo, ma la qualità di quanto scritto rimane sempre altissima, e negli anni abbiamo sperimentato molto. Le idee di quel vulcano di Nabiki sono sempre in movimento, e tra una rubrica e l’altra, tra un disegno per quel rompicoglioni del sottoscritto che tra le altre cose l’ha eletta “Illustratrice personale” dei suoi racconti e dei suoi libri, e un gruppo d’ascolto allargatissimo per seguire e commentare gli eventi tv in diretta via Facebook o via Whatsapp, siamo qui a festeggiare un giorno speciale.

Sì, perché per colpa…ma in realtà devo dire grazie a quel commento sul Festival di Sanremo, ho scoperto questa persona speciale, a cui voglio bene come ad una sorella (è la verità, ma comunque sempre meglio pararsi il culo, che il marito suo ha due mani come quelle di Gianni Morandi, e potrebbe farmi molto male…).

Oggi il Nabikiblob compie ufficialmente cinque anni. Oltre millecinquecento giorni di attività, di pensieri, di voglia di raccontare qualcosa, di mettersi comunque in gioco.

E allora, cara Nabiki, il tuo socio si fa portavoce di noi tutti lettori e ammiratori tuoi e del tuo sito, e ti lascia con questo video (sperando si apra…io e WordPress con gli allegati video facciamo a cazzotti lo ammetto) dove, con semplicità, auguriamo al Nabikiblob…

BUON COMPLEANNO!!!!!!!!

Sorridendo, sempre

D.

 

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Di Power Ballad, di anni 90 e d’amore

E di fuseaux dell’Arena viola con le bande arancioni, che probabilmente ero l’unica a portarli in tutto l’emisfero. Perfino nel 93.

Di superga bianche con principio di buco all’altezza dell’alluce, di felponi annodati in vita per nascondere il culone.

Di frangette cotonate e giacchetti jeans con toppe improbabili, di Merit blu dure fumate di nascosto, giocando a fare l’adulta, alla finestra, mentre aspettavo di vederlo arrivare.

E questa canzone nel walkman…che mandavo indietro fino a consumare il nastro, voce che si allungava con le stilo scariche e che per certi versi diventava anche più romantica, più bella, più tutto.

 

 

Ed ora ditemi voi se una canzone con questo titolo (oddio perché il testo invece…) non è perfetta per il Primo Amore della vita, per quanto breve sia stato e per quanto presto sia finito è proprio vero che non si scorda mai.

Quel condividere le cuffiette e camminare con lo stesso passo, quel parlare di tutto e nulla, perché ancora non si era grandi ma nemmeno più piccini.

Quel sapere poco di come funzionasse, l’ingenuità di un’educazione sessuale acquisita da CIOE’ e Beverly Hills.

Quel tenere un diario pieno di dubbi e insicurezze, che la mamma lesse nel momento più sbagliato.

E ancora la felpa messa apposta affinché mi venisse col caldo, il coraggio di toglierla, l’intera squadra della Juve campione d’italia che mi fissava dalla parete di fronte, a sinistra gli Iron Maiden che ringhiavano, il letto troppo piccolo e i jeans scesi alle caviglie, il buio imposto dal reciproco pudore,  la sua catenina con tutti i suoi santi nell’occhio e nell’aria un misto di profumo Debby, tensione e musica troppo alta…

 

 

Come tutte le storie c’è una fine.

Per quanto sia stato doloroso il finale di quell’est-autunno di tappe bruciate e di ritorni a scuola, di mezzi cuori d’argento strappati da catenine e gettati a mare dal pontile, inveendo contro il cielo con un sonoro vaffanculo che Masini, Moccia e Ligabue potevano solo spicciarmi casa… nonostante ci sia voluto del tempo poi, anni, per riconoscere che non avremmo mai potuto odiarci, per convincerlo che no, non gli avevo fatto il malocchio, che quello che lui era stato per me io ero stata per lui e diventare addirittura amici, grandi amici e perderci di vista come succede agli amici…beh, io mi sento di aprire questo cassetto e fermarmi un minuto sotto quel portone, con mia madre che rompe le palle dal citofono:

“Sono le dieci e mezza! Sali!”

E dargli un altro bacio prima di salire su e chiudermi in cameretta ad ascoltare questa…

 

 

Fumando una Merit blu, sentendomi già grande, scrivendo il diario…affacciata alla finestra, aspettando un qualsiasi giorno dopo di ventidue anni fa.

Nab

e allora ROCKING ROLLING per resistere…

Bentrovati amici di Cassetti della memoria!

siete tornati dalle vacanze?

avete finito di spolpare i cocomeri?

vi siete divertiti?

qui tutto ok, sono pronta e carica ad affrontare un nuovo anno lavorativo e a riprendere in mano il blog lì dove lo avevo lasciato.

Settimana scorsa avevo promesso sulla pagina fb di cassetti, un bel post “celebrativo” su colui che è stato uno dei simboli degli anni 80/90, poi la connessione mi ha abbandonato per dieci giorni, quindi dobbiamo assolutamente recuperare: stiamo parlando di uno che per essere bello era bello davvero, e per essere bravo è ancora un mito. Tanto che quando siamo in macchina con gli amici e parte la mia compilation preferita, si rischia l’incidente ogni volta che si sente l’ooh ooooh di  NO EAST NO WEST.

E se ancora non lo avete capito, finalmente parliamo di Scialpi, anzi, di SHALPY, come lui tiene ad essere chiamato dal 2012 ad oggi.

Aspettiamo tutti  con molta ansia di vederlo nella nuova edizione di Pechino express (che si terrà in Sudamerica ma vabbè) ed è ovvio che teniamo per lui e per il #teamcompagni.

Ma chi ridacchia e pensa solo al botox, quando si parla di ciò che è stato ed è Shalpy non capisce una beata cippa di musica, lasciatemelo dire!

partiamo da una delle canzoni più belle del nostro eroe, canzone anche coverizzata da Mina nel suo disco Sorelle Lumiere, che Giovanni Scialpi ha scritto quando aveva 14 anni ma che ha visto “la luce” nel 1984…

giù dai marciapiedi un cuore rotola…lo accarezza solo la musica.

ma quando si parla di Scialpi non possiamo proprio ignorare questo capolavoro assoluto:

Rocking rolling, sopravvivere, Rocking rolling, con la musica, Rocking rolling, al silenzio che c’è! uo uo.

Passiamo alla fase-Sanremo,che negli anni 80 era fisiologica…siamo nel 1986, evviva la new wave! (anche se in Italia arriva con qualche annetto di ritardo eh!)
puoi vestire come vuoi, puoi parlare come sai, non ti capiranno mai:

NO EAST, NO WEST, WE ARE THE BEST, OGNUNO AL MONDO UN POSTO AVRA’…NO EAST, NO WEST, E’ QUESTA LA MIA TERRA!!!

Scialpi a Sanremo fa il bis l’anno successivo con questo pezzo a mio avviso, sottovalutato e che avrebbe decisamente meritato qualcosa in più…
TROPPI NE VIVRAI DI QUESTI GIORNI!

BELLA ETA’…QUESTA ETA’…
BASTA UN DISCO, UNA BIBITA IN FRESCO E LA MOTO CHE VA’…
Non so voi, ma io adoravo sta canzone (ma di nò-ma di notte non dormo mai!)

Ok, dopo Sanremo abbiamo la vittoria del Festivalbar più bella di sempre…e qui vi voglio tutti con la mano sul cuore!

pregherei, pregherei, se mi sentisse lui…
chiederei, chiederei, che ne sarà di noi…
gli direi, gli direi,prendi ciò che vuoi…
dammi lei…
dammi lui…
è tutto quel che ho!
Oh, io c’ho vinto una “corrida” nei boyscout cantando sta canzone, sono particolarmente affezionata! ^_^

Una dolcissima ballata che sfocia nel gospel, grande Scialpi e immensa Scarlett alla quale mi sento semplicemente di mandare un grosso abbraccio virtuale e dirle che vorremmo tanto risentire la sua voce.

Dopo un periodo di assenza, Scialpi ancora Scialpi torna a Sanremo nel 92 con E’ UNA NANNA, ma viene eliminato nella prima serata.

Riappare poi per un breve periodo, qui in Umbria, per la prima edizione di MUSIC FARM che all’epoca si teneva a qualche chilometro da casa mia tra l’altro…ma la Bertè faceva talmente tanta scena che gli altri (grandi) partecipanti venivano ingiustamente oscurati. Si ritira dopo poche puntate, probabilmente infastidito dall’andazzo del reality.

Ci tengo a dire che io Shalpy l’ho visto dal vivo, se non sbaglio nell’ estate del 2007, e rimasi davvero estasiata dallo spettacolo, ottimo performer e grande ballerino.

Nel 2012 appunto, cambia il nome d’arte con una nota “internescional”, lancia il singolo ICON MAN   in Canada e Stati Uniti ottenendo un ottimo riscontro:

e chissà perché la cosa non mi stupisce! ^_^

A fine mese dovrebbe sposarsi negli Stati Uniti con il suo compagno Roberto Blasi e come abbiamo già detto, li vedremo insieme alla volta del Sudamerica nella charity race più famosa del mondo.

Vi saluto con una chicca assoluta, un pezzo di puntata dell’ispettore Derrick dove il nostro Scialpi/Shalpy interpreta la parte di un cantante italiano: EMILIO CAPRESE!

Restate con noi, che questa settimana apriamo un bel po’ di cassetti!

ROCKING ROLLING a tutti

la vostra

Nabiki :*

Cinetrash della memoria…7 film talmente brutti che son diventati CULT

Vogliamo dirlo?

D’estate in tivvù non fanno GNiente!

Tra un cornescion ailan e l’ennesima replica di Montalbano, la prima serata è la desolazione più totale…il pomeriggio poi è in mano a Rosamunde Piltcher e sto Segreto che da tre anni ancora non si è sgamato. InZomma, per avere qualche bella sorpresa tocca affidarsi alla terza serata, magari sulle reti locali che ancora sopravvivono, facendo zapping tra una televendita di frullatori frullatutto e una calda battona che finge di essere in diretta proprio con te, uomo medio!

E’ in quell’orario lì che si beccano i migliori classici del cinema trash, o meglio, è in quell’orario lì che l’altra sera ho beccato SOFT AIR- ARIA COMPRESSA, uno dei film più brutti (quindi meraviglioso) della storia.

Ed è così, che mi è venuto in mente di consultare i migliori esperti per stilare questa mezza classifica di film che chiamerei “sedevifareunaschifezzafallabene”, ossia, film talmente brutti, anche nei minimi dettagli, talmente brutti da divenir negli anni veri e propri CULT del genere.

Partiamo dal top ovviamente e parliamo un secondo di ALEX L’ARIETE (2000)  e TROPPO BELLI (2005), pellicole conosciutissime per gli amanti del genere…

seguono video-riassunti immancabili per rinfrescarvi giusto la memoria:


Passiamo al grande fenomeno del cine-musicherello/neomelodico e CIENT’ANNE(1999) non lo batte nessuno…c’è la storia d’ammore, il rapporto col genitore, l’azione esplosiva (vedi video sotto), canzoni strappalacrime, Gigi D’Alessio, Mario Merola e Giorgio Mastrota che fa il cattivo.

Ecco, Giorgio Mastrota nei titoli di testa dovrebbe avervi già convinto a guardare tutto il film, se non vi basta pensate all’emozione che potrebbe regalarvi questa scena che io guarderei a ripetizione:

Rimaniamo in ambito neomelodico e troviamo quest’altro capolavoro di quaranta minuti scarsi con protagonisti del calibro di Gigione e Jo Donatello padre e figlio nella musica, al cinema e nella vita. Stiamo parlando del celeberrimo GRAZIE PADRE PIO (2001)

Potremmo riassumere il tutto in: storia d’ammore e libbbertà, crisi mistiche, corse clandestine e pellegrinaggi.

Gigione che va in tour un mese e si raccomanda come la mamma di cappuccetto rosso: “non ti cacciare nei guai figliolo!” e quello shagurato di Jo Donatello che ben pensa di conquistare la figa di legno più legnosa della Campania correndo in macchina e mettendosi contro il boss cattivissimo di turno, Don Franco. Il ritorno di Gigione, la grazia e l’intercessione di Padre Pio per salvare il figlio da codesti loschi individui sarà provvidenziale…

Torniamo un momento a SOFT AIR-ARIA COMPRESSA (1998)  perché davvero questa è una roba degna di nota:

Per circa tre quarti di film non succede nulla…il protagonista telefona, si vede con la fidanzata, parla di gente con altra gente, fà cose e vede gente. Poi lo invitano ad un compleanno, fa cose e rivede gente, ma qui riceve l’annuncio che il festeggiato ha prenotato una partita di SOFFI TEIR a Bassano Romano e tutti ci devono andare.

Quindi la domenica successiva tutti a Bassano a fare sta partita di SOFFI TEIR che si rivelerà un vero e proprio gioco al massacro…di fatto la squadra avversaria usa delle armi vere e tenta di far fuori uno ad uno tutti i cretini che fanno cose e vedono gente.

Mettiamoci un doppiaggio che più amatoriale non si può, una sfilza di attori cani, dei dialoghi surreali ma reali (sta zitta che non sei altro) e lo schizzo diventa un capolavoro imperdibile del genere trash.

Concludiamo con un HORROR del 1988 che più HORROR e più 1988 non si può.

Qui passo direttamente la parola all’amico Faust perché davvero non trovo parole più esaustive per descrivere sta roba:

Il film è IL BOSCO 1 (che già suona come una minaccia n.d.r.) di un tal disgraziato di nome Andrea Marfori, distribuito a cazzo di cane anche all’estero (forse solo in Sri Lanka) con il suggestivo titolo di EVIL CLUTCH, trasmesso UNA sola volta su Rai 2 dopo le due, anni dopo ridistribuito solo per pochi sfortunati americani dalla casa indipendente Troma, responsabile di capolavori trashsplatterpunk come Class of Nuke’ em High, Toxic Avenger e altre incantevoli delizie cinematografiche a zero budget degli anni 90.

Unica “diva” presente ne il BOSCO è un’insostenibile Coralina Cataldi Tassoni, la negazione del recitare fatta carne, già usurata in qualche porcheria di Dario Argento e Lamberto Bava.

E anche qui abbiamo di tutto davvero…dialoghi scritti coi piedi e piani sequenza interminabili, minuti che sembrano ore, donnina che parla con accento italoammeregano e…

Lo scrittore/motociclista tracheoctomizzato vestito come il barone rosso in camice bianco?

La castrazione via artiglio vulvare?

La steadycam continua sul 90% delle riprese e l’attore che guarda dritto nella camera che gli gira intorno come un cane dal basso? E tutto il resto? Non basterebbe un intero blog per dare il giusto riconoscimento a sta mmmerda di film!

E visto che non basta un intero blog vi saluto con il finale più bello della storia del cinetrashume…(ALBAKIARA-2008)

E’ finito il tempo delle mele, puttana!

La vostra

Nabiki :*

Shot Songs, ovvero (in)dimenticabili…

Va bene, lo ammetto. La storia di Lorenzo Marrone, cantante di successo travolto da un successo cui non era pronto è inventata di sana pianta, e infatti ne ho fatto un libro, #pernonperderti. Ma non sono qui per fare la marchetta e dirvi: “Leggetelo!” (ops…mi sa che l’ho detto…e va beh…). In realtà però, quanti cantanti sono arrivati a sfiorare con le unghie ed accarezzare il successo, per poi prendere la via contraria e tornare nel dimenticatoio con la stessa velocità con cui si sono affermati?
Questo post proverà a scovarne, e magari riscoprirne, alcuni che in qualche modo, a mio parere avevano qualcosa da dire e forse hanno solo sbagliato i tempi.
Il primo ad essere preso in esame è un biondo meshato, dalla voce vagamente soul e lo sguardo da tamarro impunito. Insomma, dieci anni prima di quella fighetta portoghese di Cristiano Ronaldo, e qualche anno dopo i vari Ragazzi Italiani, Take That, Backstreet Boys e compagnia varia, ecco a voi Daniele Stefani, con “Un giorno d’amore”!


Ai tempi le radio lo sparavano in heavy rotation, come si dice nella lingua ggggggiovane, insomma, non c’era pomeriggio senza che Mtv Italia o RTL 102,5 non mettessero questa canzone. Effettivamente la melodia è accattivante, il ritmo “prende”…e il successo sembrava cosa fatta. Anche un Sanremo al suo attivo, con “Chiaraluna” nel 2003 nella sezione Nuove Proposte, e poi…la sfiga incombe…arriva un giovanotto di Latina, anche un po’ sovrappeso, rubando a piene mani una canzone di R Kelly e scrivendo un testo in italiano. Fa un video ben costruito…et voilà, Tiziano Ferro con “Xdono” in una botta sola fa incetta di premi e manda nella campana dell’Indiffernziato il nostro Daniele.
Peccato però, mi faceva tanta simpatia!
Anzi, sapete che c’è? IO “Chiaraluna” ve la regalo lo stesso, tiè!

Passiamo ad un altro che forse è arrivato troppo presto al successo, senza riuscire a confermarsi ad un certo livello fino a crollare del tutto e far perdere le proprie tracce.
Alzi la mano chi non ricorda a memoria questa canzone. Se io dico: “Ci vuole calma e sangue freddo, calma…yeeeee”. Sì, è proprio lui. Luca Dirisio!

Sguardo da duro, atteggiamento da “Ho visto cose che voi poveri stronzi non potrete mai vedere nella vostra vita del cazzo”, le ragazzine ai tempi sembravano andar matte per uno così. Il tipo di ragazzo che la sedicenne porterebbe a casa giusto per il gusto di fare incazzare il padre e fargli chiedere guardandosi allo specchio: “Ma dove cazzo ho sbagliato con mia figlia?” mentre anche le madri, magari ancora piacenti e non del tutto rassegnate all’età che avanza, civettuole si lascerebbero corteggiare fintamente scandalizzate, innescando violenti giochi di gelosia con la figlia.
C’è da dire che il buon Luca, intuendo l’aria che iniziava a tirare già ai tempi, si presentò al Festival di Sanremo (sì…passano tutti da lì, rassegnatevi criticoni e finti snob!) con una canzone dal titolo profetico. E da quel momento, nonostante il tentativo di rilancio con l’Isola dei Famosi (cacciato a pedate dopo un paio di puntate di noiosa spocchiosità) non si è più sentito nominare.
Ecco quindi, la sua, come dicevamo, profetica “Sparirò”.

Ma a proposito di tormentoni degli anni passati, come non ricordare quel ritornello che ripeteva in loop “Sei troppo bella troppo bella troppo bella troppo bella troppo bellaaaaaaa”?
Il cantante dal nome e dalla voce forse più fastidiosa dell’universo, ma ci è rimasto nel cuore.
Lui, sì…Davide De Marinis!

Eppure, per conto mio il vero capolavoro di questo cantante (che ora sappiamo fare l’autore di successo per altri) arrivò…indovinate dove?
Yeeeeeeeesssssss, al Festival di Sanremo!
Quarto posto tra le Nuove Proposte con una poesia in musica:
“Fare castelli in aria e sognare
lasciami sognare,
lasciami disegnare
la mia vita insieme a te.
Che non è facile in una stanza
non preoccuparti,
stringimi
quante cose, quante cose ti darei…
…chiedi quello che vuoi”

E qui mollo il colpo…ci sarebbero altri esempi…dico in ordine sparso e a memoria:
Pago (Parlo di te, parlo di te, parlo perchè vorrei averti con me), famoso forse più per il matrimonio con Miriana Trevisan e per aver battuto Massimo Di Cataldo a Music Farm che per il suo curriculum canoro;
Simone Tommassini (E’ stato tanto tempo fa…) troppo simile a Vasco e al primo Grignani per essere davvero unico;
Stefano Zarfati (C’è che ti piace farti bella…) esempio classico di One Shot Only…mai più sentito dopo…

Insomma, lo spazio per un’eventuale seconda puntata ci sarebbe anche…
Vedremo!
Per adesso…cantate, leggete la storia di Lorenzo Marrone (ah già, non devo dirlo questo…ops…), ma soprattutto

sorridete, sempre
D.