Classifichetta sigle tv

Eh eh…non ve lo aspettavate vero?

Sto per andare in vacanza, poi avrò da traslocare, poi boh…probabilmente dovrò cercarmi una nuova connessione internet, finire di scrivere una cosa che spero presto leggerete in molti.

Indi per cui, non so quando ci si rivedrà su questi schermi, anche se assicuro già da subito la mia presenza per “la settimana santa” che nel 2017 inizierà il 7 febbraio  e se non sapete di cosa sto parlando allora non mi conoscete abbastanza.

Comunque una classifichetta di inizio vacanza ci vuole, un qualcosa che allo stesso tempo evochi anche una rubrichetta di Cassetti della memoria che da un po’ di tempo è in stand by, mi riferisco ai nostri amatissimi e vecchissimi cartoni animati, quelli che tutti vorremmo rivedere e che se li fanno li propinano su reti sconosciute ad orari impossibili e nessuno mi avvisa.

Per dire…su boing fanno Carletto il principe dei mostri, ma io boing non lo prendo più e come se non bastasse mi hanno pure tolto la sigla fichissima di un tempo.

Ed è proprio di sigle che ci occuperemo oggi, quindi bando ai broccolamenti e che Santa Cristina D’Avena ci assista, partiamo subito con

LE VECCHIE SIGLE DEI CARTONI

(sottotitolo: e quelle rifatte fanno cagare)

 

10° POSIZIONE

NASO DI LEGNO, CUORE DI STAGNO…BURATTINO Luigi Lopez

Quando diventerai, bimbo come noi…

E’ una simpatica filastrocca, che ancora oggi piace ai più piccoli, spesso la canto al lavoro, è immediata, semplice e diretta, oltretutto racconta a grandi linee la personalità del protagonista, il famoso burattino di Collodi.

 

Il cartone tuttavia, è parecchio distante dall’opera da cui è tratto, alcune scene hanno risvolti semi-horror (bambini mangiati da lupi e burattini che pigliano foco) ma all’epoca oh, c’avevamo anche di peggio (tipo Bem il mostro umano) e poi non c’era il moige.

 

 

9° POSTO

COLPI DI QUA, COLPI DI LA’, COSA ACCADRA’? Cristina D’Avena

L’ultima volta che ho visto questo anime, il Tulipano nero, andavo alle superiori e lo facevano alle 5,30 di mattina.

In sostanza mi ci svegliavo, ed era un bel risveglio, molto meglio di quelli di oggi che il top del top lo raggiungo con la musichetta dell’ora esatta del tg5.

Comunque sono molto legata a questa sigla, ricordo che in classe lo ri-guardavamo tutti (per lo meno tutti gli studenti pendolari costretti alle alzatacce)  e che poi nei giorni di pioggia si inscenavano simpatici duelli a colpi di ombrelli canticchiando “ONDETONETACANECOSHIIII” tema di fondo delle scene d’azione, non che sigla originale giap dell’anime. Temo che questa sia l’unica canzone cantata da Cristina D’Avena dell’intera classifica, quindi godetevala…(Con tutto l’errore storico che dice che il 4 luglio c’è la rivoluzione!)

 

8° POSIZIONE

OGNI MEZZANOTTE L’OROLOGIO FA DIN DON/ CHE PAURA MI FA  i Mostriciattoli

 

Va a capire perché, ora che lo ripropongono, hanno tolto questi due capolavori.

Quanto all’anime in effetti lascia il tempo che trova, una sorta di Doraemon dei mostri, carino visto oggi, ma nulla di trascendentale.

 

7° POSTO

OH LADYLADYLADYLADY OH LADYLADYLADYLEEEE’ Cavalieri del re

Vabbè dite quello che volete, ma io amo molto più la sigla dei Cavalieri del Re rispetto a quella schifenza partorita per la versione Mediaset.

Stesso discorso vale per Candy e Mimì Ayuara…sta mania di cambiare le sigle negli anni 90 è uno dei motivi per cui la povera Cristina perde punti in questa classifica.

All’anime che je voi dì? E’ uno dei cartoni più belli e istruttivi di sempre.


6° POSIZIONE

COM’E’ DIFFICILE STARE AL MONDO SE NON POSSIAMO SBAGLIARE MAI…Anonimo

Qui c’è da dire, perché probabilmente una delle sigle più bellerrime di sempre è ancora, dopo 32 anni, avvolta nel mistero.

Già perché ancora oggi l’autore, il titolo e il cantante di questo brano che potrebbe chiamarsi “amore strano” o “com’è difficile stare” oppure “la fiamma è accesa già”  rimane sconosciuto.

Chi sei oh tu che canti?

questa canzone era destinata a diventare la sigla di Lamù?

Perché tutti i musicisti interrogati, alla domanda “chi cantava la sigla di Lamù” tacciono???

Cosa c’è sotto?

Intanto vi invito a seguire le ricerche sulla pagina facebook “il mistero della sigla di Lamù” e ascoltiamocela:


5° POSTO

NON E’ FACILE, NE’ DIFFICILE, FORSE SEMPLICE SARA’…Cavalieri del re

Questa voce qui, (Clara Serina dei Cavalieri del re) che è la stessa di Lady Oscar, e che io imitavo ancora prima della Cortellesi durante le ore di noia a scuola (non così bene) …

insomma questa voce qui mi manda in brodo di giuggiole.


4° POSIZIONE

MAI…MAI…SCORDERAI, L’ATTIMO, LA TERRA CHE TREMO’…Claudio Maioli

Semplicemente una delle migliori sigle tv dell’epoca, l’anime mi faceva paurissima con tutte quelle capocce che esplodevano, ma la canzone valeva la pena.


3° POSIZIONE

SALTA I PERICOLI, VOLA TRA GLI ALBERI, CORRI CORRI, OLTRE GLI OSTACOLI PER TUTTI GLI UOMINI LIBERI… Georgia Lepore

Anime di Miyazaki e scusa se t’ho detto cotica.

Insuccesso colossale all’epoca, oggi rivalutato dagli estimatori, la storia racconta l’ennesimo futuro post apocalittico, la lotta contro le macchine, dopo la terza guerra mondiale e le bombe elettromagnetiche che hanno inabissato parecchi continenti…ma tranquilli, accadrà solo nel 2028.

Canzone a dir poco splendida, talmente bella che se la ascolto oggi mi viene la pelle d’oca ed un senso di vuoto alla bocca dello stomaco, sintomo di malinconia acuta.

Uno dei testi più significativi di tante canzoni “serie” di oggi, fossi un cantautore impegnato ne farei la cover.

C’è la speranza che d’ora in poi un futuro avremo noi…


2° TUTTI E NESSUNO, NESSUNO E TUTTI…SIAMO I CYBORG!!! Nico Fidenco

Nico Fidenco e le sue sigle, la sua voce inconfondibile, il suo singhiozzo eccezionale, l’impostazione.

E poi come si fa a non amare i cyborg, con le loro storie strappalacrime e le scene d’azione?

 

1° POSTO

Qui non è facile per niente, perché in realtà una classifichetta del genere dovrebbe contenere almeno un centinaio di posizioni disponibili…io sono incredibilmente affezionata ad alcune sigle tv della mia infanzia, quando esisteva Junior Tv, Sonia di Super 3, Mister Poldo e svariati contenitori da tv locale anni 80, prima e durante bim bum bam.

Quindi non me ne voglia Cristina, perché anche se lei è il simbolo della tv dei ragazzi, per me prima di tutto vengono i Cavalieri del re, le mele verdi, Nico Fidenco e tutto il cucuzzaro.

Abbiamo quindi

LA CANZONE DI PAUL

DEVIL MAN

LA SIGLA FINALE DELLA BALENA GIUSEPPINA

PAT RAGAZZA DEL BASEBALL

L’UOMO TIGRE

CANDY OH CANDY

SASUKE

IL MAGO PANCIONE

JENNY LA TENNISTA

MADEMOISELLE ANN

E l’unica, inimitabile, meravigliosa schiava incatenata della pallavolo, una vita votata al sacrificio, che le muore il ragazzo ma lei deve giocare il torneo della parrocchia, con quegli occhioni a telefunken e quel profilo terrificante a denti stretti mentre riceve la pallonata sul mento e finisce a tappeto facendo il capriolone, oppure il fuoco e le fiamme mentre schiaccia e scusate se sto scrivendo dimmerda in questo momento, ma quando parlo di lei mi prende così e la sigla non può che non essere al primo posto anche stavolta, perché è la terza classifica che dedico ai cartoni e lei comunque è ancora la numero 1.

Attack N°1 per l’esattezza.

MIMIMIMIMI’ CON LE MANI TIRI COME URAGANI, di Georgia Lepore, per me non si batte.

Rimane la rima più bella della storia delle sigle.

Godetevela, e buone vacanze a tutti!

 

P.S. E sicuramente mancheranno le vostre sigle preferite, magari siete più giovani, magari più appassionati di altri generi…dite la vostra 😉

Baci a tutti

La Nab :*

 

 

 

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Licia trent’anni dopo

images

Eccoli qui, come annunciato alla fine di maggio, Mediaset extra ripropone tutti i telefilm di Licia e i Bee Hive.

Chi è stato bambino negli anni 80 non può non sapere di cosa sto parlando.

Probabilmente rosica anche, come me, perché la replica del telefilm più amato di una generazione di quasi quarantenni, va in onda alle 9.00 di mattina… orario in cui un normale quasi quarantenne lavora o ha altro da fare.

In ogni caso, esiste il videoregistratore, e poi lo danno anche il sabato (verso le 8.45) quindi ho avuto ed ho modo di poterlo rivedere a distanza di una vita.

A vederlo oggi, dopo aver studiato meglio l’anime da cui è tratto, la storia del manga (che a dirla tutta in Giappone non è che abbia avuto tutto questo successo), il fatto che Licia in realtà si chiamasse Yakko, Mirko-Go, Shiller fosse bisessuale, la bionda che vediamo nella sigla del cartone è in realtà una che spiega il sesso ai giapponesi…insomma, già con la versione animata abbiamo assistito ad un addolcimento importantante dell’opera, oltre al solito vizio di italianizzare tutto.

Avevo sette anni quando Licia, da cartone animato che era, prese le sembianze di una terrificante e mal parruccata Cristina D’Avena, e sempre sette/ otto anni quando costringevo tutta la famiglia ad ascoltare le cassette delle canzoni dei Bee Hive in macchina.

Ricordo benissimo una discussione pregna di significato con mia cugina più grande, perché avevo osato dire che Mirko, Satomi e compagnia doppiata, erano meglio degli Spandau Ballet, cosa di cui sono più o meno convinta anche oggi.

Ma parliamo un attimo di come si è evoluta nel corso del tempo, la percezione di una serie per ragazzi degli anni 80, vista ai giorni d’oggi.

Le assurdità si contano all’infinito, prima di tutto, ed è giusto specificarlo, non siamo in Giappone ma a Milano 2.

O forse a Cologno Monzese…chi sa parli.

  • I Bee Hive di ritorno “dall’America” finiscono a fare “il tour” tra Cervia e una non meglio specificata “montagna”
  • In montagna, i bambini Andrea (vestito in maniera ridicola per tutta la prima stagione), Elisa e Grinta, si perdono nel bosco e il gruppo di adulti comincia a cercarli dopo mezza giornata, più o meno quando si rendono conto che “i bambini non tornano” dalla passeggiata.
  • Marrabbio naturalmente non lascia mai uscire la figlia dal Mambo da sola, ma sticazzi se tre bambini vanno a spasso da soli nel bosco.
  • Si mobilitano invece in trecento, con tanto di ben tre puntate dedicate, alla ricerca del gatto Giuliano scomparso dietro l’angolo.

 

  • imagesIl Mambo nella realtà, avrebbe chiuso dopo due giorni, con tante sberle di Cannavacciuolo sul coppino di Marrabbio. Condizioni igieniche allucinanti, tra padelle, polpette e patate fritte due volte (ricetta light del simpatico titolare) spalmate sul bancone (e un gatto che ci passeggia sopra).

E solo due clienti, nonno Sam e Lauro, che non pagano mai e non segnano nemmeno.

I Bee Hive non hanno nemmeno la libertà di scegliersi un manager.

I Bee Hive sono operai, spesso cazziati dal capo, tutto il giorno chiusi in sala prove a suonare sempre le stesse canzoni, che sono sempre perfette che “sembrano registrate” ma al manager non va mai bene.

Mio dolce amore e Dolce amore mio sono due canzoni distinte.

Adesso li hanno tolti, ma io li ricordo bene i megaspottoni del Buondì Motta che facevano i bambini a scuola, in quella classe formata dai soliti tre dalla voce insopportabile.

Nella prima serie la sartoria ha fatto un lavorone per riprodurre gli oscenissimi outfits dell’anime: magliette di pigiama, gonne a pois, felpine con gattini, zoccoli sopra i calzini bianchi, fazzoletti in testa e palandrane improbabili.  Dalla seconda stagione tutti vestiti “Best company” e chi se ne frega.

In Love me Licia, le canzoni dei Bee Hive sono le stesse di Kiss me Licia, cambiano solo le parole, è da Licia Dolce Licia in poi che verranno prodotti dei veri e propri capolavori.

 

 

imagesimgresI capelli di Mirko, Satomi e del piccolo Andrea, non riescono nemmeno lontanamente a riprodurre le capigliature della serie animata, un plauso invece a tutte le altre parrucche, specie a quella di Marika.

I personaggi aggiuntivi aggiungono una nota di trash degna della storia della tv italiana: Hildegard su tutti, non serviva certo una finta tedesca con finto accento tedesco che però riusciva ad imitare alla perfezione tutte le voci degli altri…eppure all’epoca era affascinante.

I Bee Hive non hanno mai uno scazzo tra loro, mai una rissa per la batteria fuori tempo o una chitarra troppo alta…capisco che è un telefilm da ragazzini, ma sarebbe stato bello vederli litigare tra loro per qualcosa di realistico.

Del resto non gliene fregherà niente quando tre su sei se ne andranno per venire sostituiti da Paul, Jimmy e non mi ricordo chi…mai una volta che Mirko o Satomi rimpiangano Tony o  Matt (Manuel De Peppe dove sei?)

Attualmente è appena iniziata la seconda serie di telefilm, Mediaset extra manderà in onda tutte e quattro le stagioni (Teneramente e Balliamo e cantiamo con Licia) queste ultime non le ho più riviste e le ricordo poco, ma le trame saranno sempre più avvincenti, Mirko e Licia si sposeranno (perché sposarsi è il sogno di tutte le rockstar come Mirko), Licia diventerà cantante,Satomi si alliscerà i capelli e lascerà Marika, appariranno le fettine panate e tutto diventerà incredibilmente stupido e nonsense più di quanto sia già stato all’epoca della prima messa in onda.

Nonostante tutto, in questi giorni, c’è un gran bisogno di leggerezza.

Rivedere quelle parrucche, quei baci a stampo, quelle borse a disegnini cretini, quelle felpe coloratissime, riascoltare quelle canzoni tutte simili, quei dialoghi illuminati, quei doppiaggi ridicoli forse non servirà a niente, ma quanto sarebbe bello tornare all’innocenza di quel periodo.

Vi lascio con la pseudo-reunion dei Bee Hive…

Evviva Licia, evviva la nostra fatina!

 

 

Baci a tutti
Nab :*

E’ tutta colpa del Festival (storia di una blogger e di un sodalizio strambo nato per caso)

Tutto iniziò con un commento.

Il mio vizio di guardare e fare le valutazioni in diretta al Festival di Sanremo continuava anche quell’anno, come sempre. Per caso incrociai quello che a prima vista sembrava un commento denigratorio verso quello che avevo scritto e verso, soprattutto, il Festival. Risposi una prima volta. Poi una seconda, e una terza. Dall’altra parte una giapponesina incazzusa ribatteva colpo su colpo.

Nabiki, era il nickname. Per pura curiosità vidi che anche lei avesse un blog, e volli dare un’occhiata per capire da che parte stesse il “nemico”.

Fu un lampo nella notte. Iniziai a commentare ogni suo post, notando come molte delle mie fisime, convinzioni e pensieri riguardo Sanremo e la tv in genere trovassero lì sopra una sorta di prosecuzione del mio cervello. Non è possibile, trovare un’altra pazza deviata come sono io riguardo certe cose non poteva essere vero.

“Mo’ la frego io…vediamo se davvero è così ferrata in materia…questa non se la può ricordare…” era il leit-motiv di quelle giornate, e via una serie di aneddoti sotto forma di quiz, con la sottile speranza di saperne un po’ più dell’altro. Nel momento in cui scoprii che anche lei adorava Scialpi (non quello sposato, rilanciato da Pechino Express e scrittore -mioddddio!- di libri, ma lo sfiatato belloccio di hit anni 80 quali “Rockin’rollin” , “Cigarettes and coffee” e soprattutto “Pregherei”) e che, incredibile davvero, conosceva anche i mitici Luciferme (gruppo rock toscano stile Litfiba letteralmente scomparso dopo un’apparizione proprio a Sanremo con  la splendida “Il soffio”), ho iniziato ad attaccarmi come una cozza allo scoglio.

“Io una così non me la lascio scappare”, ho pensato. Ok, ammetto anche di aver pensato a cose più grevi e squisitamente maschili…ma tra un commento e l’altro, più dell’esposizione delle fioriere di gerani sul balcone si è fatta strada un’amicizia concreta benché basata sul virtuale di una tastiera e di uno schermo.

Il Nabikiblog è diventata la mia seconda casa. Ogni giorno commentavo o rispondevo a commenti già fatti in precedenza, entrando in confidenza con la padrona di casa e con il corollario di ospiti più o meno fissi del blog. Eravamo una sorta di Maurizio Costanzo Show ormai, ognuno con un personaggio e una personalità differente e compatibile con gli altri. Le classifichette, un classico marchio di fabbrica di Nabiki, ogni volta più ricercate e difficili da superare in termini di qualità e di idee. Rimanere al suo fianco e difenderla a spada tratta contro l’Invincibile Armata, contro le Beliebers o le Directioners, o qualunque gruppo di folli che iniziano, sgrammaticamente e insultando la qualunque, a delirare ogni volta in cui qualcuno osi toccare i/il/lo/la proprio idolo/a/i.

Abbiamo votato, riso, pianto e scherzato alla consegna dei cosiddetti Nabikini d’oro…cianfrusaglie virtuali ambitissime, quasi più dei Telegatti, o del premio Regia Televisiva condotto da Daniele Piombi. Abbiamo giocato molti jolly, come il Belgio in quasi tutte le puntate di Giochi senza Frontiere, sentendoci un po’ uguali a Ettore Andenna in attesa del Fil Rouge o dell’ “Attention, trois, deux, un” dei giudici arbitri.  Abbiamo setacciato quasi tutta la discografia italiana e internazionale degli anni 80 e 90, ripescando molto prima di Carlo Conti e dei suoi Migliori Anni questo o quel protagonista dimenticato (spesso a ragione) dal mondo corrente. Abbiamo eletto Sorrisi e Canzoni come nostra Bibbia di riferimento, elevandolo ad elemento accompagnatorio essenziale per i nostri momenti più solitari e intimi…sì, Sorrisi è proprio “il giornale della cacca”, ovvero quella rivista che si sfoglia sempre volentieri quando si ha un pochino di tempo per se stessi. E quale miglior momento se non da seduti sul gabinetto? Aldo Vitali ci perdonerà…in fondo, “se lo dice Sorrisi allora sarà vero”, è un pensiero che reputiamo un dogma anche oggi.

Abbiamo visto lungo su molte cose…siamo…anzi, Nabiki è arrivata prima specializzandosi in richieste impossibili divenute realtà. In ordine sparso, la reunion dei Bee Hive, quella degli 883 col ritorno (seppure solo in un video musicale) di Mauro Repetto, fino all’apoteosi più totale…Albano e Romina Power di nuovo insieme! Riuscire a commuoversi a distanza di 25 anni dall’ultima volta in cui i coniugi Carrisi cantarono uniti, entra negli annali della storia del sito (e qualcun altro, in un film comico di incredibile successo uscito due giorni fa, ha la nostra stessa reazione…non dico altro per non spoilerare nulla…). Persino la reunion prossima dei Pooh con Riccardo Fogli. Ci credevamo solo noi, e Paolo Bitta di Camera Cafè. E invece…siamo dei fottuti precursori, ecco la verità!

Insomma, si sono fatte molte cose,fino alla proposta di collaborare, creando un blog a quattro mani dove veicolare tutte le stronzate trash e i veri e propri cult della nostra infanzia e adolescenza che ci potessero venire in mente, come cose nascoste e ripescate da fantomatici Cassetti della Memoria. Questo posto è nato, morto e risorto più volte, e chissà quanto ancora. E’ diventato una specie di fratellino minore del Nabikiblob. Sì, il nome del sito originario ha cambiato l’ultima lettera, forse ci sono meno attenzioni e meno pubblico di un tempo, ma la qualità di quanto scritto rimane sempre altissima, e negli anni abbiamo sperimentato molto. Le idee di quel vulcano di Nabiki sono sempre in movimento, e tra una rubrica e l’altra, tra un disegno per quel rompicoglioni del sottoscritto che tra le altre cose l’ha eletta “Illustratrice personale” dei suoi racconti e dei suoi libri, e un gruppo d’ascolto allargatissimo per seguire e commentare gli eventi tv in diretta via Facebook o via Whatsapp, siamo qui a festeggiare un giorno speciale.

Sì, perché per colpa…ma in realtà devo dire grazie a quel commento sul Festival di Sanremo, ho scoperto questa persona speciale, a cui voglio bene come ad una sorella (è la verità, ma comunque sempre meglio pararsi il culo, che il marito suo ha due mani come quelle di Gianni Morandi, e potrebbe farmi molto male…).

Oggi il Nabikiblob compie ufficialmente cinque anni. Oltre millecinquecento giorni di attività, di pensieri, di voglia di raccontare qualcosa, di mettersi comunque in gioco.

E allora, cara Nabiki, il tuo socio si fa portavoce di noi tutti lettori e ammiratori tuoi e del tuo sito, e ti lascia con questo video (sperando si apra…io e WordPress con gli allegati video facciamo a cazzotti lo ammetto) dove, con semplicità, auguriamo al Nabikiblob…

BUON COMPLEANNO!!!!!!!!

Sorridendo, sempre

D.

 

e allora ROCKING ROLLING per resistere…

Bentrovati amici di Cassetti della memoria!

siete tornati dalle vacanze?

avete finito di spolpare i cocomeri?

vi siete divertiti?

qui tutto ok, sono pronta e carica ad affrontare un nuovo anno lavorativo e a riprendere in mano il blog lì dove lo avevo lasciato.

Settimana scorsa avevo promesso sulla pagina fb di cassetti, un bel post “celebrativo” su colui che è stato uno dei simboli degli anni 80/90, poi la connessione mi ha abbandonato per dieci giorni, quindi dobbiamo assolutamente recuperare: stiamo parlando di uno che per essere bello era bello davvero, e per essere bravo è ancora un mito. Tanto che quando siamo in macchina con gli amici e parte la mia compilation preferita, si rischia l’incidente ogni volta che si sente l’ooh ooooh di  NO EAST NO WEST.

E se ancora non lo avete capito, finalmente parliamo di Scialpi, anzi, di SHALPY, come lui tiene ad essere chiamato dal 2012 ad oggi.

Aspettiamo tutti  con molta ansia di vederlo nella nuova edizione di Pechino express (che si terrà in Sudamerica ma vabbè) ed è ovvio che teniamo per lui e per il #teamcompagni.

Ma chi ridacchia e pensa solo al botox, quando si parla di ciò che è stato ed è Shalpy non capisce una beata cippa di musica, lasciatemelo dire!

partiamo da una delle canzoni più belle del nostro eroe, canzone anche coverizzata da Mina nel suo disco Sorelle Lumiere, che Giovanni Scialpi ha scritto quando aveva 14 anni ma che ha visto “la luce” nel 1984…

giù dai marciapiedi un cuore rotola…lo accarezza solo la musica.

ma quando si parla di Scialpi non possiamo proprio ignorare questo capolavoro assoluto:

Rocking rolling, sopravvivere, Rocking rolling, con la musica, Rocking rolling, al silenzio che c’è! uo uo.

Passiamo alla fase-Sanremo,che negli anni 80 era fisiologica…siamo nel 1986, evviva la new wave! (anche se in Italia arriva con qualche annetto di ritardo eh!)
puoi vestire come vuoi, puoi parlare come sai, non ti capiranno mai:

NO EAST, NO WEST, WE ARE THE BEST, OGNUNO AL MONDO UN POSTO AVRA’…NO EAST, NO WEST, E’ QUESTA LA MIA TERRA!!!

Scialpi a Sanremo fa il bis l’anno successivo con questo pezzo a mio avviso, sottovalutato e che avrebbe decisamente meritato qualcosa in più…
TROPPI NE VIVRAI DI QUESTI GIORNI!

BELLA ETA’…QUESTA ETA’…
BASTA UN DISCO, UNA BIBITA IN FRESCO E LA MOTO CHE VA’…
Non so voi, ma io adoravo sta canzone (ma di nò-ma di notte non dormo mai!)

Ok, dopo Sanremo abbiamo la vittoria del Festivalbar più bella di sempre…e qui vi voglio tutti con la mano sul cuore!

pregherei, pregherei, se mi sentisse lui…
chiederei, chiederei, che ne sarà di noi…
gli direi, gli direi,prendi ciò che vuoi…
dammi lei…
dammi lui…
è tutto quel che ho!
Oh, io c’ho vinto una “corrida” nei boyscout cantando sta canzone, sono particolarmente affezionata! ^_^

Una dolcissima ballata che sfocia nel gospel, grande Scialpi e immensa Scarlett alla quale mi sento semplicemente di mandare un grosso abbraccio virtuale e dirle che vorremmo tanto risentire la sua voce.

Dopo un periodo di assenza, Scialpi ancora Scialpi torna a Sanremo nel 92 con E’ UNA NANNA, ma viene eliminato nella prima serata.

Riappare poi per un breve periodo, qui in Umbria, per la prima edizione di MUSIC FARM che all’epoca si teneva a qualche chilometro da casa mia tra l’altro…ma la Bertè faceva talmente tanta scena che gli altri (grandi) partecipanti venivano ingiustamente oscurati. Si ritira dopo poche puntate, probabilmente infastidito dall’andazzo del reality.

Ci tengo a dire che io Shalpy l’ho visto dal vivo, se non sbaglio nell’ estate del 2007, e rimasi davvero estasiata dallo spettacolo, ottimo performer e grande ballerino.

Nel 2012 appunto, cambia il nome d’arte con una nota “internescional”, lancia il singolo ICON MAN   in Canada e Stati Uniti ottenendo un ottimo riscontro:

e chissà perché la cosa non mi stupisce! ^_^

A fine mese dovrebbe sposarsi negli Stati Uniti con il suo compagno Roberto Blasi e come abbiamo già detto, li vedremo insieme alla volta del Sudamerica nella charity race più famosa del mondo.

Vi saluto con una chicca assoluta, un pezzo di puntata dell’ispettore Derrick dove il nostro Scialpi/Shalpy interpreta la parte di un cantante italiano: EMILIO CAPRESE!

Restate con noi, che questa settimana apriamo un bel po’ di cassetti!

ROCKING ROLLING a tutti

la vostra

Nabiki :*

Cinetrash della memoria…7 film talmente brutti che son diventati CULT

Vogliamo dirlo?

D’estate in tivvù non fanno GNiente!

Tra un cornescion ailan e l’ennesima replica di Montalbano, la prima serata è la desolazione più totale…il pomeriggio poi è in mano a Rosamunde Piltcher e sto Segreto che da tre anni ancora non si è sgamato. InZomma, per avere qualche bella sorpresa tocca affidarsi alla terza serata, magari sulle reti locali che ancora sopravvivono, facendo zapping tra una televendita di frullatori frullatutto e una calda battona che finge di essere in diretta proprio con te, uomo medio!

E’ in quell’orario lì che si beccano i migliori classici del cinema trash, o meglio, è in quell’orario lì che l’altra sera ho beccato SOFT AIR- ARIA COMPRESSA, uno dei film più brutti (quindi meraviglioso) della storia.

Ed è così, che mi è venuto in mente di consultare i migliori esperti per stilare questa mezza classifica di film che chiamerei “sedevifareunaschifezzafallabene”, ossia, film talmente brutti, anche nei minimi dettagli, talmente brutti da divenir negli anni veri e propri CULT del genere.

Partiamo dal top ovviamente e parliamo un secondo di ALEX L’ARIETE (2000)  e TROPPO BELLI (2005), pellicole conosciutissime per gli amanti del genere…

seguono video-riassunti immancabili per rinfrescarvi giusto la memoria:


Passiamo al grande fenomeno del cine-musicherello/neomelodico e CIENT’ANNE(1999) non lo batte nessuno…c’è la storia d’ammore, il rapporto col genitore, l’azione esplosiva (vedi video sotto), canzoni strappalacrime, Gigi D’Alessio, Mario Merola e Giorgio Mastrota che fa il cattivo.

Ecco, Giorgio Mastrota nei titoli di testa dovrebbe avervi già convinto a guardare tutto il film, se non vi basta pensate all’emozione che potrebbe regalarvi questa scena che io guarderei a ripetizione:

Rimaniamo in ambito neomelodico e troviamo quest’altro capolavoro di quaranta minuti scarsi con protagonisti del calibro di Gigione e Jo Donatello padre e figlio nella musica, al cinema e nella vita. Stiamo parlando del celeberrimo GRAZIE PADRE PIO (2001)

Potremmo riassumere il tutto in: storia d’ammore e libbbertà, crisi mistiche, corse clandestine e pellegrinaggi.

Gigione che va in tour un mese e si raccomanda come la mamma di cappuccetto rosso: “non ti cacciare nei guai figliolo!” e quello shagurato di Jo Donatello che ben pensa di conquistare la figa di legno più legnosa della Campania correndo in macchina e mettendosi contro il boss cattivissimo di turno, Don Franco. Il ritorno di Gigione, la grazia e l’intercessione di Padre Pio per salvare il figlio da codesti loschi individui sarà provvidenziale…

Torniamo un momento a SOFT AIR-ARIA COMPRESSA (1998)  perché davvero questa è una roba degna di nota:

Per circa tre quarti di film non succede nulla…il protagonista telefona, si vede con la fidanzata, parla di gente con altra gente, fà cose e vede gente. Poi lo invitano ad un compleanno, fa cose e rivede gente, ma qui riceve l’annuncio che il festeggiato ha prenotato una partita di SOFFI TEIR a Bassano Romano e tutti ci devono andare.

Quindi la domenica successiva tutti a Bassano a fare sta partita di SOFFI TEIR che si rivelerà un vero e proprio gioco al massacro…di fatto la squadra avversaria usa delle armi vere e tenta di far fuori uno ad uno tutti i cretini che fanno cose e vedono gente.

Mettiamoci un doppiaggio che più amatoriale non si può, una sfilza di attori cani, dei dialoghi surreali ma reali (sta zitta che non sei altro) e lo schizzo diventa un capolavoro imperdibile del genere trash.

Concludiamo con un HORROR del 1988 che più HORROR e più 1988 non si può.

Qui passo direttamente la parola all’amico Faust perché davvero non trovo parole più esaustive per descrivere sta roba:

Il film è IL BOSCO 1 (che già suona come una minaccia n.d.r.) di un tal disgraziato di nome Andrea Marfori, distribuito a cazzo di cane anche all’estero (forse solo in Sri Lanka) con il suggestivo titolo di EVIL CLUTCH, trasmesso UNA sola volta su Rai 2 dopo le due, anni dopo ridistribuito solo per pochi sfortunati americani dalla casa indipendente Troma, responsabile di capolavori trashsplatterpunk come Class of Nuke’ em High, Toxic Avenger e altre incantevoli delizie cinematografiche a zero budget degli anni 90.

Unica “diva” presente ne il BOSCO è un’insostenibile Coralina Cataldi Tassoni, la negazione del recitare fatta carne, già usurata in qualche porcheria di Dario Argento e Lamberto Bava.

E anche qui abbiamo di tutto davvero…dialoghi scritti coi piedi e piani sequenza interminabili, minuti che sembrano ore, donnina che parla con accento italoammeregano e…

Lo scrittore/motociclista tracheoctomizzato vestito come il barone rosso in camice bianco?

La castrazione via artiglio vulvare?

La steadycam continua sul 90% delle riprese e l’attore che guarda dritto nella camera che gli gira intorno come un cane dal basso? E tutto il resto? Non basterebbe un intero blog per dare il giusto riconoscimento a sta mmmerda di film!

E visto che non basta un intero blog vi saluto con il finale più bello della storia del cinetrashume…(ALBAKIARA-2008)

E’ finito il tempo delle mele, puttana!

La vostra

Nabiki :*