perché Sanremo è Sanremo (classifichette)

imagesBene, manca meno di un mese. Mai come quest’anno fremo per il festival…si era capito? Dopo due annate di Fazio che hanno fatto rimpiangere perfino Morandi, il gruppo d’ascolto aspetta con ansia di vedere cosa ci propinerà il grande Carlo Conti che, anche se alla fine parliamo di un presentatore classico e politicamente corretto, potrebbe regalarci perle di trashume, polemiche sterili e tutto quello per cui (noi del Nabikiblob) amiamo il festival: lo svago assoluto di una settimana sacra e nazionalpopolare. Ora, è inutile avvisare i soliti detrattori che sbrodolano sui compensi in tempo di crisi, “ahmacheschifoiononguardosanremoanzinonhonemmenolatvfallopuretuvergognatistronzadiunabloggerchescrivesolodiporcatetelevisive” a questa gentaglia io reagisco da bimbaminkia, toglietemi tutto ma non la seconda settimana di Febbraio! E’ così da quando ero bambina e sarà sempre così, rassegnatevi, io adoro questa rassegna. E questa volta, tanto per farvi un bel dispetto, arrivano una valanga (3) di classifichette al riguardo… Questa la chiameremo GENTE CHE NON SI ARRENDE, ed è un post CDM in tutto e per tutto, pronti ad aprire il cassonetto della memoria? Bando ai broccolamenti, si parte!   10° POSTO ANNA OXA Poteva forse mancare la regina delle polemiche a sbuffo a Sanremo? Nel 2006 la nostra eroina si rifiutò di partecipare alla foto di tv sorrisi e canzoni, non rilasciò il testo al giornale, evitò come la peste interviste e siparietti in tv, adducendo il motivo che “si parla di lei solo quando partecipa alla gara”. La Oxa, ormai prigioniera del personaggio “devo fa’ l’arrternativa pefforza” non si arrende e presenta un brano ostico come un’ostrica, dal titolo emblematico: “Processo a me stessa” sentenziando che, comunque vada, sarà la sua ultima apparizione in tv, su quel palco e nell’universo.

Salvo poi smentirsi nel 2011 (festival in cui presenta “La mia anima d’uomo”) e nel 2013, quando protesta in conferenza stampa perché non l’hanno presa.

9° POSIZIONE TRIO MELODY Per la serie, non ci arrendiamo e portiamo un pezzo da novanta nel nostro duetto. Correva l’anno 1995.

8°POSTO FACCHINETTI FATHER&SON Qui invece siamo al “non mi rassegno, mio figlio deve andare a Sanremo”, poco importa se il padre ci perde faccia e credibilità…

7° POSTO AL BANO E ROMINA POWER Sia chiara una cosa, se putacaso questi due mi faranno l’immenso regalo di cantare insieme all’Ariston in qualità di SuperOspiti, io pretendo che mi facciano un pezzettino di questo CAPOLAVORO indiscusso del loro repertorio…

una canzone che non si arrende al tempo che passa, sempre attuale! (peccato non avere il video originale del Festival) degno di nota il rap di Romina (1.00)

6° POSIZIONE SABINA GUZZANTI E LA RISERVA INDIANA All’epoca non fu capita, questa interpretazione strilla “non mi arrendo, ci hanno mandato a Sanremo e dobbiamo spaccare!” e così fu’. Questa canzone potrebbe essere tranquillamente il seguito con sprazzi hardcore degli Al bano e Romina della posizione 5. Provate a cantarla se ci riuscite…

Risentendola adesso ha un suo perché. E ringraziare la zucca ed il fagiolo è sempre meglio che ringraziare Maradona e i Talking Heads. Fantastico l’urlo in faccia a Pippo Baudo sul finale.

5° POSIZIONE IVA ZANICCHI E’ un vero peccato non trovare la partecipazione a Sanremo di questo brano del 2009… Una che vuole farsi una botta e via a settant’anni ha il diritto di cantarlo pubblicamente al Festival! Grande Iva! (cento!cento!cento!) non arrenderti mai.

4° POSTO LITTLE TONY E BOBBY SOLO Qui c’è poco da dire. Questa esibizione urla “non ci arrendiamo” in tutti i luoghi in tutti i laghi. Io ogni volta che guardo questo video (in loop da ieri pomeriggio) non posso non notare la somiglianza di Bobby Solo con “Gasperino er carbonaro”…

Nel momento in cui i due ballano (2.18) mi commuovo anche un po’.

3° POSIZIONE CAMALEONTI-DIK DIK-MAURIZIO VANDELLI Direi che il testo parla da solo. A parte che io la trovo anche bella (e non ditemi che è il plagio di settanta canzoni anni 70, lo so!), però ragazzi…questi cantavano “Ah…come passa il tempo!” nel 93.

Ieri era tanto tempo fa…tanto tempo faaaa! :°(

2° POSTO PUPO-FILIBERTO E QUELL’ALTRO Ricordo come se fosse ieri l’imbarazzo della Clerici.
L’orchestra che straccia gli spartiti, il pubblico in sala che grida “buffoni”, io e La Giulia sul divano impietrite da cotanto trash. Pupo e Filiberto non si sono mai arresi, quando la prima sera li eliminarono, si giocarono la carta “Marcello Lippi” nella serata dei duetti, riducendo il testo a una partita di pallone in cui la nazionale segna il goal decisivo che ci fa vincere i mondiali…

sull’onda dell’indignazione l’improbabile terzetto arriva secondo, relegando a Valerio Scanu l’arduo compito di “salvare la credibilità del Festival”. Volenti o nolenti, sono indimenticabili.

1° POSIZIONE SQUADRA ITALIA E che ve lo dico a fare…qui si fa’ la storia. Oltre tutto, qui vediamo anche un soundcheck in diretta perché quella sera avevano chiuso il microfono di Jimmy Fontana…

Sentiraaaaai una radio che suona lontana… Canteraaaai una vecchia canzone italiana… rivedraaaaai un balcone affacciato sul mare…. una canzone non chiede di più…ti porta dove vuoi tuuuuuuuu  

E con la mitica Nilla Pizzi al centro, vi saluto con un grazie dei fiori a tutti
La vostra
Nabiki :*

p.s. la prossima classifichetta sarà sulle “nuove proposte” mai affermate…restate con noi. ^_^

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E’ un sabato qualunque, un sabato italiano

Il peggio sembra essere passato…
la notte è un dirigibile
che ci porta via, lontano…


Era il 1983. Gli anni di piombo stavano lasciando il posto al nuovo finto boom economico, al Drive In la domenica sera, all’edonismo esasperato ed alle spalline sulle giacche dai colori orrendi, così come le pettinature cotonate e glamour. Alla radio quell’anno compare quasi all’improvviso questa canzone dall’andamento jazz-swing solo apparentemente “semplice”. In realtà il buon Sergio Caputo è un musicista ricercato,anche nel senso ahimè internettiano del termine. Da troppo tempo purtroppo è quasi scomparso dalla scena musicale italiana, e per scoprire le sue novità o riscoprire i pezzi che lo hanno reso celebre (mi vengono in mente anche pezzi come Italiani Mambo e Il Garibaldi innamorato), bisogna appunto andare a ricercare su Google . E’ un peccato a mio avviso, ma cercare di capire l’industria discografica italiana è più difficile che tradurre un testo in greco antico senza aver mai fatto il liceo classico. Oggi si prediligono i cantanti usa e getta, i vari talent show sfornano nuovi idoli ogni anno, e vincitori e vinti spesso hanno la data di scadenza stampata sulla schiena, e non lo sanno nemmeno.
Una volta se eri bravo prima o poi ti veniva riconosciuto senza una giuria di esperti o pseudo tali e soprattutto senza la fesseria del televoto che ormai serve quasi anche per scegliere che piatto mangiare sulle nostre tavole nelle Feste che verranno (già mi immagino la Clerici o peggio ancora Benedetta Parodi guardare fisso la telecamera urlando: “Allora chiamate o mandate un sms al 45123 digitando 1 se preferite il Panettone, 2 per il Pandoro, e 3 per il Capitone…via alle telefonate!”).

E non c’è solo Sergio Caputo nel calderone degli artisti che, sebbene bravi davvero, non abbiano che una piccola nicchia di appassionati pronti a seguirli, ma non il piacere di vedere riconosciuto dalle radio il loro impegno. Passi per i grossi network, ma quando ti rendi conto che persino RadioItaliaSoloMusicaItaliana passa quasi sempre e solo le stesse canzoni “da classifica”, e se non fai parte dei gusti musicali della massa, come direbbe Briatore, “sei fuori”, non è propriamente una cosa bella e facile da digerire.

Ad esempio, rimanendo nell’ambito pop-jazz, chi non ricorda questa canzone di una decina d’anni fa? Secondo posto meritatissimo a Sanremo, un talento cristallino per una poesia vera e propria.
Tutto quello che un uomo, Sergio Cammariere.

Cugino di Rino Gaetano, e dotato di un’estensione vocale pari forse soltanto a quella di Scialpi (no, non è propriamente un complimento), il buon Cammariere si ritrovò in cinque giorni uno chansonnier riconosciuto ovunque. Ora però ditemi voi il titolo di un’altra sua canzone. Ok, se siete suoi fan oppure amate la musica jazz sicuramente lo saprete, ma è proprio necessario riempirci le orecchie di pseudo rapper tutti uguali? (e ho detto orecchie eh…alle volte, sentendo gente come Moreno o come il Francesco Paolantoni travestito da Rocco Hunt, è altro ad essere bello pieno…)

Ok, ok…prima di diventare snob, e lungi da me il volerlo essere, mettiamo in cascina una tripletta di cosette totalmente differenti, leggere davvero ma che in qualche modo possono far parte della categoria “Ridateci Music Farm” per il quale io e la mia socia Nabiki firmeremmo volentieri una petizione, se ci fosse.
Al terzo posto, dato che si è parlato di rapper, mettiamo una canzone che a metà degli anni 90 fece il botto. Un produttore  decisamente sovrappeso e un inventore di rime nonché portatore sano di perenni “occhi a bancomat”, dovuti temo all’assunzione in dosi massicce di sigarette simpaticamente farcite, misero in piedi un duo, capace di malmenare gli inviati di Striscia la Notizia a Sanremo, e di sfornare questa hit. Ladies and Gentlemen, Sottotono con “Solo lei ha quel che voglio”!

Al secondo posto, una che a Music Farm c’è andata davvero anche se diciamo il tentativo di restyling non è che sia andato proprio a buon fine. Incredibilmente sul Tubo si trova addirittura il video ufficiale di questa canzone che cavalcò il successo dell’anno precedente, in coppia con Aleandro Baldi, la famosissima “Non amarmi”. Ricordo partecipò alla riedizione del Cantagiro con questa canzone, e ai tempi si sentiva parecchio. Fa parte di quei ritornelli dimenticabilissimi che però chissà per quale motivo, ti rimangono in testa e tornano improvvisi dopo anni ed anni.
Ecco quindi Francesca Alotta in giallo con la sua “Fragilità” e le sue “Rose gialle rose bluuuuu”

E vince la classifica del “Si stava meglio quando si stava peggio” lui, l’unica, vera, inimitabile Talpa televisiva! Lo si aspettava nel Sanremo di Carletto Conti insieme a Raf, Nek e Marco Masini. Pazienza, prima o poi torneremo tutti insieme a cantare a squarciagola abbassando il finestrino dell’auto al semaforo “Seeeeeeeempreeeee, ti amerò per seeeeeeempreeee”
Paolo Vallesi!!!!!!

Bene, scusate l’assenza di questi mesi, la voglia di scrivere c’è sempre, il tempo è quello che è, ma dopo le Feste prometto di tornare, magari con una bella carrellata di “nuovi” spot pubblicitari d’annata, chissà…

Buon Natale, sorridendo
D.

500 punti trash!

Sarebbe da stabilire un punteggio per ogni “vippe” che incontro (o che incontriamo). Se poi ci mettiamo pure il fatto che ci sono partita da casa la cosa acquista in se’ per se’ maggior valore. In realtà ero pronta ad assistere al concerto di Gatto Panceri…erano più o meno tre giorni che ci avevo fatto la bocca canticchiando “miamiamiamiamò” mentre lavavo scale e cessi…ma la sorte è stata crudelissima con me e La Giulia che avevo assoldato come spalla. Ci siamo ritrovate in un paesetto del viterbese a sentire una bruttissima coverband di Vasco&Liga in attesa della “guest star” mandata di rimpiazzo assieme al certificato medico del mitico Gatto… (poca ironia! Gatto varrebbe millemila punti trash, senza contare che per CDM sarebbe stato un colpaccio!)   Ma non perdiamo il filo del discorso, perché la guest star in questione era nientepopòdimenochè DENNIS FANTINA, il primo vincitore di Amici che all’epoca ancora non si chiamava Amici. Stiamo parlando del lontanissimo 2001 e il nostro eroe da allora ha pubblicato un disco (con una canzone scritta da Mango), è diventato presentatore su VideoItalia per poi finire nell’oblio più assoluto assieme a Bruno Cuomo e spesso menzionato nei post dedicati al “che fine hanno fatto i vincitori dei talent”… Ecco che fine ha fatto! (sgup!) Dennis da vero ospite d’onore appare alle undici, lo riconosco in lontananza dal sottofondo musicale di All night long di Lionel Ritchie (suo cavallo di battaglia a Saranno Famosi)… Con non poca vergogna mi sono avvicinata al palco ed ho scattato qualche foto, forte del fatto che in quel paese comunque non mi conosce nessuno…ma non basto io! Il povero Dennis chiede quasi in ginocchio al pubblico (che in realtà aspetta i fuochi d’artificio) di avvicinarsi, se la prende anche coi vecchietti seggiolomuniti che fanno “da tappo” ai suoi numerosissimi fans che non intendono avvicinarsi… Finito il cavallo di battaglia annuncia che il prossimo pezzo sarà Perdere l’amore.   Qualcuno protesta dalla fila di sedie casalinghe: “Volemo le foche!” (vogliamo vedere i fuochi d’artificio) lui prende d’aceto: “Signora io sono qui per cantare la canzone d’amore, non posso farci niente se lei c’ha i problemi!”   Per stemperare l’aria di tensione allora il nostro Dennis improvvisa un momento Karaoke facendo cantare i tanti alcolizzati della piazza…il risultato è a dir poco godibile e con punte di malinconia…ero tentata di salire sul palco a fare un selfie sul “fino a che ti accorgi che non sei servito a nienteeeeee” ma La Giulia mi ha prontamente fermato cercando di farmi mantenere un decoro, perciò questa è la cosa più simile ad un selfie con Dennis Fantina che ho a disposizione:
10649868_10203803671706644_6104256260650149835_n pseudoselfie con dietro il concerto di Dennis Fantina

Inutile stare qui a broccolare riguardo il “declino fisico”, Dennis ha solo due anni più di me… La vera tristezza però è stata questa: parte il primo botto d’avvertimento “de le foche” e la piazza si svuota, tutti corrono a guardare lo spettacolo pirotecnico a valle. Lui rimane li, solo, a cantare “lalalalalalà fammi godere” assieme alla coverband di Vasco. E ansimando urla che non ha mai sostenuto un concerto così rock…vorrei restare li a fargli compagnia ma già qualcuno mi ha visto condividere le foto su uazzapp (indovinate con quale altro blogger posso aver montato sto giochetto dei punti trash)  e deve avermi scambiata per un’aspirante grupie di Dennis perché ha scosso la testa in segno di disapprovazione. Sia chiaro che per Gatto sarei rimasta…anzi, gli avrei anche chiesto l’autografo sulla cassetta dove avevo registrato (dalla radio) ABITA IN TE ad libitum. Ma per Dennis no, non ce la posso fare…mi accontento di 500 punti. ED ORA GODETEVI STA FOTOGALLERY:
Dennis incoraggia il pubblico ad avvicinarsi Dennis incoraggia il pubblico ad avvicinarsi
Dennis in un momento intenso Dennis in un momento intenso
un duetto pieno di phatos un duetto pieno di phatos
Dennis rimane solo mentre tutti corrono a “vedè le foche”

 Se poi volete aiutarmi a capire come stilare un punteggio in scala trash ve ne sarò grata in eterno!

Un bacio
 La vostra
 Nabiki :*

Saponette e novelle

Per molto tempo abbiamo pianificato il nostro ritorno ma non sapevamo di cosa parlare.
L’altra sera l’illuminazione è giunta all’improvviso: quali sono i post di maggior successo? quelli che parlano per lo più di cose veramente remote ma allo stesso tempo attualissime.
Visto il seguito infinito di determinate soap  e telenovelas al giorno d’oggi (il Segreto, Lègami e altra roba importata dalla penisola iberica) non possiamo certo dimenticare che anche noi un tempo e tuttora, siamo stati e siamo ancora immersi nella produzione di questo genere “a lunga serialità” e bene o male a tutti è capitato di vedere o di sentir parlare di trame, di intrecci, di pacchetti azionari e di intrighi a stampo ammerigano (o peggio sudamericano). In grandi città  o piccole realtà le soap ambientate hanno una sola ed unica funzionalità: pochi personaggi, tutti collegati che interagiscono tra loro e raramente inseriscono qualche faccia nuova all’interno delle loro “famiglie”.

RICORDANDO IL PASSATO…
EDERA

Edera è stata la prima TELENOVELA italiana. E badate che c’è un’unica consistente differenza tra telenovela e soap: la telenovela ha una conclusione, la soap è infinita ma a volte la chiudono.
La mitica Agnese Nano e Nicola Farron (bello come il sole…na faccia da tossico) erano i protagonisti della serie di disgrazie in prima serata su canale5 con tanto di sigla trasherrima di Amedeo Minghi.
Edera cresce in orfanotrofio e ne esce a 20 anni, trova subito lavoro in una boutique e conosce il ricchissimo Andrea, i due si innamorano ma la madre, la perfida Leona (interpretata da una crudelissima Maria Rosaria Omaggio) fa di tutto per ostacolare questo ammmore a causa della differenza di classe sociale…e qui infatti notiamo come lo stampo sia molto sudamericano. Era l’inizio degli anni novanta, Grecia Colmenares spopolava di brutto e Patrizia Rossetti gongolava nel suo salottino.
Nonostante quindi la provenienza europea, come tutte le telenovelas degne di questo appellativo, ad un certo punto il protagonista ha un incidente e perde la memoria, dimenticandosi di avere una fidanzata povera e gravida, una madre stronzissima e una nuova fiamma che tutto sa ma niente dice.
Fu’ candidata al telegatto nel 1992 ma Grecia glielo strappò di mano con Manuela (che per inciso era un’altra produzione italo-argentina che ci ha regalato il piacere di vedere Giorgio Mastrota senza pentole e materassi)

QUEL RAMO SUL LAGO DI COMO
VIVERE

Nel lontano 1999 c’era un buco tra Biutifùl e il telegiornale, Maria De Filippi ancora non si allargava troppo e a mediaset non sapevano più come vendere le pentole della mondial casa.
Iniziava il declino della pora Patrizia Rossetti e canale 5 ebbe l’idea geniale di ambientare una soap sul lago di Como. Più che altro perché Mina aveva un fondo di magazzino da destinare come sigla.
Vivere è ufficialmente la seconda saponetta prodotta in italia, la prima in assoluto targata biscione.
Racconta la storia di due famiglie ricche, una di imprenditori tessili e una di medici e di una famiglia povera: quella dei locandieri. Per almeno tre anni non si fecero mancare niente… stupri, alcolismi, droghe, rapimenti, omicidi e strombazzate in famiglia. Addirittura una che si mette con il vecchio e gli fa venire un infarto…questo per far capire che volevano inventarsi una Brooke Logan in salsa comasca.
Quello che però era il vero punto di forza di questa soap (conclusasi nel 2007 per far spazio a Centolatrine) era il traino pubblicitario che passava prima e che durava una decina di minuti: EMPORIO PER VIVERE!
Qui avevamo gli attori scartati ai provini che si destreggiavano in mini trame finalizzate a venderti il mocio vileda mentre parlavano allegramente dei cavoli loro sul posto di lavoro…un minimarket che vendeva di tutto. Non so voi, ma forse io ero l’unica a seguire con più passione questo inserto pubblicitario di quanta ne avrei dovuta regalare alla saponetta stessa.

GLI OCCHI DEL CUORE…
INCANTESIMO

Ammetto di non aver mai visto Incantesimo, quindi mi affido a wikipedia e se mi sbaglio mi corrigerete. Sono fermamente convinta che la serie tv “Boris” abbia preso spunto da questo sceneggiato per coniare il celeberrimo Occhi del cuore.
Incantesimo nasce come “fiction melodrammatica” e negli ultimi anni diventa ufficialmente una soap.
Si raccontano le vicende di alcuni medici all’interno di una clinica privata di Roma. Qui ci sono lotte di potere tra primari in possesso di pacchetti azionari e slinguazzate negli sgabuzzini a livello Grey’s Anatomy. Rivediamo all’inizio anche Agnese Nano per le prime due stagioni. Dalla settima stagione alla decima c’è il cambiamento e la svolta saponettistica, Incantesimo viene spostata al pomeriggio e fa concorrenza diretta a mediaset che in quegli anni aveva l’esclusiva sulla fascia oraria. Da segnalare Walter Nudo come protagonista e svariate “guest star” come pazienti della clinica…tra queste ormai figura l’irriducibile Massimo Di Cataldo e la miracolata Francesca Rettondini.
 Qualcuno poteva anche avvisarmi!

UNA NOVELA MASCHERATA DA FICTION
ELISA DI RIVOMBROSA

Qui parliamoci chiaro…siamo davanti al più grande successo della fiction mediaset nei primi anni 2000. Vittoria Puccini (detta la stoccafissa) e Alessandro Preziosi (detto lo stoccafisso) erano la coppia del secolo nella storia e nella vita. Poi mi pare di aver capito che lui l’ha mollata in malo modo prendendola pure a sberle! eh no! questo non si fa!
La trama è la solita solfa in costume: la porettaccia popolana che ama l’arrogante nobile e nessuno vuole che i due coronino il loro sogno d’amore.
Un pubblico da troppo tempo digiuno da lunghe serialità di stampo sudamericano lo elegge prodotto dell’anno nel 2004.
L’anno appresso Preziosi fa il prezioso ed Elisa rimane da sola. Quelle noccioline degli sceneggiatori che fanno? decidono di far morire il Conte Ristori e rimpiazzarlo subito subito con un altro (oserei dire più figo) ma il popolo televisivo si ribella e grazie al cielo si conclude per sempre il capitolo telenovela mascherata da ficciòn.

E’ COSI’ POCO IL TEMPO PER AMARE…più o meno 18 anni
UN POSTO AL SOLE

Nasce nel lontano 1996 grazie a Giovanni Minoli che vuole dare da lavorare agli addetti Rai di Napoli copiando un format australiano (io ora mi chiedo: con tutti gli esempi di telenovele e soap opera provenienti da Stati Uniti e Sudameriche varie…naaaaa troppo semplice!) dal titolo “Neighbours”, dal quale se non ricordo male proviene anche una certa Nathalie Imbruglia (quella di “Torn”, se vi state chiedendo chi cacchio vi ricordi sto nome).
Perciò, idea australiana e tematiche italianissime. Vicini di casa e classici contrasti tra ricchi e poveri, tra buoni e cattivi, tutto in versione “pastiera e babà”.
Nel cast troviamo attori provenienti dal teatro di De Filippo, onesti caratteristi e…Alberto Rossi. Il Mitzi della prima ora dei “Ragazzi del muretto”. Qui lui è un giornalista, Michele Saviani, il quale ha un magico potere. Mandare in merda praticamente tutto quello che tocca.
La storia inizia da Palazzo Palladini. Chiamato così poiché di proprietà del conte Tancredi Palladini, imprenditore navale, il quale ha tre figli. Alessandro il buono, Alberto il figlio di puttana e Eleonora l’inglese (nel senso che per i primi anni sta in Inghilterra).
Il palazzo però è abitato da vari inquilini di tante estrazioni sociali. Dal portiere simpatico con la moglie sorridente (che muore in un agguato camorristico per errore) e sorella di un’altra inquilina del palazzo con relativa famiglia, al medico alcolizzato, fino ad arrivare ad una combriccola di ragazzi che come in una comune, vivono nell’appartamento più ambito, detto “la terrazza”.
Nel tempo i personaggi sono cambiati, dai Palladini siamo passati ai Ferri, ma dopo oltre 4000 puntate ancora non si intravede nemmeno la parola fine, e chissà se mai ci sarà!
Da Un Posto al Sole (detto anche UPAS) sono usciti personaggi negli anni come Serena Autieri, ovvero Sara, che fece innamorare Michele “Mitzi” Saviani salvo poi abbandonarlo per seguire la carriera di cantante.
Alberto Palladini, il suddetto “figlio di”, altri non era che Maurizio Aiello. Un belloccio che sapeva recitare bene soprattutto quando non gli ricordavano di digrignare le mascelle nei primi piani.
Dai Ragazzi del muretto veniva anche Samuela Sardo, nel ruolo di Anna Boschi, innamorata del fratello Palladini buono, salvo poi sposarsi con l’altro (vi ricorda niente l’antagonismo Ridge vs. Thorne Forrester? Beh, siamo lì). Tale Anna Boschi ha un fratello, Franco. Negli anni Franco cambierà vita, passando da sbandato e sempre pronto a menare le mani a padre di famiglia, coronando dopo milioni di peripezie il suo sogno d’amore con Angela Poggi, interpretata da Claudia Ruffo (Orgoglio 3…il più insulso e inutile sceneggiato Rai, aveva lei come protagonista).
Menzione d’onore per la coppia extralarge Guido e Assunta.
Si conoscono nella Terrazza, si amano, e si sposano. Lui dimagrisce un botto (senza passare da Extreme Makeover Diet Edition!), lei invece, figlia di un macellaio, dopo essere riuscita per miracolo a diventare mamma, si scazza e molla baracche e burattini per scappare con un altro (nientepopodimenoche…Walter Nudo).
A poco a poco lui ritorna ad essere, e lo è attualmente, più grasso di prima. E più nella soap fa il buono e il bamboccione, più nella realtà l’attore che lo interpreta risulta essere antipatico come pochi. Ho visto su Internet stralci di puntate su tv regionali campane di programmi dedicati al Napoli…eh beh…diciamo che la cafonaggine ha spesso il sopravvento, via…
La palma di cattiva della serie però la vince Nina Soldano (ex ragazza sud di Indietro Tutta di Arboriana memoria), con la sua Marina.
Ce ne sarebbero tante, forse troppe da dire su UPAS…per ora meglio fermarsi qui, ricordando solo che Serena Rossi, ovvero la Tatangelo di Tale e Quale Show, recita in questa serie da anni nel ruolo della cantante Carmen Catalano.

Bene, il nostro viaggio nel mondo delle soap all’italiana finisce qui, non menzioniamo Centolatrine perché proprio non si sostiene, abbiamo citato pure Orgoglio e mancherebbe solo Vento di Ponente che ho intravisto una volta sola alle 3 di notte ed era TRASH tutto maiuscolo.
Se abbiamo dimenticato qualcosa mi raccomando, fatecelo presente!

Un bacio a tutti e sorridete sempre
Nabiki & Halfangel

Facce (ride’) da Mundial!

Luglio, col bene che ti voglio, quest’anno sei andato tu in ferie lasciandoci settembre a farci da balia col suo carico di piogge e temperature quasi incredibili…
Ecco, da parte di uno che odia con tutto se stesso il caldo…GRAZIE!!!!!!
Però, mio caro luglio, insieme al caldo ti sei portato via i Mondiali di calcio. Già arrivano una volta ogni 4 anni (vi ho sentito, lo avete detto…”E menomale!”) , se poi tu in un mese appena condensi chicche imperdibili come Algeria-Corea del Sud oppure Iran-Nigeria e pretendi che noi si resti impassibili…eh no!!!
Ma oltre alla immensa ed incommensurabile figur’emmmerd’ che abbiamo fatto con la nostra Italietta fatta di figurine e mezzi uomini (citazione di Daniele De Rossi eh…per dare del coglione a Balotelli tre quarti di nazione ci aveva messo molto meno), i Mondiali ci hanno regalato e ci regalano appunto una volta ogni quattro anni, vere e proprie perle di ignoranza e, ammettiamolo, anche facce di rara bruttezza e personaggi tout-court (non so che cazzo ho detto, ma suonava figo, e lo lascio…).

Ad esempio.

Guardando le partite dell’Olanda giuro di aver avuto paura come capitato soltanto alla presenza del pagliaccio di IT, una volta che mi si è palesato davanti quest’immagine:

Il suo nome è MARTINS INDI. Ruolo, difensore centrale.
Vince il premio “Miglior orgasmo in campo in diretta mondiale“. Si può infatti notare come alla vista di Diego Costa, il malcapitato attaccante spagnolo che ha la sfortuna di trovarsi davanti a quest’energumeno di colore, chieda immediatamente il cambio all’allenatore, per una sopraggiunta crisi emorroidaria da sfondamento.
Lo stesso olandese, sfinito poco dopo da cotanta passione, lo troveremo così, sdraiato…

Sempre rimanendo in tema di cosiddetti “falli da tergo”, epico è l’intervento di Zuniga su Neymar in Brasile-Colombia. Una vera e propria colonscopia senza anestesia che ha portato il povero brasiliano ad agitarsi come un capretto e addirittura frantumarsi una vertebra. E sì che i dottori ti avvertono, bisogna rimanere fermi quando la sonda è dentro onde evitare complicazioni.

C’è da dire a parziale discolpa del brasiliano, che essendo un ragazzino ancora crede ai giganti…e vaglielo a spiegare che quello che Zuniga gli ha appioppato in zona coccigeo-sacrale non fosse propriamente un ginocchio……..
Premio “Buttati che è morbido” assolutamente meritato!

Ma passiamo a categorie più generiche, che tengano conto non solo di questa edizione dei Mondiali, ma della Storia intera delle venti edizioni finora giocate.
Per la categoria “Miglior pettinatura” le nomination sono le seguenti:

GERVINHO (Costa D’Avorio 2014)

modello Tende da sole Tempotest

CARLOS VALDERRAMA (Colombia anni 80-90)

modello Sfido chiunque a cercarmi i pidocchi o la cocaina addosso

RONALDO (Brasile 2002)

modello Patata anni 80 in testa

Vince….
il Pelè Bianco, CARLOS VALDERRAMA, per distacco!!! Indimenticabile fenomeno parastatale!!!

Prossima categoria, che mi riguarda da vicino in quanto è il mio ruolo, quello di “Miglior pazzo guantato“, ovvero quali portieri sono rimasti nella memoria dei Mondiali più per le loro, diciamolo, puttanate, che per il loro reale valore. In questo Mondiale si sono visti fior fiori di portieri, anche in nazioni dove solitamente si metteva in porta l’ultimo che arrivava al campo, pregando la Madonna che avesse almeno le mani montate in modo corretto. Io però sono nostalgico di gente come quella in nomination, che dava sicuramente un po’ di colore in più alla manifestazione…
Nomination quindi!

RENE’ HIGUITA (Colombia 1990)

detto Scorpion, per la sua capacità di essere personaggio al punto da potersi tagliare le mani ed essere efficace ugualmente!

JORGE CAMPOS (Messico 1994)

proverbiali erano l’eleganza innata nelle mise da gioco. Enzo Miccio ha il suo santino sul comodino e spesso si eccita alla vista delle sue maglie, anche se non lo ammetterà nemmeno sotto tortura.

JEAN-MARIE PFAFF (Belgio 1982)

Questo era forte sul serio. Poi però si presentava in campo con guanti giganti, grandi persino per Gianni Morandi, e tutti scoppiavano a ridere, non capendo che lui riusciva a parare tutto anche con quelli addosso.

And the winner is…….
il grande, indimenticabile ed irraggiungibile HIGUITA! Doppietta della Colombia quindi…ma come dimenticare questa mossa? L’ho provata decine di volte (riuscendoci, è vero) ma solo in allenamento, se la facessi in partita mi aprirebbero in due appena entrato nello spogliatoio. Non è per niente facile, giuro!

E ancora, un premio alla bellezza, per la gioia di Annika e della mia socia Nabiki ad esempio, ai pettorali di Xabi Alonso o al sedere di Hulk in 3D vogliamo darlo?
No….
il premio è alla “Miglior bellezza interpretata…ovvero a volte anche la mamma schifa ‘o scarrafone“. Un titolo un po’ lungo è vero, ma lo spazio sulla targhetta c’era, e quindi…ecco le nomination!

FRANCK RIBERY (Francia 2006-2010)

Pare un incidente da piccolo lo abbia sfregiato…secondo me non è che prima fosse questa gran bellezza comunque…de gustibus…


CARLITOS TEVEZ (Argentina 2010)

nella Juve lo abbiamo visto da vicino quest’anno. Io se lo incontro di notte in centro a Torino gli consegno il portafoglio senza fiatare e scappo appena osa guardarmi e sorridere…

DANIEL FONSECA (Uruguay 1994)

Lui è l’indimenticabile Fonseca ex Cagliari, Napoli e Juventus. Reso famoso dall’imitazione di Teocoli, quando sorrideva i castori scendevano in sciopero chiedendo il porto d’armi per dei denti del genere.

FERNANDO DE NAPOLI (Italia 1990)

Ragazzi miei, oggi si dice che Chiellini o Gattuso siano inguardabili, ma ai tempi questo faceva davvero impressione, insieme a Luca Fusi del Toro…
A centrocampo in quel mondiale lui mandava avanti i bellocci Giannini e Nicola Berti, poi arrivava lui…e zac! Via il pallone all’improvviso, avversari spaventati e tanti saluti da Napoli!

E qui è dura lo ammetto…ma per amore di patria diamo il premio a FERNANDO DE NAPOLI!
Notti maaaaagicheeeeeeee inseguendo un gooooooool sotto il cielo di un’estate italianaaaaaaaaaa…..
Maledetto Goicoechea portiere pararigori di quell’Argentina, e maledetto Aldo Serena, la punta italiana con i basettoni più lunghi ed inutili di sempre…

Bene, spero di lasciarvi con un sorriso, e quasi quasi, l’inno Mondiale universalmente riconosciuto come il più bello di sempre lo inserisco come sigla finale. Altro che Shakira, Ricky Martin o J Lo….noi avevamo Gianna Nannini & Edoardo Bennato!!!
Mica pizza e fichi!!!

Sorridete sempre

D.