Momenti di gloria

Amici e amiche del NabikiBlob, rieccomi con un nuovo episodio dei famigerati e cosiddetti “cassetti della memoria”. Una rubrica che mi piace sempre scrivere, attingendo a piene mani alla mia memoria pazza e provando a sorprendermi e a sorprendervi con qualche ideuzza stramba.
Quest’oggi partiamo da un pensiero semplice semplice:
ci sono cantanti e canzoni che ci hanno accompagnato anche solo per qualche mese, una settimana, un giorno, solamente un’ora…(ok, ok la citazione di Bennato potevo risparmiarmela, ma mi piaceva così tanto!)
A distanza, talvolta, di un numero sufficiente di anni, mi chiedo, e vi chiedo: ve li ricordate? Piacevano anche a voi? E soprattutto, che fine hanno fatto?
 
Ad esempio, partiamo subito con un mio pallino. Ho anche comprato il cd singolo di questa canzone. Festival di Sanremo del 2001. Tra le Nuove Proposte di quell’anno si presentò questo duo formato da un chitarrista e un cantante, che in realtà era l’anima e il vero deus ex machina della formazione. Si inerpicarono con questa canzone fino al secondo posto della classifica finale, anche se terminata la kermesse di loro si persero quasi immediatamente le tracce. Salvo ritrovare il cantante a fare il corista in una delle ultime, tristissime Domenica In…
Loro sono i Moses, e la canzone si intitola “Maggie”, qui in versione live da quel Sanremo…dirige l’orchestra il maestro Vince Tempera! Ma ora…eccola!
 

Continuiamo con un pezzo bomba.
Se io dico “Vivo per lei”, voi cosa mi rispondete? Bocelli & Giorgia? No no no no….la versione originale di questa canzone, a mio modestissimo parere molto più bella di quella conosciuta da tutti, è degli O.R.O. e io ho il vero piacere di proporvela, anche se non ho notizie di che fine abbiano fatto sti due fenomeni (certo che in Italia abbiamo delle voci da valorizzare…e noi ci ostiniamo a tirare fuori cantanti da bimbiminkia grazie agli amicidimaria e compagnia bella…bah)

E che dire allora dell’attacco più famoso degli anni 90?
“Eri una bambina, la più stretta della scuola, eri un’acciughina. Oggi hai quindici anni e piangi sola chiusa in bagno per la festa del tuo compleanno…”
Eh sì, signori: Alessandro Canino con la sua celeberrima “Brutta” ci riporta con la memoria alle feste di compleanno dei compagni di classe, spesso l’unica occasione per tirare fuori lo sguardo da duri con frasi sentite magari in qualche film e raccattare qualsiasi esemplare di genere femminile per avere la possibilità (magari con un famoso “lento”, con le luci soffuse) di limonare duro come i ragazzi fighi “che-ci-sapevano-fare”.
Stendo un velo pietoso sulle decine di parodie che ha avuto questo testo negli anni. Ricordo di aver rivisto il buon Canino a Meteore su Italia Uno. I riccioli e il ciuffo non c’erano più, e nemmeno quell’orribile giacca con le spalline esagerate. In compenso aveva una panza che faceva provincia. E vabbè…
Eccola!!! Tutta vostra!

Abbandoniamo un istante il Festival. Il mio post precedente parlava di cover. Mi riaggancio per un istante a questo filone per inserire un cantante, ed una canzone, che nella seconda metà degli anni 90 ebbe un paio di picchi di popolarità, grazie a Neffa che provava ad imporlo (giustamente a mio avviso) come una delle più belle voci soul italiane.
Questa è la versione italiana di “I can tell you why” degli Eagles, intervallata da pezzi rappati dal signor Giovanni Pellino, che prima di voler essere (parole sue) lo Stewie Wonder italiano e di conoscere “la mia signorina” era di gran lunga il miglior esponente dell’hip hop italiano.
Signore e signori, ecco “Non tradire mai”

Viriamo sul cantante straniero che non ti aspetti? Ma sì dai! Alzi la mano chi ricorda lo sbarco in italiano di Enrique Iglesias con “Se te ne vai” (ovvero “Si tu te vas”, in originale spagnolo).
Frasi indimenticabili come “Le lacrime vengono giù, se non le raccoglierai non le troveremo più. Muoio un po’ immaginando che farai, in che mondo viaggerai, che canzone canterai se te ne vai”
Notare il video in spagnolo semplicemente ridoppiato (si vede che non c’erano troppi soldi…)
Questo è un capolavoro di trash che solo Radio Jukebox poteva farmi tornare alla mente. E sullo scooter al mattino spesso tra un semaforo e l’altro mi accorgo di canticchiarla…
Ma se mi piace la versione di “Non c’è” della Pausini reggaeton style, non posso poi lamentarmi…

Si prosegue…piatto ricco mi ci ficco!
Sempre rimanendo nell’ambito degli anni 90 c’è il filone “quasi cloni”. Ovvero, artisti che con timbri di voce simili a quelli di colleghi decisamente più affermati hanno trovato un loro pubblico e un loro successo.
“Anche questa è vita” è una canzone che ha venduto 120 mila copie a metà degli anni 90. Adesso un disco d’oro lo si raggiunge con 30 mila copie vendute. Per dire. Chi si ricorda chi la cantava? Vi aiuto…assomiglia vagamente a Baglioni, si presentava con una maschera sugli occhi…sì, è lui, Anonimo Italiano! Eccola, tutta per voi!

Non posso non citare anche un gruppo che ha fatto molto più successo, gli Audio 2. Ma non parlerò di “Alle venti”, forse il loro pezzo più famoso, bensì di questa delicata “Neve” con cui si imposero all’attenzione di tutti. In seguito fu incisa anche da Mina (del resto loro rimangono autori della Tigre di Cremona anche in tempi più recenti). Ricordo fecero quasi scalpore per la netta somiglianza con Battisti, tanto che molti andavano nei negozi a chiedere “il disco nuovo di Lucio Battisti” rimanendo quasi delusi quando scoprivano la verità.
Ecco comunque “Neve”, con il suo attacco splendido…

“E pensarci vorrei ancora un po’, noi siamo impauriti da quest’angelo. A pensarci è così, chissà dov’è l’ultima parola che riguardava te. Ma sei, sei come la neve, sei. Che tocchi ed è sciolta già e non sai più com’è. Solo un’immagine che va, e sei nella mia mente…”

Saluto la mia socia Nabiki dicendole che purtroppo il Tubo non mi dava la canzone che cercavo di Tony Blescia, ma lo ricordiamo affettuosamente promettendo un post dedicato a lui!
Concludo con l’ultima canzone di un’altra meteora della musica italiana.
Siamo a cavallo del nuovo millennio. Una ragazza piccolina e dai capelli rossi si affacciava sulle scene della musica italiana con “Frena, che voglio andare al mare, frena”
Carlotta.
Vista dal vivo ad un festival estivo a Rimini con la Incontrada senza reggiseno e dai capezzoli generosamente offerti in trasparenza al pubblico, e da un Cremonini in pieno trip Lunapop che ci provava spudoratamente. Mi incantò con questa canzone, vuoi per il mix sapiente di italiano e francese nel ritornello (anzi, nel refrain…), vuoi perché mi faceva pensare all’estate, non so…
ecco qui, sperando ve la ricordiate, “Caresse toi”!

“Caresse toi et viens avec moi, je t’amerais à la folie”…canzoncina esile esile, e se vogliamo anche tamarrucola, specie se ascoltata a tutto volume con il gomito fuori dal finestrino…
Ok ok, vi ho tediato anche troppo…sono rimaste fuori chicche come, in ordine sparso, Gianni Fiorellino, Jenny B, i Down Low, Davide De Marinis, Stefano Zarfati…insomma…posso continuare con un “Momenti di gloria 2”, se vorrete…

Intanto, godetevi queste. E ascoltate un cretino…

sorridete, sempre

D.

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3 Pensieri su &Idquo;Momenti di gloria

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