e allora ROCKING ROLLING per resistere…

Bentrovati amici di Cassetti della memoria!

siete tornati dalle vacanze?

avete finito di spolpare i cocomeri?

vi siete divertiti?

qui tutto ok, sono pronta e carica ad affrontare un nuovo anno lavorativo e a riprendere in mano il blog lì dove lo avevo lasciato.

Settimana scorsa avevo promesso sulla pagina fb di cassetti, un bel post “celebrativo” su colui che è stato uno dei simboli degli anni 80/90, poi la connessione mi ha abbandonato per dieci giorni, quindi dobbiamo assolutamente recuperare: stiamo parlando di uno che per essere bello era bello davvero, e per essere bravo è ancora un mito. Tanto che quando siamo in macchina con gli amici e parte la mia compilation preferita, si rischia l’incidente ogni volta che si sente l’ooh ooooh di  NO EAST NO WEST.

E se ancora non lo avete capito, finalmente parliamo di Scialpi, anzi, di SHALPY, come lui tiene ad essere chiamato dal 2012 ad oggi.

Aspettiamo tutti  con molta ansia di vederlo nella nuova edizione di Pechino express (che si terrà in Sudamerica ma vabbè) ed è ovvio che teniamo per lui e per il #teamcompagni.

Ma chi ridacchia e pensa solo al botox, quando si parla di ciò che è stato ed è Shalpy non capisce una beata cippa di musica, lasciatemelo dire!

partiamo da una delle canzoni più belle del nostro eroe, canzone anche coverizzata da Mina nel suo disco Sorelle Lumiere, che Giovanni Scialpi ha scritto quando aveva 14 anni ma che ha visto “la luce” nel 1984…

giù dai marciapiedi un cuore rotola…lo accarezza solo la musica.

ma quando si parla di Scialpi non possiamo proprio ignorare questo capolavoro assoluto:

Rocking rolling, sopravvivere, Rocking rolling, con la musica, Rocking rolling, al silenzio che c’è! uo uo.

Passiamo alla fase-Sanremo,che negli anni 80 era fisiologica…siamo nel 1986, evviva la new wave! (anche se in Italia arriva con qualche annetto di ritardo eh!)
puoi vestire come vuoi, puoi parlare come sai, non ti capiranno mai:

NO EAST, NO WEST, WE ARE THE BEST, OGNUNO AL MONDO UN POSTO AVRA’…NO EAST, NO WEST, E’ QUESTA LA MIA TERRA!!!

Scialpi a Sanremo fa il bis l’anno successivo con questo pezzo a mio avviso, sottovalutato e che avrebbe decisamente meritato qualcosa in più…
TROPPI NE VIVRAI DI QUESTI GIORNI!

BELLA ETA’…QUESTA ETA’…
BASTA UN DISCO, UNA BIBITA IN FRESCO E LA MOTO CHE VA’…
Non so voi, ma io adoravo sta canzone (ma di nò-ma di notte non dormo mai!)

Ok, dopo Sanremo abbiamo la vittoria del Festivalbar più bella di sempre…e qui vi voglio tutti con la mano sul cuore!

pregherei, pregherei, se mi sentisse lui…
chiederei, chiederei, che ne sarà di noi…
gli direi, gli direi,prendi ciò che vuoi…
dammi lei…
dammi lui…
è tutto quel che ho!
Oh, io c’ho vinto una “corrida” nei boyscout cantando sta canzone, sono particolarmente affezionata! ^_^

Una dolcissima ballata che sfocia nel gospel, grande Scialpi e immensa Scarlett alla quale mi sento semplicemente di mandare un grosso abbraccio virtuale e dirle che vorremmo tanto risentire la sua voce.

Dopo un periodo di assenza, Scialpi ancora Scialpi torna a Sanremo nel 92 con E’ UNA NANNA, ma viene eliminato nella prima serata.

Riappare poi per un breve periodo, qui in Umbria, per la prima edizione di MUSIC FARM che all’epoca si teneva a qualche chilometro da casa mia tra l’altro…ma la Bertè faceva talmente tanta scena che gli altri (grandi) partecipanti venivano ingiustamente oscurati. Si ritira dopo poche puntate, probabilmente infastidito dall’andazzo del reality.

Ci tengo a dire che io Shalpy l’ho visto dal vivo, se non sbaglio nell’ estate del 2007, e rimasi davvero estasiata dallo spettacolo, ottimo performer e grande ballerino.

Nel 2012 appunto, cambia il nome d’arte con una nota “internescional”, lancia il singolo ICON MAN   in Canada e Stati Uniti ottenendo un ottimo riscontro:

e chissà perché la cosa non mi stupisce! ^_^

A fine mese dovrebbe sposarsi negli Stati Uniti con il suo compagno Roberto Blasi e come abbiamo già detto, li vedremo insieme alla volta del Sudamerica nella charity race più famosa del mondo.

Vi saluto con una chicca assoluta, un pezzo di puntata dell’ispettore Derrick dove il nostro Scialpi/Shalpy interpreta la parte di un cantante italiano: EMILIO CAPRESE!

Restate con noi, che questa settimana apriamo un bel po’ di cassetti!

ROCKING ROLLING a tutti

la vostra

Nabiki :*

A qualcuno piace lo spo(r)t

Signore e signori, benvenuti, bentornati, bentrovati, insomma…eccoci qua!

Torno anche io ad aprire qualche cassetto della memoria, e per il rientro in grande stile riprendo il filone fortunato delle pubblicità, ma declinato in un’altra salsa. Quella del futbol bailado, dello spettacolo abbinato alle capacità balistiche, insomma del calcio ^_^

Iniziamo subito con uno slogan, e alzi la mano chi non lo ha mai sentito oppure utilizzato anche per sbaglio, in qualsiasi contesto: LA POTENZA E’ NULLA SENZA IL CONTROLLO. Lui è Luis Nazario da Lima, meglio conosciuto come il vero, unico, inimitabile Fenomeno (e lo dico da juventino convinto). Con la scusa delle prodezze sul campo, si pubblicizzava la marca di pneumatici che faceva, e fa tuttora, da main sponsor all’Inter. Ma non perdiamo altro tempo. Signori, ecco a voi Ronaldo!

Tutto iniziò un paio di anni prima, con la partita di calcio più difficile e “calda” di tutti i tempi. Un’azienda di abbigliamento sportivo (quella del baffo, per intenderci), per la prima volta radunò un gruppo di campioni del calcio (tra gli altri, Maldini, Figo, Rui Costa, quel matto di Jorge Campos, lo stesso Ronaldo, Kluivert) e li mise in un’ambientazione “infernale”. Una squadra di diavoli sfidava i buoni, impersonati dai calciatori, per impossessarsi addirittura del controllo del mondo intero. Ecco allora che vediamo sta mandria di bufali inferociti partire al contrattacco, e a Paolo Maldini fecero dire, in inglese, una battuta ignobile, da romanticone italiano: “Forse sono solo brutti”. E giù botte, prima a Figo, poi una gomitata a Rui Costa, un calcio a Kluivert sullo stomaco buono per fargli vomitare il pranzo di Natale di due anni prima, e tutti all’attacco verso il portiere messicano Campos, famoso per le sue magliette multicolor (del quale abbiamo parlato in un post dedicato ai Mondiali l’estate scorsa) che si lancia in uscita disperata, mentre i cattivi sferrano quella che Holly e Benji chiamavano Attacco a Valanga.

Ma Paolo Maldini, Signore Supremo e Ministro della Difesa, con una scivolata al limite dell’area ferma tutto e tutti, e rialzatosi in piedi dà il via al contropiede dei buoni con un lancio di destro in bellissimo stile, e dopo uno stacco di testa di Kluivert e una rovesciata volante di Tomas Brolin (ai tempi giocatore del Parma di Nevio Scala che vinceva tutto in Europa) la palla arriva a Ronaldo, che da buon brasiliano inizia la sua sequela di giochini e dribbling a velocità supersonica fino al cross di mancino dalla fascia che arriva al centro dell’area avversaria, dove un uomo stoppa la palla di petto, e la ferma sotto il suo scarpino griffato destro. Ha la maglia rossa. Del Manchester United. Il suo nome è Eric Cantona. Freddo come l’iceberg del Titanic, guarda il diavolo sulla linea di porta e, alzandosi il colletto della maglia, sibila un gelido e indimenticabile: “AU REVOIR”, scagliando un bolide centrale che buca lo stomaco del Diavolo, mandandolo in mille pezzi, e dando gol e vittoria ai buoni.

Ecco lo spot!

Lasciamo per un attimo da parte la casa del Baffo (ma ci torneremo) per andare a spulciare cosa combina la diretta concorrente, la marca tedesca dalle tre strisce. Nel 2006, per il Mondiale in casa, quello vinto da quella squadra con la maglia azzurra, mi sembra si chiamasse Italia, se non sbaglio… Insomma, quell’anno uscì uno spot molto carino con protagonisti due bambini sudamericani (anche se l’ambientazione potrebbe ricordare anche alcuni rioni del sud Italia…e non lo dico con disprezzo, anzi) che per ammazzare il tempo e la noia, improvvisano una partita uno contro uno sull’asfalto. Immaginano quindi di fare le squadre, come si faceva all’oratorio, e ognuno chiama un giocatore, il quale, PER MAGIA , appare in carne ed ossa pronto per rispondere alla chiamata dei bambini. Ovviamente il caso vuole che tutti i giocatori chiamati in causa siano sotto contratto con quella casa di abbigliamento. Alle volte, la fantasia…

Ecco allora in rapida successione Cissè, Kaka, Zidane, Bechkam, Defoe, Kahn, finché uno dei due bimbi, per fare il figo, chiama in causa Beckenbauer. Ora, qui si parla di giocatori degli anni 70, miti veri e propri. E il bello di questa pubblicità è proprio questo: non c’è limite alla fantasia (e al lavoro dei computer grafici). Ecco allora che un’immagine di repertorio di Kaiser Franz diventa parte integrante dello spot, e Josè, il bimbo protagonista dello spot, su suggerimento di Zizou chiama in causa Le Roi, Michel Platini. Le squadre sono fatte, e i bambini dicono ai campioni come mettersi in campo. Si può cominciare. E via allora con le solite giocate alla velocità della luce, dove non si capisce granché ma tutto fa spettacolo, fino a che la mamma di Josè spunta dal balcone e urla al bimbo di tornare a casa, è pronta la cena. Lui sbuffando, prende la palla dalle mani di Oliver Kahn, portiere della Germania, e a testa bassa si avvia, sorridendo.

Ma mica solo le ditte di abbigliamento sportivo utilizzano i calciatori per i loro spot. La bibita americana che sfida lo strapotere della Coca-Cola…scusate, ma si può dire Pepsi? Oh, e che cavolo…la Pepsi! Insomma, quest’azienda ha fatto venire fuori il talento da film di Roberto Carlos, il terzino dal piede sinistro fatato del Brasile di fine anni 90.

Ecco allora che nel 2003 la solita combriccola di nullafacenti si traveste da cowboy e nello sponsor intitolato “Wild wild west” si ritrovano divisi in due gang rivali che arrivano in un saloon sperduto (in teoria sarebbero divisi tra giocatori di Manchester United e Real Madrid, ma poi nel mezzo si vedono Veron e Rivaldo che non c’entrano una mazza con le due squadre). Bechkam ordina una Pepsi ghiacciata (ovvio, che vuoi bere con quel caldo?), e mentre il barista gliela lancia sul bancone, interviene Iker Casillas, portiere del Real Madrid, che la intercetta e gliela beve a sbafo davanti al naso. Il guanto di sfida è lanciato. I due vanno fuori sul piazzale, dove il barista diventa arbitro e piazza una palla di cuoio anni 20 a metà del cortile. Bechkam si toglie la palandrana rimanendo con la maglia del Manchester United, Casillas si piazza davanti alla vetrina del barbiere facendo lo stesso, e la maglia del Real Madrid è in bella vista. A questo punto…succede qualcosa…e vi invito a guardare l’entrata in scena di Roberto Carlos…non dico altro, guardatelo!

L’anno dopo la Pepsi raddoppia: stavolta l’ambientazione è medievale, e agli onnipresenti Bechkam e Roberto Carlos, si aggiungono tra gli altri Ronaldinho e pure Er Pupone Francesco Totti, chevestito da gladiatore interpreta se stesso, ma non anticipo niente stavolta…dico solo che la scusa è sempre più o meno la stessa, ovvero l’arrivo dei cattivi, in questo caso rappresentato da un’orda di banditi con scudi ed armature intenzionati a prendere le mura del forte medievale. In questo caso il saccheggio principale però non è fatto di preziosi, animali, o cose di valore, bensì di centinaia e centinaia di lattine di Pepsi, utili a dissetare almeno tre paesi dell’Africa nera insieme. Ma i banditi non hanno fatto i conti con i calciatori, con le ditate negli occhi di Totti, i palleggi tra i maiali di Ronaldinho…e con le punizioni liftate di Roberto Carlos, che magicamente colpisce il lucchetto (ante Moccia) della gabbia contenente le lattine di Pepsi, rovesciandole a terra e sancendo la vittoria, anche stavolta, dei buoni. Guardate un po’ qui.

Per finire, torno alla casa di abbigliamento sportivo del Baffo, con uno degli spot più divertenti che abbia mai visto. La scusa è una partita tra Brasile e Portogallo, e nel tunnel che porta al campo le squadre sono schierate, pronte ad iniziare la gara. Luis Figo chiede la palla all’arbitro per controllarne il grado di gonfiaggio, e ne approfitta per fare un tunnel a Ronaldo, sbeffeggiandolo con un “Olè”. Il Fenomeno non ci sta, e rincorre Figo che passa la palla ai suoi compagni, mettendo in mezzo praticamente tutti i componenti della rosa. In rapida successione si riconoscono Diego (passato anche dalla Juve qualche anno fa e cacciato dopo una sola stagione), un quasi imberbe Cristiano Ronaldo, Denilson, l’allenatore Felipe Scolari, e l’onnipresente Roberto Carlos, il quale ruba a sua volta la palla a Figo restituendogli l’ “Olè” in faccia.

Le due squadre iniziano quindi a dribblarsi senza un motivo dentro lo stadio, passando davanti anche ad Eric Cantona, nel frattempo diventato attore sul serio, scivolando qua e là, fino a buttare fuori dallo stadio la palla, nell’ingresso, dove CASUALMENTE sta passando Totti (ma nella versione internazionale al posto del Pupone c’è Ruud Van Nistelrooy, attaccante olandese) che, chiamato con un fischio da pecoraio da Figo, calcia la palla al volo ovviamente alzandola giusto quegli 80 metri che servivano a farla tornare a Ronaldinho che dribblando la qualunque, entra in campo, fino ad essere falciato in Chiellini style direttamente dall’arbitro, che fischietto alla bocca, richiama le due squadre per il fischio d’inizio. La scena finale è da applausi. Primi piani dei calciatori già stravolti, segnati dalla lotta…ed è solo l’inizio!

Direi che abbiamo parlato fin troppo! Vi saluto però con un’ultima chicca, che proprio non poteva mancare. La casa è la stessa, la squadra con la maglia gialla pure, il Brasile, e per darvi un indizio dico che in aeroporto non ci si può annoiare, e basta una palla tirata fuori all’improvviso da un borsone e si inizia subito ad intonare: “Oooooooohhh ariaaaaaaariòòòòò obaaa obaaa obaaaaaaaaa”

Ragazzi, che dire…qui più che un cassetto abbiamo aperto un armadio della memoria calcistica!

Sorridete sempre

D.

Casa nuova e nuovi cassetti

imgres-15.jpgEccoci qui, nella nostra nuova casa!

Qualcuno dirà “era ora che tornaste a scrivere”ma in realtà in quest’ultimo anno abbiamo scritto eccome!

Solo che blogspot ci aveva interrotto il blogroll, va a capire perché… abbiamo continuato a pubblicare i nostri post sul NabikiblòB per disperazione, ma ora abbiamo deciso, si cambia aria!

Arriviamo con delle rubrichette fresche fresche ed io, Nabiki, passerò molto più tempo qui che sul NabikiblòB.

Cosa vi proponiamo per questa estate moooolto amarcord?

Innanzitutto ci sembra più che doveroso ormai, dedicare uno spazio apposito ai cartoni della nostra infanzia e lo chiameremo CARTONI DELLA MEMORIA…un breve confronto tra quel che ricordavamo da bambini e come è rivedere adesso certe cose, spesso e volentieri è la dura realtà dell’adulto a prevalere, ma i ricordi si sa, vincono sempre!

Dopo aver dedicato post memorabili ad Al Bano e Romina (che nel frattempo, diciamolo, abbiamo fatto rimettere insieme), Toto Cutugno e Ricchi e Poveri, torna la rubrica “radiografia di una carriera” e qui davvero ne vedremo delle belle…partiremo con un mito degli anni 80, che intanto ha cambiato nome e si è fatto qualche ritocco…avete capito chi è? non vi anticipo altro, sorpresa!

Per un blog amarcord ci vogliono classifichette amarcord e ne abbiamo! vestiario, tendenze e cibo…tutto quello che fingete di aver dimenticato sarà qui per voi!

Non mancheranno post a tema sportivo: Daniel ci parlerà di calciatori di una volta, quelli che facevano davvero i calciatori, non le fighette tatuate di adesso.

Parleremo anche di fiction, che un tempo si chiamavano sceneggiati ed erano 100 volte meglio della robaccia che canale 5 ci propina adesso…e va’ che raiuno al posto di mandar l’ennesima replica di Don Matteo potrebbe anche riproporci, che so, “Quei 36 gradini” o le varie “Voglia di vincere, volare, cantare” di Gianni Morandi…queste cose meritano un post a parte.

Insomma, siamo pieni di voglia di scrivere e di farci ri-conoscere!

Se avete qualche idea, qualche consiglio, qualche ricordo, qualche richiesta…siam qui!

grazie dei fiori a tutti

e sorridete sempre

Nabiki e Halfangel

Momenti di gloria

Amici e amiche del NabikiBlob, rieccomi con un nuovo episodio dei famigerati e cosiddetti “cassetti della memoria”. Una rubrica che mi piace sempre scrivere, attingendo a piene mani alla mia memoria pazza e provando a sorprendermi e a sorprendervi con qualche ideuzza stramba.
Quest’oggi partiamo da un pensiero semplice semplice:
ci sono cantanti e canzoni che ci hanno accompagnato anche solo per qualche mese, una settimana, un giorno, solamente un’ora…(ok, ok la citazione di Bennato potevo risparmiarmela, ma mi piaceva così tanto!)
A distanza, talvolta, di un numero sufficiente di anni, mi chiedo, e vi chiedo: ve li ricordate? Piacevano anche a voi? E soprattutto, che fine hanno fatto?
 
Ad esempio, partiamo subito con un mio pallino. Ho anche comprato il cd singolo di questa canzone. Festival di Sanremo del 2001. Tra le Nuove Proposte di quell’anno si presentò questo duo formato da un chitarrista e un cantante, che in realtà era l’anima e il vero deus ex machina della formazione. Si inerpicarono con questa canzone fino al secondo posto della classifica finale, anche se terminata la kermesse di loro si persero quasi immediatamente le tracce. Salvo ritrovare il cantante a fare il corista in una delle ultime, tristissime Domenica In…
Loro sono i Moses, e la canzone si intitola “Maggie”, qui in versione live da quel Sanremo…dirige l’orchestra il maestro Vince Tempera! Ma ora…eccola!
 

Continuiamo con un pezzo bomba.
Se io dico “Vivo per lei”, voi cosa mi rispondete? Bocelli & Giorgia? No no no no….la versione originale di questa canzone, a mio modestissimo parere molto più bella di quella conosciuta da tutti, è degli O.R.O. e io ho il vero piacere di proporvela, anche se non ho notizie di che fine abbiano fatto sti due fenomeni (certo che in Italia abbiamo delle voci da valorizzare…e noi ci ostiniamo a tirare fuori cantanti da bimbiminkia grazie agli amicidimaria e compagnia bella…bah)

E che dire allora dell’attacco più famoso degli anni 90?
“Eri una bambina, la più stretta della scuola, eri un’acciughina. Oggi hai quindici anni e piangi sola chiusa in bagno per la festa del tuo compleanno…”
Eh sì, signori: Alessandro Canino con la sua celeberrima “Brutta” ci riporta con la memoria alle feste di compleanno dei compagni di classe, spesso l’unica occasione per tirare fuori lo sguardo da duri con frasi sentite magari in qualche film e raccattare qualsiasi esemplare di genere femminile per avere la possibilità (magari con un famoso “lento”, con le luci soffuse) di limonare duro come i ragazzi fighi “che-ci-sapevano-fare”.
Stendo un velo pietoso sulle decine di parodie che ha avuto questo testo negli anni. Ricordo di aver rivisto il buon Canino a Meteore su Italia Uno. I riccioli e il ciuffo non c’erano più, e nemmeno quell’orribile giacca con le spalline esagerate. In compenso aveva una panza che faceva provincia. E vabbè…
Eccola!!! Tutta vostra!

Abbandoniamo un istante il Festival. Il mio post precedente parlava di cover. Mi riaggancio per un istante a questo filone per inserire un cantante, ed una canzone, che nella seconda metà degli anni 90 ebbe un paio di picchi di popolarità, grazie a Neffa che provava ad imporlo (giustamente a mio avviso) come una delle più belle voci soul italiane.
Questa è la versione italiana di “I can tell you why” degli Eagles, intervallata da pezzi rappati dal signor Giovanni Pellino, che prima di voler essere (parole sue) lo Stewie Wonder italiano e di conoscere “la mia signorina” era di gran lunga il miglior esponente dell’hip hop italiano.
Signore e signori, ecco “Non tradire mai”

Viriamo sul cantante straniero che non ti aspetti? Ma sì dai! Alzi la mano chi ricorda lo sbarco in italiano di Enrique Iglesias con “Se te ne vai” (ovvero “Si tu te vas”, in originale spagnolo).
Frasi indimenticabili come “Le lacrime vengono giù, se non le raccoglierai non le troveremo più. Muoio un po’ immaginando che farai, in che mondo viaggerai, che canzone canterai se te ne vai”
Notare il video in spagnolo semplicemente ridoppiato (si vede che non c’erano troppi soldi…)
Questo è un capolavoro di trash che solo Radio Jukebox poteva farmi tornare alla mente. E sullo scooter al mattino spesso tra un semaforo e l’altro mi accorgo di canticchiarla…
Ma se mi piace la versione di “Non c’è” della Pausini reggaeton style, non posso poi lamentarmi…

Si prosegue…piatto ricco mi ci ficco!
Sempre rimanendo nell’ambito degli anni 90 c’è il filone “quasi cloni”. Ovvero, artisti che con timbri di voce simili a quelli di colleghi decisamente più affermati hanno trovato un loro pubblico e un loro successo.
“Anche questa è vita” è una canzone che ha venduto 120 mila copie a metà degli anni 90. Adesso un disco d’oro lo si raggiunge con 30 mila copie vendute. Per dire. Chi si ricorda chi la cantava? Vi aiuto…assomiglia vagamente a Baglioni, si presentava con una maschera sugli occhi…sì, è lui, Anonimo Italiano! Eccola, tutta per voi!

Non posso non citare anche un gruppo che ha fatto molto più successo, gli Audio 2. Ma non parlerò di “Alle venti”, forse il loro pezzo più famoso, bensì di questa delicata “Neve” con cui si imposero all’attenzione di tutti. In seguito fu incisa anche da Mina (del resto loro rimangono autori della Tigre di Cremona anche in tempi più recenti). Ricordo fecero quasi scalpore per la netta somiglianza con Battisti, tanto che molti andavano nei negozi a chiedere “il disco nuovo di Lucio Battisti” rimanendo quasi delusi quando scoprivano la verità.
Ecco comunque “Neve”, con il suo attacco splendido…

“E pensarci vorrei ancora un po’, noi siamo impauriti da quest’angelo. A pensarci è così, chissà dov’è l’ultima parola che riguardava te. Ma sei, sei come la neve, sei. Che tocchi ed è sciolta già e non sai più com’è. Solo un’immagine che va, e sei nella mia mente…”

Saluto la mia socia Nabiki dicendole che purtroppo il Tubo non mi dava la canzone che cercavo di Tony Blescia, ma lo ricordiamo affettuosamente promettendo un post dedicato a lui!
Concludo con l’ultima canzone di un’altra meteora della musica italiana.
Siamo a cavallo del nuovo millennio. Una ragazza piccolina e dai capelli rossi si affacciava sulle scene della musica italiana con “Frena, che voglio andare al mare, frena”
Carlotta.
Vista dal vivo ad un festival estivo a Rimini con la Incontrada senza reggiseno e dai capezzoli generosamente offerti in trasparenza al pubblico, e da un Cremonini in pieno trip Lunapop che ci provava spudoratamente. Mi incantò con questa canzone, vuoi per il mix sapiente di italiano e francese nel ritornello (anzi, nel refrain…), vuoi perché mi faceva pensare all’estate, non so…
ecco qui, sperando ve la ricordiate, “Caresse toi”!

“Caresse toi et viens avec moi, je t’amerais à la folie”…canzoncina esile esile, e se vogliamo anche tamarrucola, specie se ascoltata a tutto volume con il gomito fuori dal finestrino…
Ok ok, vi ho tediato anche troppo…sono rimaste fuori chicche come, in ordine sparso, Gianni Fiorellino, Jenny B, i Down Low, Davide De Marinis, Stefano Zarfati…insomma…posso continuare con un “Momenti di gloria 2”, se vorrete…

Intanto, godetevi queste. E ascoltate un cretino…

sorridete, sempre

D.

A grande richiesta…

PREMESSA: io continuo a pubblicare i post “a grande richiesta” anche qui, anche se ormai questo blog è in coma da parecchio tempo.
Purtroppo sia io che il mio socio, Halfangel, siamo al momento impossibilitati a stargli dietro…certo sarebbe bello ritrovare quell’entusiasmo iniziale e tutte le idee che al principio ci eran venute, non escludo un ritorno, da parte mia ci sono tutte le migliori intenzioni di ritagliare un po’ di tempo libero da dedicare a questo spazio.
Nel frattempo continuo a proporre anche qui la rubrica del Nabikiblò…b, così, tanto per dare una defibrillata a tutto.
Nabiki

Image and video hosting by TinyPicImage and video hosting by TinyPicImage and video hosting by TinyPic

 Buongiorno amici del Nabikiblog, oggi soddisfiamo la richiesta di Zafira che chiede a gran voce di parlare di un telefilm molto famoso a cavallo tra gli anni 80 e 90.
Era infatti il 6 Marzo 1990 quando su Italia1 debutta “College”, telefilm nato da una costola di un lungometraggio di Castellano e Pipolo, oserei dire brutto lungometraggio, pur riconoscendone le potenzialità CULT.
E infatti da un film CULT può solo scaturire un telefilm altrettanto CULT (se non l’avete capito la parola di oggi è CULT!)  poiché, dietro la macchina da presa ci sono nientepopòdimenochè i figli dei due registi sopra citati.
E chi è il figlio di Pipolo? chi lo sa?
Beh, se non lo sapete ve lo dico io: FEDERICO MOCCIA!
Questo dovrebbe bastare per parlarne solo male, ma onestamente, non me la sento di infierire su un CULT di questo peso, anzi, io Moccia vorrei proprio ricordarlo solo per questo vecchissimo prodotto!

LA STORIA:
Arianna e Marco sono fidanzati e stanno per sposarsi quando lui riceve una lettera dall’accademia Admiral.
Il corso è facoltativo ma Marco approfitta della “chiamata alle armi” per rinviare il matrimonio, dicendo alla fidanzata disperata che è costretto a partire…Arianna scopre l’inghippo e decide di rinchiudersi in collegio per dimenticare il suo amore finito, fatalità vuole che il collegio scelto dai tutori della nostra eroina, sia proprio situato di fianco alla famosa accademia navale dove Marco presta servizio.
Qui entrambi i protagonisti faranno “gruppo” con i rispettivi compagni di banco/branda e si verranno a creare situazioni sentimentali, scaramucce, schermaglie d’amore e varie peripezie…senza mai andare oltre ai castissimi baci in stile Mirko&Licia (che qualcuno faccia una richiesta in tal proposito vi supplico!!!)
Ruotano attorno al gruppetto di collegiali e cadetti un terzetto di “motociclisti malviventi” chiamati I MANGOSI, due poliziotti rincogliniti, le liti tra la mitica professoressa Muller e il capitano Salice e un barista impiccione interpretato da Masciarelli.

I PROTAGONISTI
Arianna è interpetata dalla miss Italia 82 Federica Moro, ormai scomparsa del tutto dagli schermi grandi e piccoli.
Marco (nel telefilm) ha la faccia e tutto il resto di un certo Keith Van Hoven, attore di provenienza sconosciuta, che dopo il telefilm è tornato dove è venuto e non si è più sentito parlare di lui…non è rintracciabile da nessuna parte, non c’ha nemmeno un profilo facebook o un account tuitter…mi spiace, so che la Zafira aveva un cotta per lui e che è l’unico motivo per cui mi ha chiesto questo post 😦
I reduci della IIIC Fabrizio Bracconeri e Fabio Ferrari interpretano rispettivamente il cadetto Carletto e il capocamerata Baldani.
Tutto il resto del cast è fuffa, gente scomparsa nel nulla che mi sarebbe piaciuto ritrovare…tipo la gattamorta amica di Stephanie di Monaco, la bomba sexy chiamata Samantha, la sportiva Vally, il clone di Tackleberry detto Roccia, il latin lover Diego Sanchez e il principe del gioco Paul Dupont (noooo ma questi non sono personaggi stereotipati no!)
E non dimentichiamo la tipa con gli occhiali che è un genio eh! quella che rispondeva “matematico!” a tutto.

Detto questo, segnalo all’attenzione un giovanissimo Antonio Zequila protagonista di un episodio in cui tentava di farsi Arianna, la pornostar Milly D’Abbraccio nei panni di una pescivendola e Melba Ruffo di Calabria nelle vesti della ex di Masciarelli…beh, che altro aggiungere se non la sigla?
così anni 80 che più anni 80 non si può…

E con questo vi saluto, se avete altre richieste da fare (o se ne avete già fatte) vi prego di ricordarmele qui sotto per i prossimi post A GRANDE RICHIESTA.
Baci a tutti
la vostra
Nabiki